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American Horror Story, la recensione del secondo episodio: Massacres and Matinees

Di Lorenzo Pedrazzi

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Massacres and Matinees, secondo episodio di American Horror Story: Freak Show, approfondisce il disagio dei protagonisti e affianca al clown-killer un nuovo alleato…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER.

Twisty (John Carroll Lynch), il clown che sta terrorizzando Jupiter, uccide il gestore di un negozio di giocattoli e gli taglia la testa, portandosela poi in giro dentro a un sacco. Gloria Mott (Frances Conroy) lo incontra lungo la strada e gli offre di lavorare per suo figlio Dandy (Finn Wittrock), ormai adulto ma estremamente viziato e infantile, con cui lei intrattiene un rapporto morboso: il ragazzo se n’è andato di casa perché vuole lavorare nel circo, ma Jimmy (Evan Peters) lo ha respinto, dicendogli che non c’è nulla da invidiare nella vita dei circensi.
Il giovane performer si sente in colpa per aver ucciso il detective che voleva arrestare Bette e Dot Tattler (Sarah Paulson), e si sente frustrato per come la città tratta lui e i suoi amici. I problemi, però, si accumulano quando Elsa (Jessica Lange) decide di assumere il forzuto Dell Toledo (Michael Chiklis) e sua moglie Desiree Dupree (Angela Bassett), ermafrodita e dotata di tre seni. Senza sapere che Dell è in realtà suo padre, nonché ex marito di Effil Darling (Kathy Bates), Jimmy entra subito in contrasto con lui, anche perché Elsa gli ha affidato la supervisione e la sicurezza del circo; inoltre, essendoci il coprifuoco imposto dalla polizia, Dell decide di organizzare degli spettacoli pomeridiani, nonostante il parere contrario di Elsa. Lo scontro fra padre e figlio, però, si acuisce ulteriormente quando Jimmy decide di portare i suoi compagni in una tavola calda per pranzare, poiché ritiene che gli abitanti di Jupiter debbano abituarsi a vederli come persone normali; la loro presenza turba i clienti, e Dell li porta via bruscamente, chiamandoli «freak». In seguito, durante una matinee in cui Bette dà prova delle sue doti canore con Criminal di Fiona Apple (suscitando l’invidia di Dot), Jimmy cerca d’incastrare il forzuto nascondendo nella sua roulotte il distintivo del detective ucciso, ma Dell se ne accorge, e lo sposta nell’alloggio di Meep (Ben Woolf). La polizia trova il distintivo durante una perquisizione e porta Meep in carcere, dove i detenuti lo uccidono a botte.
Intanto, Gloria riaccoglie Dandy e gli mostra il suo nuovo “amico”, Twisty, che lo aspetta nella stanza dei giochi. Dandy è affascinato da lui: fruga nella sua sacca e trova la testa mozzata del giocattolaio, ma il clown lo tramortisce e scappa. Nella sua roulotte, viene aggredito dalla ragazza prigioniera, che lo colpisce con un’asse chiodata e fa cadere la sua maschera, sotto alla quale si cela un grosso squarcio putrescente al posto della bocca. La ragazza e il bambino fuggono, ma Twisty riesce a riacciuffare quest’ultimo, mentre la giovane viene bloccata da Dandy, che aveva seguito il clown fino a lì: il ragazzo non vede l’ora di condividere con il killer questo nuovo “gioco”.
Alla fine, il cadavere di Meep viene riportato al circo dentro un sacco, e Jimmy, chino su di esso, urla di dolore.

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Al secondo episodio, American Horror Story: Freak Show tende a valorizzare soprattutto i risvolti meno convincenti della sua personalità, e scivola nel didascalismo più smaccato (la sequenza nella tavola calda) o nel kitsch autocompiaciuto, dove la performance musicale “anacronistica” di Bette Tattler sortisce un effetto sin troppo straniante, sfiorando il ridicolo involontario. Questi dettagli dimostrano che Freaks di Tod Browning, per Ryan Murphy, è soltanto un riferimento superficiale, apprezzato più per il suo alone cult che non per il suo spessore artistico e intimista: si veda, ad esempio, la citazione del leggendario banchetto attorno a cui i freak accolgono Cleopatra come una di loro («We accept her, one of us!»), che qui diventa un banale inno alla sovversione rispetto all’autorità costituita («Kill the cop!»), peraltro contraddetto dal seguente tentativo di farsi accettare alla tavola calda. Più interessante l’ambiguità di Elsa, che alla fine s’intrufola nell’alloggio di Bette e Dot per parlare in gran segreto con quest’ultima, invidiosa del successo della sorella: Elsa le trasmette la sua solidarietà, e accusa Bette di avere «un’anima oscura» e di nutrirsi delle insicurezze altrui. È ovvio che ha intenzione di manipolare le due gemelle, ma per il momento i suoi scopi restano nebulosi.

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Di certo, American Horror Story: Freak Show ha il merito di costruire personaggi abbastanza stratificati, tormentati e grotteschi, ed è un paradosso che il più grottesco di tutti non faccia parte della compagnia dei freak: Dandy Mott, uomo-bambino viziato da una madre morbosa, è uno psicopatico che si nasconde dietro una maschera infantile, e trova in Twisty il suo compagno di “giochi” ideale. Ma, se Dandy è spinto dalla noia, qual è il motore che innesca la violenza del clown? L’aggressione della ragazza prigioniera ci ha permesso di svelare la realtà dietro al suo macabro sorriso, e non è stata una scoperta piacevole: Twisty ha la bocca devastata, aperta in uno squarcio ripugnante che non gli concede nemmeno di parlare. I suoi omicidi sembrano casuali, ed è difficile prevedere l’evoluzione della serie, o se il clown sarà accompagnato da una minaccia ancora più grande. Le due trame principali, quella del circo e quella del clown assassino, sembrano scorrere parallele, e finora non si sono mai realmente incrociate: l’entità del legame tra le due linee narrative – ammesso che siano collegate – sarà uno dei cardini di questa stagione, e sappiamo bene che Ryan Murphy non si fa problemi a sparigliare le carte con rivelazioni spiazzanti. Staremo a vedere.

La citazione: «L’ha detto prima: il mondo del circo è piccolo. Beh, è ancora più piccolo di quanto lei creda. Siamo una stirpe in via d’estinzione.»

Ho apprezzato: gli ottimi valori produttivi in materia di trucco, costumi, effetti visivi e fotografia; l’atmosfera macabra e ossessiva; la caratterizzazione di Dandy e di sua madre.

Non ho apprezzato: alcune cadute nel kitsch eccessivo; la didascalicità di alcune situazioni.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di American Horror Story: Freak Show sul nostro Episode39 a questo LINK.

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