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10 western moderni da vedere, da Rango al Grinta a Un Milione di Modi per Morire nel West

Di Valentina Torlaschi

western moderni

Il western nasce con il cinema e con il cinema continua a vivere reincarnandosi, di anno in anno, di decade in decade, con stili e sfumature diverse. Il primo film del genere, L’assalto al treno (The Great Train Robbery) di Edwin S. Porter, risale al 1903 e, nei suoi 10 minuti muti e in bianco e nero, rappresenta anche la prima opera cinematografica di narrazione con una storia vera e propria. Da allora, dopo una prima fase fino agli anni ’30 dove non c’era una reale consapevolezza delle cosiddette “regole di genere” ma si assisteva a un proliferare indistinto di “racconti a cavallo”, poi con l’arrivo del sonoro e di grandi maestri quali John Ford e Howard Hawks, i rinnovatori Sam Peckinpah e Arthur Penn, la nostra visione “all’italiana” con Sergio Leone (ma anche Sergio Corbucci e Sergio Sollima aka il padre di Stefano Sollima regista delle serie di Gomorra e Romanzo Criminale), il western non è mai scomparso dai grandi schermi. Tra alti e bassi, il genere ha continuato a vivere coi suoi paesaggi impolverati, gli orizzonti immensi, le sparatorie, il mito della frontiera, le cavalcate, i cinturoni e i cappelli da cowboy, le riserve indiane.

Come ogni genere, il western ha segnato l’immaginario filmico e quello sociale e anche negli ultimi anni, sebbene in formule molto diversificate e con intervalli a intermittenza, continuare a presentarsi nelle sale. Ricordiamo ovviamente Balla coi lupi del 1990 di e con Kevin Costner, e i suoi 7 Oscar. Non solo, però. Perché dagli anni 2000 il western è tornato nei cinema con declinazioni molto particolari, talvolta azzardate, virando alla commedia, alla fantascienza, all’animazione. Ultimo esemplare è Un Milione di Modi per Morire nel West, ironica reinterpretazione del genere per mano di Seth MacFarlane, ovvero il creatore di serie animate come I Griffin e American Dad, nonché regista di Ted.; il film esce nei cinema domani Per l’occasione, ecco 10 imperdibili western moderni, realizzati negli anni 2000, da ri-vedere.

Un Milione di Modi per Morire nel West (2014), la commedia-western

Ironia scorretta, gag a non finire, scene splatter, anti-eroi; qui il western è pura cornice per una commedia irriverente. Diretto da Seth MacFarlane (Ted), nel cast di richiamo sfilano  Charlize Theron, Amanda Louise Seyfried, Liam Neeson. Nei cinema italiani da giovedì 16 ottobre.

Rango (2011), il cartoon-western

L’ambientazione western rivisitata per un bel film d’animazione con protagonista uno strambo camaleonte in crisi d’identità. Diretto da Gore Verbinski (I Pirati dei Caraibi e Lone Ranger), l’eccentrico rettile di nome Rango con la camicia a fiori è stato creato sulla base dell’espressività e dei movimenti di Johnny Depp.

Il Grinta (2010), il western-remake

Nel 2010 i fratelli Coen hanno firmato quest’ottimo remake dell’omonimo cult del 1969 con John Wayne: un classico western intramontabile. Come l’originale, anche la rivisitazione moderna racconta la storia della quattordicenne Mattie Ross (la bravissima e giovanissima Hailee Steinfeld che per questa candidatura si è guadagnata una candidatura agli Oscar) che chiede aiuto allo sceriffo “Rooster” Cogburn (Jeff Bridges, qui più scorbutico e leggendario che mai), detto Il Grinta, e al Texas Ranger LaBoeuf (Matt Damon) per vendicarsi del bounty killer Tom Chaney (Josh Brolin), colpevole di aver ucciso suo padre.

Django Unchained (2012), il pop-western-post-moderno

Uno dei migliori film di Tarantino. Un western citazionista, pop, esagerato, spassoso, intelligente. 165 minuti di cinema scatenato che travolgono lo spettatore in una storia di schiavismo, rivolta e vendetta. S’inizia col sarcasmo e l’imprevedibile pistola del dentista-cacciatore di taglie Christoph Waltz (recitazione impeccabile) poi siamo coinvolti dalla storia dello schiavo Jamie Foxx che ci porta alla conoscenza del luciferino padrone DiCaprio fino a un’esplosione finale di violenza ultra-pulp.

Meek’s Cutoff (2010), il western al femminile

Stati Uniti, 1845. Tre famiglie di pionieri in viaggio sulla Pista dell’Oregon, verso il lontano West, decidono di staccarsi dalla carovana per seguire un altro percorso, proposto dalla guida Stephen Meek. Ben presto, però, i viaggiatori si troveranno dispersi in mezzo alla natura ostile, costretti ad affrontare la fame, la sete, il misterioso pericolo indiano e soprattutto la reciproca mancanza di fiducia. Sarà una donna della carovana, ovvero Michelle Williams, a prendere in mano la situazione. Regia della raffinata Kelly Reichardt (Night Moves), nel cast anche Paul Dano e Zoe Kazan.

Cowboys & Aliens (2011), il western-fantascientifico

Il western si fonde con la fantascienza in questa pindarica pellicola diretta da Jon Favreau con protagonisti Daniel Craig, Olivia Wilde ed Harrison Ford. Tratto dalla graphic novel creata dalla mente di Scott Mitchell Rosenberg, in cui cowboys e alieni paradossalmente si trovavano a combattere tra loro verso la fine del 19esimo secolo, il kolossal prodotto dalla Paramount ha stupito in particolar modo per gli effetti visivi davvero stupefacenti e per il taglio old-style dato alla pellicola dal regista di Iron Man.

The Lone Ranger (2013), il western-fantasy

Una produzione imponente ( 150 giorni di riprese e 250 milioni di dollari di budget), che il regista Gore Verbinski (Rango, Pirati dei Caraibi) ha difeso strenuamente per realizzarla secondo la sua visione personale. Alla vigilia ci si aspettava la reinvenzione del genere western in salsa moderna, un po’ come avvenuto grazie al trio per quello dei Pirati. Invece il film è uno vero e proprio western vecchio stile rivisitato in chiave vagamente fantasy, un’avventura coinvolgente ed emozionante indirizzata soprattutto a un pubblico di famiglie. Protagonisti l’indiano Tonto, interpretato dal più bizzarro che mai Johnny Depp, e poi il ranger solitario del titolo che ha il volto di Armie Hammer.

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007), il western psicologico

Un western che diventa “dramma psicologico incentrato sul rapporto tra due personaggi: Jesse James e Robert Ford, il suo assassino. Durante gli ultimi giorni della sua carriera il famoso fuorilegge si ritrova solo, stanco e braccato. Robert Ford è un giovane parassita affascinato da Jesse e dalla sua leggenda ma con l’ambizione di avere un posto tutto suo nella Storia. Il film vuole essere una riflessione poetica su un assassinio e sulle sue conseguenze”. Protagonista: Brad Pitt.

Appaloosa (2008), il western classico ma contemporaneo

Un wester ultra-classico ma che affonda le radici nell’America del presente. Nei territori del New Mexico del 1882, lungo la forntiera, si consuma questa storia di amicizia tra Ed Harris (qui anche regista) e Viggo Mortenson uniti per combattere il cattivo Jeremy Irons, proprietario terriero e uomo senza scrupoli. L’arrivo di un’attraente vedova col volto di Renée Zellweger scombussolerà gli equilibri già precari.

Le lacrime della Tigre Nera / Tears Of The Black Tiger (2000), il western in salsa thai

Assolutamente delirante e divertente, non potete perdervi questo western tailandese dai colori confetto e dalla storia super-romantica e melò. La trama è questa: Dum, un modesto ragazzo di campagna, e Rumpoey, ricca borghese di Bangkok, si conoscono sin da ragazzini; tuttavia il loro amore è ostacolato non soltanto dal conflitto di classe ma anche dal fatto che Dum, intenzionato a vendicare la morte del padre, si è unito ad una banda di fuorilegge, mentre Rompey è stata promessa in sposa ad un capitano di polizia.

E prossimamente…

The Homesman (2014), il western di Tommy Lee Jones

Tommy Lee Jones firma la sua quarta prova da regista dopo due film per la tv (The Good Old Boys e Sunset Limited) e Le tre sepolture. Il film in questione è proprio una pellicola ambientata nel selvaggio West all’epoca dei Pionieri che segue le vicende di un mascalzone (interpretato dallo stesso Jones) che, per aver salva la propria vita, accetta di scortare tre donne pazze dal Nebraska all’Iowa… Nel cast un gruppo di attrici pluri-premi Oscar come Meryl Streep e Hilary Swank e anche la giovane Hailee Steinfeld. Dopo la presentazione al Festival di Cannes, il film uscirà il 14 novembre nelle sale americane mentre in Italia non è stata ancora fissata una release.

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