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The Strain, la recensione dell’undicesimo episodio: The Third Rail

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Third Rail, undicesimo episodio di The Strain, mette i protagonisti di fronte al Maestro, e si rivela come uno degli episodi più tesi dell’intera stagione.

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Il Dr. Ephraim Goodweather (Corey Stoll), la Dr.ssa Nora Martinez (Mia Maestro), Abraham Setrakian (David Bradley) e Vasily Fet (Kevin Durand) si preparano a dare l’assalto al Maestro nei sotterranei di New York, e costruiscono una bomba a raggi ultravioletti per uccidere più strigoi contemporaneamente. Il piccolo Zach (Ben Hyland) viene lasciato al banco dei pegni con la madre di Nora, che però insiste per avere le sue sigarette, costringendo Zack a uscire per comprarle. Il bambino entra in un emporio abbandonato, ma si nasconde nella cantina non appena sente arrivare due ragazzi, che stanno facendo razzia di provviste per sopravvivere; in cantina, però, c’è una donna trasformata in vampiro, così Zack fugge, e i due ragazzi vengono attaccati dal mostro. Prima di uscire con le sigarette, il bambino s’imbatte in Gus (Miguel Gomez), che sente i rumori provenienti dal seminterrato e intima a Zack di andarsene. Gus è reduce da una scoperta raccapricciante: tornato a casa sua, ha trovato suo fratello e sua madre trasformati. È riuscito a uccidere il primo, ma non ha potuto fare lo stesso con sua madre.
Intanto, la “squadra antimostri” si fa guidare da Vasily nelle vecchie gallerie della metropolitana, e per poco non viene travolta da un treno di passaggio, che causa l’inasprimento dei rapporti tra Eph e il disinfestatore. Dopo aver superato un nido di strigoi addormentati, i cacciatori devono strisciare attraverso un tunnel molto stretto, poco più largo di una persona, e Vasily viene quasi raggiunto dai vampiri mentre resta incastrato nel mezzo. Eph, il primo ad aver attraversato il tunnel, viene attirato verso il maestro dalla voce di sua moglie Kelly (Natalie Brown), ma ovviamente è una trappola: il Maestro lo disarma facilmente e gli annuncia che gli toglierà tutto ciò che ama, ma l’intervento di Vasily – che fa scoppiare la bomba a ultravioletti – provoca la fuga del mostro. Abraham è furioso per aver perso quell’occasione, e comincia a distruggere il sarcofago del Maestro, le cui tracce portano a una larga cavità brulicante di strigoi… troppi, per affrontarli da soli.

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Ci avviciniamo all’epilogo della prima stagione, e The Strain mette finalmente i nostri eroi di fronte al Maestro: uno scontro breve ma abbastanza intenso, seppur rovinato dal goffo make-up del vampiro. In effetti la maschera, oltre che poco originale nel disegno, è anche sin troppo rigida, e rende il Maestro eccessivamente inespressivo, quasi straniante nel contrasto fra il carisma della voce e la fissità del volto. Comunque, The Third Rail è uno degli episodi più tesi fra quelli che abbiamo visto finora, forse addirittura il più teso in assoluto: da un lato, infatti, la piccola avventura di Zack ci fa costantemente temere per la sua incolumità, anche se alla fine si risolve senza danni, almeno per lui (da tenere a mente anche l’incontro con Gus, che potrebbe far presagire altri futuri contatti: in fondo, alla “squadra antimostri” manca giusto lui); dall’altro, l’epicentro della suspense è ovviamente rintracciabile nella caccia di Abraham, Nora, Eph e Vasily, che s’inoltrano sempre più a fondo nella tana del mostro come in una progressiva discesa agli inferi, dove affrontano livelli di pericolo crescente.

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Si avvertono gli echi di The Descent, punto di riferimento indubbio – anche se forse involontario – per questo episodio. I mostri emergono dall’oscurità, preannunciati da versi inquietanti che si propagano lungo le gallerie o attraverso le pareti, ma la tensione claustrofobica raggiunge l’apice nelle sequenze del tunnel, che ricordano molto da vicino alcune scene del film di Neil Marshall. Largo appena per farci passare una persona, il tunnel costringe i personaggi – e le inquadrature – in spazi strettissimi, rendendoli vulnerabili alle aggressioni degli strigoi e agli attacchi di panico. Vasily per poco non viene tradito dalla sua stessa prestanza fisica, dato che rimane brevemente incastrato nel passaggio. In ogni caso, il Maestro sfrutta una strategia che abbiamo visto spesso in simili contesti: fa leva sui sentimenti del suo avversario per attirarlo in una trappola, ed è per questo che Eph sente la voce di sua moglie che lo implora di aiutarla. Kelly, però, si è già trasformata in uno strigoi, e solo l’uccisione del Maestro può restituirle la sua forma umana. L’emotività di Eph può quindi costituire un ostacolo, ma anche un ulteriore incentivo per compiere la missione: nei prossimi due episodi – che chiuderanno la prima stagione – vedremo se il protagonista sarà in grado di sfruttare i suoi sentimenti come un’arma, invece di caderne vittima.

La citazione: «La caverna nella quale hai paura di entrare custodisce il tesoro che stai cercando.»

Ho apprezzato: la tensione che si protrae lungo tutto l’episodio; lo strigoi fulminato dal terzo binario; la sequenza del passaggio nel tunnel; il primo incontro col Maestro.

Non ho apprezzato: il make-up del Maestro.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Strain sul nostro Episode39 a questo LINK.

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