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The Strain, la recensione del nono episodio: The Disappeared

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Desappeared, nono episodio di The Strain, riunisce Ephraim a suo figlio, ma entrambi devono fare i conti con la misteriosa scomparsa di un personaggio importante…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Il Dr. Ephraim Goodweather (Corey Stoll), la Dr.ssa Nora Martinez (Mia Maestro), Abraham Setrakian (David Bradley), Vasily Fet (Kevin Durand) e Dutch Velders (Ruta Gedmintas) si fermano a casa di Eph, dove suo figlio Zach (Ben Hyland) viene attaccato da Matt, il fidanzato di sua madre Kelly (Natalie Brown), ormai trasformatosi in strigoi. Eph uccide il mostro, ma Kelly è sparita: possibile che sia stata aggredita anche lei da Matt? In ogni caso, Eph e Nora rimangono per bruciare il cadavere, mentre Zack viene portato da Abraham al suo banco dei pegni, insieme a tutti gli altri (compresa Dutch, che non può rimanere nel suo appartamento perché il palazzo è invaso dai vampiri, e la sua amante/coinquilina ha portato via il suo computer e tutti i soldi). Vasily accetta di unirsi ad Abraham per dare la caccia al Maestro, ma prima deve recuperare alcune cose in casa sua.
Nel frattempo, scopriamo che Abraham ebbe il suo primo faccia a faccia con il Maestro mentre si trovava nel campo di concentramento: il mostro gli ruppe le mani, terrorizzandolo. In seguito, Abraham riuscì a fuggire durante un attacco alleato, ma lo stesso fece anche Thomas Eichorst (Richard Sammel), che si rifugiò in una cripta dove il Maestro lo trasformò in strigoi.
A casa di Kelly, Eph e Nora bruciano il cadavere di Matt, poi si lasciano travolgere dalla passione e fanno l’amore nella camera da letto. Diana (Inga Cadranel), la migliore amica di Kelly, li trova a letto insieme, e minaccia ritorsioni nei confronti di Eph se farà soffrire sua moglie; Eph risponde che la ama, suscitando l’ostilità di Nora. In seguito, si recano entrambi al banco dei pegni, dove ritrovano Zack e la madre della donna.
Parallelamente, Gus (Miguel Gomez) viene trasportato al carcere di Rikers insieme al suo amico Felix (Pedro Miguel Arce), che però sta male perché infettato dai parassiti. Durante il viaggio, Felix uccide le guardie per cibarsene, ma Gus si libera e gli spara alla testa; poi fugge sull’autostrada, mentre le sirene della polizia risuonano da lontano.

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Con The Desappeared, la serie di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan torna ad affrontare l’interiorità dei protagonisti, ma riesce a diluirne i conflitti nei risvolti della trama orrorifica, senza mai appesantire la narrazione (al contrario di quanto accadeva nei primi episodi). Anche perché, ormai, il clima apocalittico è imperante: i personaggi sembrano vivere in un contesto di sospensione, dove le vecchie regole non valgono più, e contano soltanto la sopravvivenza e l’espressione degli istinti basilari. Ephraim e Nora ne sono vittime consenzienti, trascinati in un gorgo di passione irrefrenabile proprio nel momento e nel luogo meno appropriati, quasi sentissero l’esigenza di sfogare tutta la frustrazione, la paura e il nervosismo accumulati nelle ore precedenti. Paradossalmente, questo brusco riavvicinamento sfocia poi in un distacco altrettanto repentino: nel sentire Eph che dichiara di amare ancora sua moglie (ma ricordiamo che, in inglese, «I love you» può significare anche «ti voglio bene», a seconda delle circostanze), Nora somatizza un misto di delusione e ostilità nei suoi confronti, raffreddandosi all’improvviso. Al contempo, mentre i due dottori sono invischiati nel loro rapporto contrastante, Vasily si conferma un vero duro che non si fa frenare dalle emozioni, mentre Dutch confessa a Abraham di aver causato il blackout delle comunicazioni insieme al suo gruppo di hacker, unendosi implicitamente alla “squadra” di ammazzavampiri.

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Lo stesso Abraham conserva un ruolo centrale: non solo per i flashback che approfondiscono il suo primo incontro col Maestro, ma anche perché si pone come punto di riferimento per Zack mentre suo padre è lontano, stabilendo con lui un legame di parentela acquisita e istruendolo sulla minaccia degli strigoi. Il bambino è inoltre preoccupato per la scomparsa della madre: dov’è finita Kelly? La sua sorte resta sconosciuta, almeno per ora, ma sembra difficile che gli sceneggiatori decidano di sbarazzarsi di lei così facilmente (anche perché il suo personaggio è utile per istituire un triangolo amoroso con Eph e Nora), dunque è improbabile che sia stata uccisa o infettata da Matt. In ogni caso, pur trattadosi di una puntata godibile e ben strutturata, è nell’epilogo che si svolge la sua scena più incisiva (almeno, rispetto alla mitologia della serie): nel flashback che mostra la trasformazione di Eichorst in uno strigoi, dopo l’abbandono del campo di concentramento, vediamo per la prima volta il volto del maestro… e devo ammettere che la rivelazione ha qualcosa di deludente. Chiaramente ispirato al Nosferatu di Murnau, il mostro è ben lontano dalle invenzioni fantasiose a cui Del Toro, uno specialista del creature design, ci aveva abituato nei suoi film; nel complesso, insomma, aveva più carisma quando celava il volto sotto al suo mantello, esprimendosi soltanto attraverso la voce di Robin Atkin Downes. Poco male, comunque: al di là di questo dettaglio, The Strain si conferma un intrattenimento onesto e divertente, soprattutto da quando ha scatenato la sua trama apocalittica.

La citazione: «Certo, siete talmente preoccupati che avete trovato il tempo di scopare sul tappeto.»

Ho apprezzato: lo sfogo passionale di Ephraim e Nora; il rapporto che s’instaura fra Abraham e Zack; la freddezza di Vasily; Dutch che confessa di essere responsabile del blackout delle comunicazioni.

Non ho apprezzato: il design del Maestro.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Strain sul nostro Episode39 a questo LINK.

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