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The Big Bang Theory, la recensione della premiere dell’ottava stagione

Di Lorenzo Pedrazzi

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L’ottava stagione di The Big Bang Theory si apre con una doppia premiere, che accorpa due episodi nella stessa serata: il viaggio di Sheldon giunge al termine, e al suo ritorno trova alcuni cambiamenti significativi…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Sheldon si trova in Arizona, letteralmente in mutande: gli hanno rubato tutto, pantaloni compresi, e ora si aggira mezzo nudo nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria. Portato al commissariato di polizia, chiama Leonard per farsi venire a prendere, e il suo amico si mette subito in viaggio con Amy, delusa per non essere stata contattata per prima. In realtà, Sheldon progetta di «avere un coito con lei» una volta tornato a casa, e si sentiva in imbarazzo a chiamarla perché non voleva mostrarsi ai suoi occhi come un fallimento. Intanto, Penny ha ottenuto un colloquio con la società dove lavora Bernadette, che vuole aiutarla a intraprendere la carriera di informatrice farmaceutica. Il colloquio va male, ma Penny e il suo esaminatore si scoprono inaspettatamente solidali: hanno entrambi paura di Bernadette e, pur di non contrariarla, Penny viene assunta. Peccato però che non abbia alcuna voglia di prepararsi per il corso formativo, e questo causa qualche tensione fra lei e l’amica… tensione che fa il gioco di Amy, felicissima di diventare la confidente di entrambe, sparlando di Penny o di Bernadette a seconda della situazione. Alla fine, però, le due amiche si chiariscono, e Amy vede sfumare quel clima da pettegolezzo liceale.

The Locomotion Interruption

Parallelamente, Howard fatica ad accettare il fatto che Stewart si sia trasferito da sua madre, e che i due siano diventati stranamente intimi. Sheldon, invece, ottiene l’opportunità di cambiare campo di studi (dalla teoria delle stringhe alla materia oscura), purché diventi professore e insegni in un corso. La sua fama, però, lo precede, e nessuno si iscrive alle sue lezioni… tranne Howard, che vuole prendere il dottorato. Questo innesca una competizione tra i due: Sheldon vuole dimostrare che Howard non è abbastanza intelligente per studiare fisica teorica, ma l’ingegnere se la cava piuttosto bene, e la “sfida” termina in parità. Alla fine, in un quiz scientifico che mette in palio cioccolatini e altri dolci, i quattro amici celebrano la loro intelligenza in allegria:

«Siamo così intelligenti!»
«Perché mai al liceo le ragazze non ci filavano?»
«Perché eravamo strani, imbarazzanti e facevamo pena negli sport!»
«Un’altra risposta esatta!»

The Locomotion Interruption

Com’era intuibile dallo scorso season finale, l’ottava stagione di The Big Bang Theory intende mutare lo status quo della serie per traghettare i personaggi verso una nuova fase delle loro vite, la cui narrazione è assicurata dal rinnovo triennale dello show (che arriverà di certo fino alla decima stagione). Naturalmente si tratta di una transizione graduale: questa premiere, infatti, non imbocca un sentiero particolarmente traumatico, ed evita di tirare in causa argomenti “scottanti” come la convivenza tra Leonard e Penny, e il conseguente disagio di Sheldon di fronte a tali cambiamenti. D’altra parte, si può realmente dire che quest’ultimo sia maturato dopo il suo viaggio in treno? Viaggio in cui, peraltro, non ha mai lasciato le stazioni ferroviarie, nonostante abbia attraversato l’intero paese. Sheldon torna con le medesime ossessioni compulsive di prima, e il personaggio stesso non ha subìto alcuna evoluzione, anche se ora desidera proiettare il suo rapporto con Amy verso nuovi orizzonti, e fare per la prima volta l’amore con lei (o, come dice lui, «avere un coito»). Questo dettaglio viene però soltanto accennato, ed evidentemente tornerà nei prossimi episodi. Le novità professionali, invece, sono già percepibili: Sheldon diventa professore, adegua il suo abbigliamento al nuovo ruolo, e ingaggia un duello nozionistico con Howard, che sfocia in una tenera celebrazione del loro quoziente intellettivo. La scena finale del quiz è molto graziosa, soprattutto perché i protagonisti si ritrovano in un sentimento di solidarietà reciproca, all’interno di un clima ilare e autoironico.

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I due episodi, comunque, non hanno la brillantezza delle puntate migliori, e i momenti più spassosi sono circoscritti ad alcune gag specifiche: molto divertente, ad esempio, il dialogo in cui Howard e Stewart si atteggiano a padre e figlio, o l’ingenuo entusiasmo di Amy quando finalmente ha l’opportunità di comportarsi come una liceale pettegola e doppiogiochista, sentendosi per la prima volta “popolare”. Poco incisivo Raj, relegato a una funzione marginale, mentre Penny – complice il nuovo taglio di capelli – sembra pronta per emanciparsi dal suo consueto ruolo di attricetta coi sogni infranti, assumendosi responsabilità più gravose in relazione alla sua vita professionale e sentimentale. Mancano però il brio e la freschezza di un tempo, ed è chiaro che The Big Bang Theory ha bisogno di rinnovarsi se vuole arrivare in salute fino alla decima stagione (anche considerando le molte critiche – spesso ingiuste o eccessive – che lo show ha ricevuto negli anni recenti). Vedremo se questo cambiamento graduale sortirà gli effetti sperati; per il momento, la premiere si è rivelata godibile, anche se non certo esilarante, e dimostra come la serie abbia bisogno di affidarsi ad altri espedienti comici oltre alle solite ossessioni di Sheldon, o alle battutine sulla stazza della madre di Howard.

La citazione: «Sheldon, te l’assicuro, la tua ugola non è affetta da una malattia venerea.»

Ho apprezzato: Howard e Stewart che si atteggiano a padre e figlio; Amy in versione liceale pettegola; il quiz con cui i quattro amici celebrano la loro intelligenza, solidarizzando.

Non ho apprezzato: lo sfuttamento delle ossessioni di Sheldon come mezzo umoristico, soluzione ormai un po’ logora.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Big Bang Theory sul nostro Episode39 a questo LINK.

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