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Nightcrawler: Jake Gyllenhaal punta all’Oscar? La recensione da Toronto

Di Andrea D'Addio

Nightcrawler Jake Gyllenhaal

Los Angeles. Notte. Un uomo sta trafficando vicino le recinzioni che impediscono l’accesso ai binari dei treni. Una pattuglia della polizia si avvicina. Cerca di capire. Quell’area è interdetta al pubblico. L’uomo dice di essersi perso. La guardia lo guarda perplesso, ma prima ancora di reagire è aggredito e sua volta rapinato. Il ladro – che d’ora in poi chiameremo Lou – torna in auto e si avvia verso casa quando è testimone di un incidente. Scende dalla macchina e subito accanto a lui accosta il furgone di una troupe televisiva. Sono freelancer che venderanno poi i video ai telegiornali del mattino. Sembra un bel lavoro. Del resto lui vive di notte e non ha nessun scrupolo quando si tratta di fare soldi sulle disgrazie altrui. Perché non prendersi una videocamera e provare? È da qui che comincia da qui la sua storia. È lui il nightcrawler del titolo, il demone notturno.

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Al suo esordio alla regia dopo tanti lavori da sceneggiatore (tra cui The Bourne Legacy), Dan Gilroy firma un denso noir metropolitano sul confine, ormai sempre più invisibile, tra etica, buon gusto e voyeurismo televisivo. Dentro ci sono elementi sia di Quinto Potere di Sidney Lumet che di Mad City di Constantin Costa Gavras, mentre l’ambientazione notturna e a volte grottesca ricorda sia Fuori orario che Taxi Driver, entrambi di Martin Scorsese. Gilroy riesce ad aggirare tanti cliché narrativi soliti dei blockbuster americani, rifacendosi alla Nuova Hollywood degli anni ‘60 e ‘70. Nessun personaggio femminile di rilievo, nessuna catarsi finale per lo spettatore, la storia va dritta per la propria strada concentrandosi sulle ossessioni del suo protagonista. Certo, le considerazioni che ne escono sono prevedibili, ma il tutto è raccontato in maniera avvincente, trainato dall’eccezionale interpretazione di Jake Gyllenhall che per la parte ha perso più di 10 chilogrammi e che è anche tra i produttori della pellicola. Ha fatto bene a crederci, ben vengano film come Nightcrawler.

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