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Destiny: La Recensione per Playstation 4

Di Fabrizio Tropeano

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Non si esagera se si afferma che Destiny è in assoluto uno dei titoli più attesi (se non il più atteso) degli ultimi anni. Un po’ perchè a svilupparlo sono stati i ragazzi di Bungie, i creatori di una serie epica come quella di Halo, e un po’ perchè nonostante i tanti filmati e le foto, fino a poco tempo fa ancora non era chiaro in che equilibrio fossero le componenti MMO, RPG e FPS. Per rispondere a questi ed altri interrogativi eccoci qui pronti a partire con la nostra recensione anche se per il momento le vendite del titolo (500 milioni di dollari soltanto al day one) stanno dando ragione a sviluppatori e publisher…

“In alto nel cielo sopra la Città, nel Salone dei Guardiani, l’Avanguardia si occupa dei Guardiani nelle terre selvagge, equipaggiando i suoi guerrieri migliori con armi e armature migliorate, necessarie per distruggere i nostri nemici più pericolosi.

L’arrivo del Viaggiatore ha mutato ogni cosa, dando inizio a un’Età dell’oro che ha permesso alla nostra civiltà di espandersi nell’intero sistema solare. Non è durata a lungo: qualcosa ci ha colpito, annientandoci. I superstiti hanno creato una città sotto il Viaggiatore e da lì hanno iniziato a esplorare i nostri vecchi mondi, scoprendoli pieni di nemici letali.”

Come avrete intuito dall’incipit del gioco appena citato, voi vestirete i panni di un Guardiano, combattente che può contare sull’uso dei poteri mistici: all’inizio potrete scegliere tra tre razze e tre classi ed in seguito potrete specializzarvi procedendo nell’avventura. Per ogni classe ci sono due rami di abilità, nonché varie quest, boss di fine livello e missioni da affrontare in gruppo.

Vi sono rami di abilità (solo due per classe, ma piuttosto diversificati), loot tipici da gioco di ruolo, missioni affrontabili in gruppo, boss di fine dungeon e quest di vario tipo. E’ indubbia la vicinanza del gioco con un titolo del calibro di World of Warcraft: non abbiamo a disposizione un’unica gigantesca mappa ma delle macrozone situate in tre pianeti ed un satellite (per un totale di quattro macroaree), inoltre il tutto è pensato all’insegna della collaborazione e al multiplayer collaborativo, con tanto di PvP, missioni giornaliere, premi ottenuti con le istanze più avanzate e un sistema che livella skill e armi.

Al di là degli elemti da MMO, Destiny vanta un solido impianto da first person shooter, fortemente derivato (e la cosa non ci è dispiaciuta affatto) dal già citato Halo, a partire dallo scudo ricaricabile, un forte accento su combattimento corpo a corpo ed un’eccezionale capacità di movimento del personaggio: non manca inoltre un “autoaim” molto marcato, che consente di mirare con relativa facilità anche ai giocatori non avvezzi al genere.

Le armi mostrano un ottimo feeling, che danno piacevoli sensazioni anche sul lungo periodo (non così i nemici, che soffrono del problema della ripetitività sul lungo andare), si mostrano efficaci e divertenti da utilizzare e questo si nota soprattutto nel boss fight che guadagna molto dalla collaborazione con due “amici”.

Una volta arrivati però al level cap, cioè al ventesimo livello (stiamo parlando all’incirca dopo una ventina di ore scarse), il gioco non si apre ulteriormente, e salire diventa tutta una questione di loot, l’esperienza ottenuta è tutta incentrata sul potenziamento delle armi. In sostanza compaiono delle playlist d’assalto divise per livello che ci spingono a riesplorare mappe già affrontate con nemici potenziati.

Il PvP cui abbiamo prima accennato è piuttosto adrenalinico, ma, vista l’estrema potenza delle armi (spesso basta un solo colpo per mandarvi al Creatore), diventa in alcuni frangenti eccessivamente caotico: più che complesse strategie ciò che più conta è vedere per primi l’avversario in modo da fare fuoco e avere la meglio.

Davvero ottimo il comparto tecnico: pur se non siamo davanti ad un motore di quelli da far cadere la mascella, le immagini sono assolutamente pulite e gli effetti luce a tratti impressionanti. I modelli poligonali sono lo stato dell’arte e le animazioni dei nemici impeccabili: il tutto orchestrato da un art direction decisamente sopra la media. Eccezionale il sonoro, con musiche che riescono a rendere ineguagliabile l’atmosfera ed un doppiaggio in italiano ben al di sopra della media.

Destiny è, in fin dei conti, un titolo che non offre quella rivoluzione che molti si aspettavano e non è forse nemmeno un capolavoro assoluto almeno per il momento visto che è piuttosto ovvio come il suo universo continuerà ad espandersi: ciononostante resta un gioco molto solido, con un gameplay profondo, un comparto tecnico-artistico particolarmente ispirato, una discreta longevità e, soprattutto, molte introduzioni inedite che lo rendono per certi aspetti un titolo unico. Unico ma non perfetto, appunto, come abbiamo spiegato qualche riga sopra, per via di alcuni piccoli difetti che non gli permettono di raggiungere vette assolute almeno per il momento. In ogni caso, resta un gran gioco, da consigliare senza alcuna esitazione e che siamo certi continuerà a crescere. Proprio per questo fra qualche tempo, Screenweek tornerà a parlarvi della produzione Bungie – Activision per scoprirne le novità…

VOTO: 9

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