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Agents of S.H.I.E.L.D., la recensione del primo episodio della seconda stagione: Shadows

Di Lorenzo Pedrazzi

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Torna Agents of S.H.I.E.L.D. con la godibilissima premiere della seconda stagione, Shadows: Coulson e la sua squadra devono agire in segreto, ma un supercriminale apparentemente imbattibile sbarra loro la strada…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER.

Austria, 1945. Peggy Carter (Hayley Atwell) guida una squadra dello Strategic Scientific Reserve, tra cui figurano Kenneth Choi (Jim Morita) e Dum Dum Dugan (Neil McDonough), in un covo dell’Hydra, dove arrestano il Generale Daniel Whitehall (Reed Diamond) e recuperano il primo reperto classificato con la sigla 0-8-4, un misterioso artefatto chiamato “l’Obelisco”. Tra i molti reperti c’è anche uno strano cadavere dalla pelle blu, nascosto in una cassa socchiusa. Peggy capisce che è necessario creare un’organizzazione finalizzata al ritrovamento di questo genere di reperti, in modo che non finiscano nelle mani sbagliate.
Torniamo al presente. L’agente Isabelle Hartley (Lucy Lawless) e il mercenario Lance Hunter (Nick Blood) stanno trattando il recupero del medesimo 0-8-4 con alcuni ex agenti dello S.H.I.E.L.D., ma interviene un uomo dell’Hydra (Bryan Patrick Wade) che, invulnerabile ai proiettili, ruba la documentazione relativa al reperto. Al Campo Giochi, la base di quel che resta dello S.H.I.E.L.D., Coulson (Clark Gregg) incarica Skye (Chloe Bennett) di parlare con Ward (Brett Dalton), detenuto nella stessa struttura, per chiedergli informazioni sull’aggressore: Ward, apparentemente deciso a redimersi, le dice che si tratta di Carl Creel, un uomo in grado di assorbire le proprietà di ogni materiale che tocca, e le rivela anche il sistema utilizzato dall’Hydra per comunicare con i suoi agenti. In questo modo, la squadra scopre che Creel è stato incaricato di assalire il Generale Talbot (Adrian Pasdar) per estorcergli dove si trova l’Obelisco, e interviene in suo aiuto: Creel viene arrestato dai militari, mentre Talbot viene rapito da May (Ming-Na Wen). Coulson cerca di convincerlo a collaborare, ma ovviamente non serve a nulla; in realtà, tutto ciò di cui la squadra ha bisogno sono le sue impronte digitali e la collocazione del reperto, che riescono a ottenere facilmente. Dopo averlo liberato, May, Skye, Triplett (B.J. Britt), Hartley e Hunter riescono a introdursi nella base dov’è custodito il reperto, la stessa in cui è stato portato Creel. Mentre quest’ultimo fugge dalla sua prigione di plexiglass (rendendosi invisibile dopo averne acquisito le proprietà), Hartley trova l’Obelisco, e lo afferra per affrontare Creel… purtroppo, però, il semplice contatto la “infetta”, e il braccio della donna diventa dello stesso materiale del reperto. Di fronte all’ordine di Coulson di proseguire la missione, Hunter la porta in ospedale, ma Hartley sente che l’oggetto la sta uccidendo, e gli chiede di tagliarle il braccio. Dopo averlo fatto, però, vengono fermati da Creel, che fa ribaltare la loro auto e s’impossessa del reperto. Hunter sopravvive, ma Hartley sembra morta.
Intanto, circondati dai militari, May, Sky e Triplett sono costretti a rubare un quinjet per fuggire, e Coulson rivela che l’obiettivo primario era proprio quello d’impradonirsi di un velivolo funzionante: il dispositivo di occultamento del Bus, infatti, è daneggiato, e Fitz (Iain De Caestecker) non è in grado di ripararlo. Dopo essersi risvegliato dal coma, il giovane scienziato sembra aver perso il suo genio, e fatica persino a trovare una definizione per alcuni concetti. Tornerà mai quello di un tempo? Simmons (Elizabeth Hernstridge) se n’è andata per farlo recuperare in tranquillità, ma lui continua a parlarle come se fosse al suo fianco. Intanto, scopriamo che Whitehall è ancora vivo, non è invecchiato di un giorno, ed è a capo dell’operazione per il recupero dell’Obelisco…

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Agents of S.H.I.E.L.D. dimostra di aver imparato la lezione della scorsa primavera, e questo nuovo ciclo di episodi comincia subito con il piede premuto sull’acceleratore: il prologo con Peggy Carter, utile per promuovere la futura serie a lei dedicata, introduce un nuovo avversario (Daniel Whitehall alias Kraken) e prepara il terreno per le prossime avventure di Coulson, ora circondato da nuovi alleati, fra cui un’agguerrita Lucy Lawless. La sua sorte al termine dell’episodio dimostra come la serie sia certamente più audace – rispetto alla concorrenza – nel proporre svolte narrative brusche e inattese, anche quando tratta con interpreti molto amati dai fan; per il momento, però, non è chiaro se Isabel Hartley sia realmente morta, o se il contatto con il misterioso Obelisco avrà delle ripercussioni su di lei. Al contempo, sorprende anche la rivelazione su Fitz e Simmons: nel corso della puntata, vediamo Fitz parlare e interagire con lei, ansioso di ritrovare il suo genio dopo il trauma subìto in mare, ma alla fine scopriamo che la ragazza non c’è, se n’è andata per favorire la sua guarigione, e quella che abbiamo visto era soltanto una proiezione della sua mente. A dire il vero, sembra un po’ illogico che Simmons abbia abbandonato il suo amico per aiutarlo a guarire, ma dovremo attendere i prossimi episodi per approfondire le sue motivazioni.

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D’altra parte, se Shadows funziona sul piano “drammatico”, è anche perché non ignora le conseguenze della passata stagione, ma ci mostra come tutti i personaggi ne rechino le ferite sul piano fisico ed emotivo. Lo stesso Coulson appare smarrito, schiacciato dalla responsabilità di rifondare lo S.H.I.E.L.D. in un momento di crisi, nonché costretto a prendere decisioni ciniche e pragmatiche, come quella di continuare la missione nonostante le pessime condizioni di Isabel; mentre Skye, indurita dalla sua esperienza con Ward, è diventata un’agente a tutti gli effetti, e sembra aver perso il suo atteggiamento ironico e fanciullesco. A livello generale, la squadra lavora in un clima di emergenza costante, non dissimile dal contesto in cui si era trovata ad agire dopo il crollo dello S.H.I.E.L.D., nell’ultima parte della prima stagione: gli autori intendono mantenere lo stesso ritmo scalpitante, e in questo episodio ci riescono piuttosto bene.

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Altrettanto gradita è la volontà di attingere al serbatoio della Marvel per trovare nuove minacce e nuovi alleati: non solo Kraken (che sarà certamente uno degli antagonisti principali di questa stagione), ma anche l’Uomo Assorbente, noto supercriminale che nei fumetti ha combattuto spesso con Iron Man, Hulk e i Vendicatori, e che qui fa una figura più che discreta, seppur limitato dal budget televisivo. Le sue trasformazioni sono divertenti da vedere, e confermano l’indubbio vantaggio che Agents of S.H.I.E.L.D. ricava dall’impiego di personaggi con superpoteri, a livello narrativo e spettacolare. Insomma, come inizio è molto promettente: la serie ha ormai capito come intercettare i desideri degli appassionati, ed è in grado di soddisfarli con una certa abilità.

La citazione: «Non è solo un qualunque 0-8-4. È il primo.»

Ho apprezzato: l’introduzione di vari personaggi tratti dai fumetti; le trasformazioni dell’Uomo Assorbente; il buon ritmo dell’episodio; i mutamenti subiti dai protagonisti.

Non ho apprezzato: la partenza di Simmons.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Agents of S.H.I.E.L.D. sul nostro Episode39 a questo LINK.

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