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The Strain, la recensione del sesto episodio: Occultation

Di Lorenzo Pedrazzi

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Occultation, sesto episodio di The Strain, avvolge New York nell’atmosfera surreale di un’eclissi di Sole, situazione che favorisce gli attacchi degli strigoi

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Scopriamo che Thomas Eichorst (Richard Sammel) tiene un uomo incatenato in una stanza insonorizzata: si nutre di lui lentamente, attento a non ucciderlo finché i piani del Maestro non si saranno compiuti. Intanto, il Dr. Ephraim Goodweather (Corey Stoll) è ricercato dall’FBI per l’omicidio del pilota, ma corre ugualmente il rischio di recarsi da sua moglie e da suo figlio per avvertirli che una pericolosa epidemia si sta diffondendo in città, ed è meglio se fuggono al più presto. Il compagno della donna, però, avverte le autorità, ed Ephraim viene arrestato. Nel frattempo, Abraham Setrakian (David Bradley) entra nella casa di una delle vittime, ma gli strigoi che si nascondono nel seminterrato sono troppi per lui, e lo costringono a fuggire dopo aver aperto il gas per far saltare in aria l’edificio; Abraham torna quindi al suo banco dei pegni, dove trovano rifugio anche la Dr.ssa Nora Martinez (Mia Maestro) e sua madre. Parallelamente, Gus (Miguel Gomez) viene ricontattato da Eichorst per liberarsi di un cadavere, ma il ragazzo rifiuta e attacca Thomas, che però lo neutralizza facilmente grazie alla sua forza vampiresca. Gus è quindi costretto a eseguire l’ordine, e fa sparire il cadavere – quello del pilota – con l’aiuto di Jim Kent (Sean Astin) e di un suo amico; in seguito, a causa dell’eclisse che sta oscurando il sole, subisce l’attacco di uno strigoi in un vicolo di Manhattan, in pieno giorno, ma riesce a ucciderlo sfondandogli il cranio. Lui e il suo amico (che potrebbe essere stato infettato) vengono però arrestati dalla polizia.
Anche Vasiliy Fet (Kevin Durand) si trova faccia a faccia con i mostri: alla centrale, infatti, il suo capo e una sua collega sono stati mutati in strigoi, ma lui riesce a ucciderli grazie alla luce solare, poco prima dell’eclisse. Purtroppo però, nonostante i suoi avvertimenti, non riesce a convincere i suoi genitori a lasciare New York.
Ephraim viene interrogato da due agenti dell’FBI, che ovviamente non credono alla sua versione. Durante un trasferimento, gli agenti scendono dall’auto per impedire a uno strano individuo (uno strigoi) di aggredire alcuni automobilisti, ma vengono entrambi uccisi dal mostro. Ephraim si libera dalle manette e raggiunge Abraham al banco dei pegni, dove trova anche Nora e sua madre. Abraham sostiene di avere un nuovo piano…

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Ora che The Strain ha affondato i denti (anzi, le zanne) nel cuore della sua trama apocalittica, gli episodi si fanno molto più godibili rispetto all’inizio, sia a livello narrativo sia sul piano meramente spettacolare. Occultation, peraltro, contiene le sequenze più suggestive che l’intera serie abbia mai offerto, almeno finora: l’eclisse solare dipinge una New York sospesa nel tempo, accarezzata da una luce dorata che si fa progressivamente più tenue, fino a sparire del tutto dietro all’ombra della Luna, che favorisce le aggressioni degli strigoi anche in pieno giorno. Insomma, è il momento ideale per rappresentare la diffusione dell’epidemia, le cui tracce sono ormai ravvisabili in ogni più oscuro anfratto della metropoli, limitando la disponibilità di luoghi sicuri. Uno di questi è certamente il banco dei pegni di Abraham, epicentro di una nuova fase nell’evoluzione della storia: ritrovandosi nel retrobottega del negozio, Ephraim, Nora e Abraham ufficializzano la loro nuova alleanza, convinti che la minaccia degli strigoi non sia affrontabile con il metodo scientifico, ma richieda un piano d’azione ben più diretto e brutale. Qualunque sia tale piano, lo scopriremo presumibilmente nel prossimo episodio.

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Al contempo, il personaggio di Gus entra finalmente nel vivo della trama: si fa pestare da Eichrost, getta in acqua il cadavere del pilota e infine uccide persino uno strigoi, dimostrando di avere la stoffa per sopravvivere alla crisi imminente. Qualcosa del genere accade anche a Vasiliy, di cui scopriamo alcuni dettagli sul piano personale: il padre lo rimprovera per non essersi fatto mai vivo nel corso degli ultimi due anni, e gli ribadisce di non aver ancora digerito la sua scelta di rifiutare una borsa di studio in architettura alla Cornell University. È curioso che tutti i personaggi siano gravati da problemi familiari (il divorzio per Ephraim, la senescenza della madre per Nora, la malattia della moglie per Jim, il fratello drogato per Gus), ma si tratta evidentemente della soluzione più semplice e immediata per caratterizzarne la vita privata e la personalità che ne deriva, anche se The Strain si mantiene sempre sulla superficie dei conflitti, che restano quindi confinati nell’alveo dei cliché. Poco male, comunque: la serie di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan deve privilegiare il gusto scioccante dell’orrido, la mostruosità del suo bestiario vampiresco e la tensione delle attese, come sta facendo piuttosto bene nelle ultime puntate. Se si sofferma sull’intimità dei protagonisti rischia soltanto di fare danni, ma Occultation si è rivelato un episodio piacevole ed equilibrato, segno che lo show sta procedendo nella direzione giusta.

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La citazione: «È interessante come l’amore sia considerato un dono, una benedizione, ma poi non si accetti il fatto che crei dei legami soffocanti.»

Ho apprezzato: le immagini di New York con l’eclisse solare; Abraham, Ephraim e Nora che si ritrovano nel retrobottega del banco dei pegni.

Non ho apprezzato: pur se integrate nella trama, le vicende di Gus restano abbastanza deboli.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Strain sul nostro Episode39 a questo LINK.

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