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The Strain, la recensione del quarto episodio: It’s Not For Everyone

The Strain, la recensione del quarto episodio: It’s Not For Everyone

Di Lorenzo Pedrazzi

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It’s Not For Everyone, quarto episodio della serie tv creata da Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, affronta le conseguenze del primo incontro con uno dei vampiri, e offre alcune scene molto divertenti…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Il Dr. Ephraim Goodweather (Corey Stoll), la Dr.ssa Nora Martinez (Mia Maestro) e Jim Kent (Sean Astin) hanno appena affrontato e ucciso il capitano dell’aereo, trasformatosi in vampiro mentre si trovava in ospedale, ed effettuano un’autopsia su di lui: il virus ha mutato radicalmente il suo metabolismo, fornendolo di un lungo “pungiglione” che gli permette di succhiare il sangue delle sue prede. Jim, sconvolto, confessa di essere stato pagato per consentire alla bara di uscire dall’aereoporto, poiché aveva bisogno di denaro per le cure di sua moglie, malata di cancro. Ephraim lo colpisce, e lo ripudia. In seguito, lui e Mia si precipitano dal signor Arnot, la cui figlioletta Emma (Isabelle Nélisse) era misteriosamente tornata a casa dopo aver perso la vita sull’aereo. Nel seminterrato della villa, i due medici vengono aggrediti dalla bambina e dal padre, ormai trasformatisi in mostri, ma Abraham Setrakian (David Bradley) interviene in loro aiuto: brandendo la spada con grande eleganza, l’anziano guerriero decapita i due vampiri, e poi chiede aiuto a Ephraim e Mia per bruciarne i corpi. Quest’ultima, però, non riesce ad accettare l’utilizzo della violenza per contrastare l’avanzata del virus, ed è convinta che si possa trovare un modo pacifico per curarne le vittime.
Intanto, Eldritch Palmer (Jonathan Hyde) incarica una giovane hacker di mandare in tilt i sistemi informatici della città, ma accusa un malore e deve sottoporsi a un trapianto di fegato per sopravvivere. Parallelamente, Gus (Miguel Gomez) ruba un’automobile per rivenderla ad alcuni trafficanti nigeriani, mentre Ansel Barbour (Nikolai Witschl), uno dei sopravvissuti, non riesce più a contrastare la sua sete di sangue, e uccide il cane di famiglia; in seguito, conscio di essere diventato pericoloso, si lega a una catena dentro il capanno degli attrezzi. Sua moglie Ann-Marie (Alex Paxton-Beesley), che scopriamo essere molto religiosa, pensa bene di procurargli del nutrimento nella figura del loro antipatico vicino, indotto a entrare nel capanno degli attrezzi con l’inganno…

1

It’s Not For Everyone è un episodio che sintetizza accuratamente i limiti e le potenzialità di The Strain, pur senza smarrire il suo indubbio – ma saltuario – carico d’intrattenimento. A ostacolare la godibilità del prodotto sono le esigenze della narrazione seriale: essendo dilatato su tredici episodi, lo show deve concedere spazio alle vicende parallele del cast corale, allontanandosi spesso dal centro dell’azione per seguire le disavventure di Gus o le macchinazioni di Eldritch, che soffocano la tensione e rallentano il ritmo. La storia di Gus è particolarmente farraginosa: non c’è dubbio che, prima o poi, incrocerà il cammino dei vampiri ed entrerà nel vivo dello scontro, ma per il momento si attesta sulla mediocrità dei consueti stereotipi criminosi, giocando sulla dicotomia tra il fratello responsabile (Gus) e quello irresponsabile (Crispin), che ovviamente ha speso i soldi dell’affitto per comprarsi la droga. In tali frangenti, il meccanismo apocalittico di The Strain s’inceppa, e riprende a funzionare solo quando tornano in scena le indagini di Ephraim e le manifestazioni fisiche dei vampiri. Perché, sia chiaro: quello di Guillermo Del Toro dovrebbe essere anzitutto uno show orrorifico, una serie che lavora sul bestiario mostruoso e sul disgusto che ne consegue, dove esprime il meglio di sé.

3

A questo proposito, in It’s Not For Everyone lo spettacolo non manca: l’autopsia del vampiro è un piccolo corollario delle ossessioni che si agitano nella fantasia del regista messicano, e ricorda molto da vicino una scena simile di Blade II, poiché lascia emergere il medesimo gusto divertito e divertente per l’esposizione degli umori corporali, per l’esplorazione del mostruoso sin dentro le sue viscere contorte e caliginose, per l’indagine tattile di un ignoto che assume forme scioccanti e imprevedibili (l’apice, in questo senso, è rappresentato dal momento in cui Ephraim estrae l’intero pungiglione dalla bocca del vampiro). Se la sequenza dell’autopsia è posta all’inizio dell’episodio, l’altro vertice spettacolare è invece collocato alla fine, in modo da incorniciare la puntata con i suoi momenti migliori: l’intervento salvifico di Abraham suscita ulteriore affetto e ammirazione per questo adorabile personaggio, il più riuscito della serie, spadaccino elegante che decapita i due mostri con una precisione chirurgica; senza dimenticare, fra l’altro, che il primo è una bambina, giusto per dimostrare che The Strain non si fa scrupoli a infrangere certi tabù televisivi e cinematografici. Al contempo, è interessante notare una certa incoerenza nell’atteggiamento dei personaggi: se alcuni tendono a comportarsi in modo verosimile (come Jim e Mia, che rifiutano l’assurdità della situazione, e preferiscono fuggire o trovare soluzioni alternative), altri invece compiono scelte poco credibili. È il caso, ad esempio, di Ann-Marie, che non si fa troppe domande sulle condizioni del marito e, anzi, gli trova subito un pasto fresco per sfamarlo. Si tratta, insomma, dell’ennesimo cliché: un personaggio che non riesce ad accettare la mutazione mostruosa della persona amata, e ne tutela l’esistenza nascondendola nel seminterrato (o, stavolta, nel capanno degli attrezzi). The Strain va accettato così, con i suoi vecchi stereotipi e i suoi piccoli shock percettivi, come un blockbuster di serie b proveniente dagli anni Novanta, in stile Mimic o Relic. Con questo approccio mentale, non sarà difficile coglierne i pregi.

La citazione: «Un mostro ha appena cercato di ucciderci. Non esiste nessuna versione ufficiale.»

Ho apprezzato: Abraham spadaccino; l’autopsia del mostro.

Non ho apprezzato: le vicende di Gus; alcuni particolari poco verosimili.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Strain sul nostro Episode39 a questo LINK.

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