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30 agosto 2014 • 16:00 • Scritto da Fabrizio Tropeano

Metro Redux: La Recensione per Playstation 4

La serie shooter più innovativa degli ultimi anni ritorna sulle nuove console per un'esperienza ancora più convincente e coinvolgente. Scendiamo nelle stazioni della metropolitana di Mosca dove sono rimasti gli ultimi sopravvissuti dell'umanità dopo una guerra nucleare con Metro Redux...
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Il nome di 4A Games è probabilmente sconosciuto ai più: si tratta di un team di sviluppo dell’Est Europa (Ucraina per la precisione) che ha dato vita a Metro 2033, basato sull’omonimo romanzo di Dmitry Glukhovsky. Il gioco seppe differenziarsi dalla conoscenza soprattutto grazie ad alcune azzeccatissime idee in fatto di gameplay, tanto da riuscire a crearsi uno zoccolo duro di fan di tutto rispetto. Un seguito era quindi più che prevedibile e lo scorso anno arrivò Metro: Last Light che tendenzialmente confermava le caratteristiche peculiari del suo predecessore.

Ora proprio in questi giorni è arrivato nei negozi per Playstation 4 ed Xbox One (oltre che su PC) Metro Redux, una rimasterizzazione dei due titoli in alta definizione e con molte migliorie grafiche per le console next generation con dentro anche tutti i DLC finora rilasciati.

La serie Metro racconta di una umanità è vicina all’estinzione. Le città distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni dovute ad una guerra nucleare. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell’umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito.

Un’intera generazione russa vive o meglio sopravvive nelle profondità della metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. La struttura sociale si è riassemblata attorno alle fermate della Metro, cercando di creare una quotidianità deformata, senza luce né cielo. Terribili mutanti razziano i cieli saturi di sostanze tossiche e infestano le catacombe sotto la superficie desolata.

Nonostante questo, invece di restare unite, le città-stazioni della metropolitana sono alle prese con una feroce lotta per conquistare il potere assoluto grazie a un congegno apocalittico nascosto nel bunker militare D6: una guerra civile che rischia di cancellare per sempre l’intera umanità.

In entrambi i Metro manca completamente una componente multiplayer, elemento quasi dato per scontato in ogni FPS di ultima generazione. Vuoi per la lunghezza della storia in single player (avete mai visto quanto sia voluminoso il romanzo?) vuoi per dinamiche ludiche particolari comunque, sono due giochi da vivere in solitario, ancora meglio all’oscuro della vostra stanza per creare ancora di più l’atmosfera da metropolitana post atomica…

La serie Metro inoltre si contraddistingue da altri appartenenti allo stesso genere videoludico per tempi ludici e narrativi molto diversi: il titolo che si può assimilare da questo punto di vista è Fallout 3 ma se la produzione di Bethesda ha sicuramente i tratti di un RPG, quella di 4A Games rimane un first person shooter a tutti gli effetti anche in fatto di situazioni ludiche, comunque particolari e non consuete. Da premiare quindi la voglia di tentare nuove vie nel campo degli FPS, cosa che non avveniva veramente da molto tempo.

Entrambi i Metro inoltre offrono una grafica che regala scorci incredibilmente suggestivi, oltre a personaggi assolutamente convincenti e splendidamente animati: possiamo assicurarvi che in più di un’occasione resterete a bocca aperta, complici anche gli stupendi effetti luce che donano ancora maggiore ispirazione alle ambientazioni. Ottimo anche il sonoro, con un doppiaggio italiano di buon livello, eccellenti musiche d’atmosfera in perfetta empatia con quanto accade sullo schermo ed effetti sonori di sicuro impatto.

I gamers delle console next generation giustamente vorrebbero più titoli inediti e meno “rimasterizzazioni” ma Metro Redux è una delle operazioni meglio riuscite in questo ambito. Oltre ai miglioramenti visivi (ed ad un prezzo budget) la serie Metro conferma di essere fuori dagli schemi oramai consueti dei first person shooter in fatto di ritmo, di dinamiche e di situazioni ad alta tensione. Un prodotto “diretto” ovviamente sarà visto con entusiasmo da alcuni (soprattutto chi ama la narrativa di fantascienza “post atomica”) e meno da altri (in particolare per chi non sa più rinunciare alla componente multiplayer di un titolo) ma non possiamo che premiare il lavoro svolto dai programmatori di 4A Games.

Voto: 9

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