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Diablo 3 Ultimate Evil Edition per Playstation 4: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

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Forte degli incredibili record di vendita segnati su PC e console “old gen”, ci troviamo a recensire Diablo 3 anche su Playstation 4 (ma è disponibile anche su Xbox One) in questa versione “Ultimat Evil Edition”. Erano ben 13 anni che Blizzard non usciva dalla nicchia PC/Mac per approdare su console, addirittura dal porting di Starcraft (sia sempre benedetto…) su Nintendo 64 nel lontano 2000. Anticipandovi le conclusioni, possiamo subito dirvi che Diablo 3 è un titolo da non perdere neppure  su console next generation.

Diablo III continua l’epica trama tipicamente fantasy dei precedenti capitoli della saga (Diablo 2, anche lui, è uscito nel 2000…) vent’anni dopo i fatti di Diablo II e la morte di Baal. Anche su console i giocatori avranno modo di vestire i panni di uno dei sei eroici protagonisti (il crociato inserito dall’espansione Reaper of Souls, il barbaro, lo sciamano, il mago, il monaco ed il cacciatore di demoni), lanciandosi in scontri mozzafiato contro sterminate legioni di entità malvagie.

Durante la loro avventura per liberare Sanctuarium dalla corruzione delle armate degli Inferi Fiammeggianti, i giocatori esploreranno ambienti variegati e pericolosi, intraprenderanno adrenalinici combattimenti con orde di mostri e temibili boss, acquisiranno esperienza e nuove abilità, otterranno artefatti d’indicibile potenza e incontreranno personaggi chiave che si uniranno a loro in battaglia o che li aiuteranno indirettamente. Diablo 3 saprà soddisfare le aspettative dei giocatori, presentando un’interfaccia intuitiva, azioni veloci e un’accattivante esperienza di gioco.

Diablo III è stato progettato fin dall’inizio per sfruttare al massimo la componente multiplayer e su console quest’aspetto è stato ancora più ampliato. Oltre a poter giocare in 4 con altri giocatori on line, è stato inserita una novità da “killer application”: il multiplayer locale per 4 giocatori con una sola console con la possibilità di mettere su chiavetta i propri dati ed importarli/esportarli dove si vuole. Basta uno start sul pad e si comincia a giocare oltre a poter “mischiare” compagni d’avventura presenti in salotto che on line. Da questo punto di vista, la versione console di Diablo 3 veramente surclassa quella PC, forse più ancorata al concetto di gioco “personale”.

Come al solito, oltre agli stupendi i filmati di intermezzo (peccato che ce ne sia soltanto uno per atto), anche per il resto Diablo 3 si mantiene vicino alle coordinate dei suo predecessori: con la tipica visuale isometrica (non “personalizzabile” su console), Diablo 3 è il più alto rappresentante del “click & kill” ovvero clicca e uccidi. Un buon 80% di quello che dovremo fare sarà proprio quello di andare in giro per uccidere. Certo potremo anche parlare con i personaggi del gioco e creare un piccolo commando di soggetti pronti a partire ma sono azioni comunque marginali al nucleo più importante del gameplay.

Quello che dobbiamo sottolineare è che la mappatura del pad non fa assolutamente rimpiangere il combo mouse+tastiera: veramente pregevole il lavoro di Blizzard per cercare di non togliere nulla all’esperienza di gioco PC, trovando i migliori compromessi grazie a qualche indicatore grafico in più e qualche limatura sull’utilizzo dell’inventario. Veramente un porting con i fiocchi anche sotto questo punto di vista.

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Vale la pena poi sottolineare l’appeal visivo del gioco: design galattico, splendide animazioni e ambientazioni, gestione di tantissimi elementi su schermo senza alcun tipo di problema nonostante i bellissimi effetti luce presenti. Il tutto gira anche su console a 60 frames al secondo e alla risoluzione di 1080p. Qualche rallentamento e qualche texture proprio non in altissima risoluzione non inficia un giudizio eccellente anche sotto questo punto di vista.

Infine un plauso va fatto alla parte sonora: alle composizioni musicali di ottimissima qualità, è doveroso segnalare l’eccellente localizzazione completa del titolo. Difficilmente si trovano videogames doppiati con una qualità cinematografica e per fortuna Diablo 3 è uno di questi

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La Ultimate Evil Edition aggiunge anche la modalità Apprendista che rende più semplice formare gruppi con amici, il sistema Nemesi che invia mostri assetati di sangue nelle partite degli amici finché non si consuma la “giusta vendetta”, e le nuove funzioni di posta e doni fra giocatori permettono di condividere i tesori con i propri alleati.

Oltre a questi, ci sono tutte le novità già viste su PC in Reaper of Souls ovvero la modalità Avventura, l’Atto V, la progressione di livello fino al 70 e nuove opzioni d’artigianato. Infine su PlayStation 4 c’è qualche contenuto esclusivo rappresentato da un’armatura ispirata da Shadow of the Colossus e un Varco dei Nephilim chiaramente ispirato a The Last of Us, con i mostri già noti quali Clicker, Stalker e Bloater.

Non abbiamo quindi altre parole per esprimere la grandezza di questa nuova produzione Blizzard se non una: perfezione. La cura per ogni singolo aspetto di Diablo 3 sia per il single player che per il multiplayer su console ancora più che su PC (può sembrare incredibile ma è proprio così) questo action RPG un’esperienza così esaltante e ricca di piacere che spingerci fino a dire che si tratta di una della migliori produzioni videoludiche degli ultimi 10 anni ci sembra anche poco, soprattutto se prendiamo in riferimento il suo genere videoludico di appartenenza. Ovviamente è inutile sottolineare che l’empatia con questo tipo di interazioni basate sull’hack’n’slash e l’elaborazione del vostro personaggio sono fondamentali per apprezzare un autentico capolavoro.

Voto: 10

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