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The Leftovers, la recensione del quarto episodio: B.J. and the A.C.

The Leftovers, la recensione del quarto episodio: B.J. and the A.C.

Di Lorenzo Pedrazzi

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B.J. and the A.C., quarto episodio di The Leftovers, rende ancora più inquietante la presenza dei Guilty Remnants a Mapleton, e conferma l’approccio enigmatico della serie…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Siamo in periodo natalizio, ma non tutti ne condividono lo spirito: il bambolotto che raffigurava Gesù nel presepe cittadino è stato rubato, e Kevin (Justin Theroux), dopo l’iniziale disinteresse, s’impegna per trovarlo. Come dice il sindaco, sarebbe «una piccola vittoria», e lui ne ha proprio bisogno. Nel frattempo, però, deve occuparsi anche del ballo per la raccolta fondi da destinare alla biblioteca: sa bene che i Guilty Remnants si presenteranno all’evento, che si terrà alla scuola, ma lui ha intenzione di arrestarli per violazione del suolo scolastico.
Parallelamente, Christine (Annie Q.) viene aggredita da un uomo seminudo che dice di averla vista nei suoi sogni, ma Tom (Chris Zylka) la difende e la porta da un medico per farle fare un’ecografia, dato che è incinta di Wayne. La dottoressa, però, crede che sia stato lui ad aggredirla, costringendolo a fuggire. In seguito, dopo aver accarezzato l’idea di riprendere la via di casa, Tom si finge il membro di una comunità che va in giro scalza e con un bersaglio disegnato sulla fronte (per farsi individuare più facilmente da Dio): poiché questi ragazzi vengono generalmente ignorati, Tom, una volta adottato tale camuffamento, riesce a tornare in ospedale senza farsi notare, e porta via Christine dopo aver disegnato un bersaglio anche sulla sua fronte. Mentre sono in viaggio, il loro pullman è però costretto a fermarsi perché la strada è bloccata da numerosi corpi avvolti in lenzuola bianche, proprio come l’aggressore di Christine aveva visto nel suo sogno.
Intanto, Kevin interroga Max e Charlie Carver (Scott e Adam Frost) per farsi restituire il bambolotto, poiché ritiene sia stato rubato da sua figlia Jill (Margaret Qualley) e dagli altri loro amici. In effetti è così: Jill, Aimee (Emily Meade) e i loro compagni di scuola si ritrovano in riva al fiume per festeggiare, e il bambolotto viene maltrattato e deriso, al punto che Jill è persino tentata di bruciarlo con la pratica del “funeral vichingo”; poi, però, ci ripensa e se ne va. Max e Charlie lasciano il bambolotto davanti alla porta di Kevin. Per lui è certamente una piccola vittoria, ma sparisce quando scopre la decisione di sua moglie Laurie (Amy Brenneman), che da sei mesi vive con i Guilty Remnants: Laurie si presenta da lui insieme a Ann Abbott (Liv Tyler), e quest’ultima comincia a leggergli una lettera in cui gli spiega che, nonostante sia stato un ottimo marito (scopriamo anche che Tom non è figlio suo, ma di una precedente relazione della donna), Laurie vuole chiedere il divorzio, perché ormai si trova in una fase diversa della sua vita. Kevin le urla di dirlo con la sua voce, se lo vuole veramente, ma lei rifiuta, proprio mentre Jill torna a casa. La ragazza le consegna il suo regalo di compleanno, un accendino con scritto “non dimenticarti di me”. Laurie lo getta in un tombino (sembra che i G.R. non possano tenere nessun oggetto, soprattutto se legato alla famiglia), ma poi ci ripensa e cerca di ripescarlo. Questo accade la sera del ballo: i G.R. circondano la scuola senza violarne il suolo, ma Kevin li fa arrestare lo stesso perché «è la nostra parola contro la loro». Ma era tutto un piano per distrarre le forze dell’ordine: gli altri G.R., infatti, sono penetrati nelle case di Mapleton mentre la polizia proteggeva la scuola, e hanno sottratto tutte le foto di famiglia, lasciandosi dietro soltanto cornici vuote. “Non c’è nessuna famiglia”, è il loro nuovo motto.
Kevin, ancora all’oscuro di tutto ciò, fa per riportare il bambolotto (il cui recupero non interessava a nessuno) al presepe della città, ma scopre che il reverendo Matt Jamison (Christopher Eccleston) lo ha già sostituito. Di ritorno a casa, Kevin afferra il pupazzo e lo getta fuori dal finestrino.

1

Un episodio come B.J. and the A.C. non fa che dimostrare lo sguardo criptico e l’approccio anti-didascalico di The Leftovers, serie d’indubbio fascino che però richiede pazienza e dedizione per essere apprezzata. La sua fruizione, infatti, non è agevole, e lo spettatore dev’essere disposto a penetrare nei suoi meccanismi narrativi, ad accettarne la carenza di spiegazioni logiche come fosse un valore, soprattutto rispetto a un panorama televisivo che, in genere, rifiuta categoricamente il superfluo, l’inessenziale ai fini della trama, e tende invece ad assecondare una visione passiva. Damon Lindelof e i suoi sceneggiatori, al contrario, parcellizzano la storia attraverso la narrazione di eventi moltipli, alcuni casuali (o apparentemente tali), per dipingere un quadro di progressivo smarrimento, dove ogni circostanza potrebbe essere ricondotta alle misteriose forze che aleggiano sui protagonisti, o forse no; si pensi, ad esempio, alla scena in cui l’auto di Kevin smette di funzionare senza ulteriori spiegazioni, oppure all’aggressione di Christine da parte di uno strano tizio che se ne va in giro seminudo (e dalla cintola in giù, fra l’altro: è raro che in televisione si mostrino i genitali maschili, persino Game of Thrones tende a evitarlo).

2

Uno smarrimento, questo, che si riflette nella crisi dei valori tradizionali. Il bambolotto che raffigura Gesù viene rubato, profanato, dileggiato e poi buttato sul ciglio della strada, emblema di un episodio che non risparmia nemmeno le blasfemie verbali. Ovviamente, è tutto a vantaggio dei Guilty Remnants: appare sempre più chiaro che il loro intento sia quello di demolire le basi stesse della società americana, cominciando proprio dall’istituzione della famiglia, un bene storicamente inviolabile per l’immaginario statunitense, e non solo. La sottrazione delle fotografie è un gesto simbolico ma violento, disturbante anche per gli effetti che lascia dietro di sé, con quelle cornici tremendamente vuote che sembrano presagire una radicale obliterazione del passato, sia individuale che collettivo. I G.R. assorbono l’individuo e ne annullano la personalità, livellandone i tratti caratteristici in un bianco abbacinante, anonimo e indistinguibile. L’impotenza della polizia è palese, e questo aumenta la frustrazione di Kevin, personaggio costantemente accigliato e vibrante di una rabbia repressa che aspetta solo di esplodere, e che nel frattempo si esprime attraverso l’abuso di potere (arresta alcuni G.R. senza che abbiano davvero infranto la legge) o altri comportamenti bruschi e discutibili, che allontanano l’empatia del pubblico e stimolano il senso critico. D’altra parte, anche l’apatia scostante e i vacui gesti di ribellione di Jill non suscitano alcuna simpatia, ma esprimono soltanto un’inquietudine autocompiaciuta e fine a se stessa, anche se influenzata dal contesto sociale e dall’assenza materna. Laurie, in effetti, sembra abbandonarsi sempre più alla sua nuova vita da G.R., nonostante il regalo di sua figlia riesca a smuovere qualcosa dentro di lei, contraddicendo i dogmi del gruppo in cui si è rifugiata. E dove si rifugeranno molti altri, probabilmente: nel clima smarrito e confuso di The Leftovers, i Guilty Remnants paiono gli unici in grado di fornire uno scopo, un obiettivo a lungo termine, per quanto nebuloso possa apparire. Il resto è solo caos e disperazione, livore e paura, che sfociano nella ricerca di un segnale divino anche nelle circostanze più inquietanti: come un container carico di cadaveri avvolti in lenzuola bianche, reminiscenza onirica di un uomo folle.

La citazione: «Ero distrutta. Ho cercato di rimettermi in sesto. Ci ho provato per te, per Tom e per Jill. Ma credo di essere destinata a rimanere distrutta.»

Ho apprezzato: l’approccio enigmatico alla vicenda narrata; l’azione simbolica dei Guilty Remnants; la rappresenzazione della crisi dei valori tradizionali; l’interpretazione sofferta di Justin Theroux.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Leftovers sul nostro Episode39 a questo LINK.

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