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18 luglio 2014 • 18:30 • Scritto da Filippo Magnifico

Perché tutti odiano Michael Bay?

Michael Bay. Stiamo sul serio parlando del male cinematografico fatto uomo? Di tutto ciò che un buon regista non dovrebbe mai essere? Decisamente no e bisognerebbe capirlo una volta per tutte...
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Michael Bay. Dopo aver letto questo nome cosa avete provato? Solitamente le ipotesi sono due: c’è chi reagisce indignato di fronte a quello che considera uno dei principali fautori della morte del cinema contemporaneo, e poi c’è chi semplicemente comincia a gioire, pregustando una pellicola fracassona e senza troppe pretese a parte il più puro e sano intrattenimento. La verità molto probabilmente risiede nel mezzo, ma l’interrogativo rimane: stiamo sul serio parlando del male cinematografico fatto uomo e di tutto ciò che un buon regista non dovrebbe mai essere?

Molto probabilmente no e di certo a lui questi interrogativi non interessano, dato che stiamo parlando di un nome che gode della fiducia della maggior parte delle major hollywoodiane. Mentre noi siamo qui a discutere su quanto sbagliato possa essere il suo modo di fare film, infatti, lui è lì che si diverte con gli amici e conta i dollari che sta incassando la sua ultima fatica: Transformers 4: L’Era dell’Estinzione, da qualche giorno nelle nostre sale. Già, perché che vi piaccia o meno Michael Bay è una garanzia e ai produttori le garanzie piacciono. A loro piace affidare determinati budget a persone di cui si possono fidare, che sono in grado di spendere esattamente la cifra che gli è stata data senza rischiare di sforare e che consegnano il loro lavoro nei tempi stabiliti.

Transformers 4 L'Era dell'Estinzione Mark Wahlberg Michael Bay Premiere mondiale di Hong Kong foto 1

Da questo punto di vista Michael Bay è decisamente un professionista, ma per quanto riguarda la tecnica? Anche qui sarebbe il caso di rassegnarsi perché – rullo di tamburi – stiamo parlando di un vero e proprio autore, relegato solo ed esclusivamente ad un genere, è vero, ma pur sempre un autore. Lo so, il termine “autore” accostato al nome Michael Bay a molti di voi avrà fatto venire l’orticaria, ma cerchiamo di illustrare meglio questa bizzarra teoria con una domanda: come si riconosce un autore all’interno del vasto panorama cinematografico contemporaneo?

Io sono sempre stato del parere che un autore, per definirsi tale, deve portare avanti nel corso della sua carriera un personale pensiero e deve avere uno stile riconoscibile, che lasci pochissimo spazio a dubbi. E Michael Bay un suo stile ce l’ha, nonostante molti pensino che il suo sia un cinema fatto, come direbbero in Boris, “alla cazzo di cane”. Non è assolutamente così: nel corso della sua carriera Bay ha portato avanti una sua personalissima idea di cinema e ha sviluppato uno stile che, per quanto sbagliato possa essere, è rimasto coerente con sé stesso. Il video che trovate qui sotto può illustrare meglio il concetto:

Michael Bay – What is Bayhem? from Tony Zhou on Vimeo.

Chiedetelo a Jeanine Basinger, che è stata la sua professoressa di cinema alla Wesleyan University del Connecticut:

La prima volta che ho visto Michael Bay era solo un ragazzino di 18 anni molto educato, che voleva studiare cinema. Mi domandò se fossi interessata a vedere alcune sue fotografie. Io risposi di sì, sono insegnate, è il mio lavoro. Nel corso della mia carriera ho visto moltissimo materiale prodotto da ragazzi, ma non ho mai visto qualcosa che raggiungesse il livello delle foto che mi ha mostrato Michael Bay. Erano incredibili, mettevano in evidenza un occhio attento alla composizione, un particolare istinto nel catturare i movimenti e una comprensione particolarmente approfondita della narrazione.

Jeanine Basinger

Che sia il caso quindi di abbandonare ogni pregiudizio e cominciare a pensare che stiamo parlando di un regista che sa quello che fa? Il suo stile può non piacere, come quello di chiunque altro, ma non stiamo certamente parlando di un incompetente.

Cos’è dunque che penalizza Michael Bay? È presto detto: la sua essenza tamarra. Michael Bay è americano ed è anche un bel po’ tamarro (con tutte le accezioni positive e non che questo termine può avere). Questo nelle sue pellicole si nota parecchio. Agli americani tamarri piacciono le esplosioni, piacciono i film dove ad un certo punto tutto salta in aria, i buoni vincono e c’è qualcuno che si alza urlando “Yeah!”.

Ecco dunque cos’è Michael Bay: un registra in grado di comporre immagini grandiose ma povero dal lato dei contenuti. Non l’ho detto io, l’ha detto Steven Spielberg, poco prima di affidargli la regia di Transformers e lanciare uno dei franchise più fracassoni e redditizi degli ultimi anni. Ed è la verità perché a parte qualche eccezione (come ad esempio il recente Pain & Gain, forse il suo film migliore finora) Bay ha sempre evidenziato uno scarso interesse per il contenuto a favore della spettacolarità.

È per forza un male? Non credo proprio. Le persone dovrebbero forse rilassarsi un po’ più di più quando parlano di Michael Bay perché, a differenza di molti altri registi usa e getta del panorama cinematografico odierno, lui fa e ha sempre fatto ciò che più gli piace. E l’ha (quasi) sempre fatto bene.

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Transformers: L’Era dell’Estinzione ha fatto il suo ingresso nelle sale italiane il 16 luglio 2014. Il film si svolge quattro anni dopo gli eventi narrati nel precedente capitolo. Nel cast troveremo Mark Wahlberg, Jack Reynor, Nicola Peltz, Stanley Tucci, Sophia Myles, Kelsey Grammer e Li Bingbing. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog.

Fonte: Criterion

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10 commenti a “Perché tutti odiano Michael Bay?

  1. Dico la mia su questo articolo dato che mi sento un pò chiamato in causa dato che ho criticato il film, più che il regista che neppure fino a prima di leggere l’articolo sapevo chi fosse. Secondo me, con la saga del trasformers più che altro, ma anche con i recenti prodotti sui supereroi e hungry games sì è certamente creato un nuovo modo di fare cinema (che punta di più alla quantità che alla qualità in ogni suo aspetto intendiamoci) e su questo non è detto che sia sempre la qualità ad avere la meglio. Ciò viene confermato dagli incassi strepitosi della saga e delle saghe che poco o nulla hanno da insegnare contrariamente in poche parole a quanto fà il cinema reca in sè dei contenuti morali. A me personalmente questo nuovo cinema non piace, d’altra parte è comprensibile ormai o forse da sempre, il cinema fatto di contenuti non è per tutti e ormai anche tutti quelli di cui nè fanno parte nè hanno le scatole piene non sanno più a cosa pensare. Quindi tanto di capello e di rispetto per Bay (e per tutti i registi appartenenti al suo genere) che è riuscito a fare soldi a palate, inventandosi un film e una saga che indipendentemente dal fatto che piaccia o no ha dato luogo a un nuovo concetto di cinema, questo lo dice il pubblico medio che s’è adattato che è la stragrande maggioranza che se nè frega del cinema di qualità perchè al cinema ci và soprattutto per sfogarsi ( l’idea di una persona può essere ritenuta giusta se viene premiata da tanti questo comportamento in sociologia viene definito la riprova sociale), mentre io mi sento ancora parte di quel pubblico sempre meno numeroso che si spezza pur di non si piegarsi.

  2. La verità è che i critici hanno delle preferenze verso certi generi (soprattutto quello drammatico): infatti, loro lodano sempre film che il pubblico comune trova noiosi e disprezza quelli che piacciono.

    >Un regista come Michael Bay ,che punta molto sull’azione, a loro non va a genio

  3. Ci sono molti registi che puntano sull’azione, ma la differenza è che Bay non legge nemmeno le sceneggiature. Quindi è un tizio che sa coordinare grandi scene d’azione, ma in pratica sa fare solo quello. Per fare un esempio, anche il regista di Avengers non voleva entrare nel paradiso del cinema d’autore, ma ha cercato di dare credibilità alle azioni dei personaggi, sempre restando all’interno di un genere. Così anche Man of Steel e tantissimi altri. Michael Bay non ci riesce proprio, gli basta far saltare qualche macchina, far volare qualche nave e buttare giù un paio di palazzi, tutto il resto non sa proprio come gestirlo.
    Quello che davvero mi dispiace è che gli affidino progetti come i Transformers e le Tartarughe Ninja che meriterebbero un minimo di competenza, non solo sul reparto grafico.

  4. Non sa coordinare un bel nulla. Metà del lavoro dei film che fa Bay lo fa il supervisore agli effetti speciali. Lui dal punto di vista drammaturgico e della composizione delle immagini è un vero cane, basta vedersi certe scene di Armageddon o The Island per capire quanto sia un pessimo regista, dato che non si capisce bene chi faccia cosa tanto è confuso il montaggio. Dire che Bay è un bravo tecnico è un insulto a chi lo è sul serio, da McTiernan a Simon West passando per Emnmerich, giusto per rimanere nello stesso ambito.

    Poi non è mica vero che non piaccia alla critica: Ghezzi, Nazzaro e i tizi di Sentieri Selvaggi lo adorano, ritengono sia dal punto di vista semiotico il vero autore della Hollywood contemporanea. Siccome la Hollywood contemporanea fa schifo nella maggior parte dei casi, dal mio punto di vista tutto torna…

  5. Ci siamo già dilungati fin troppo sulla questione e credo che non troveremo mai compromessi sulla figura di Bay… Che per me resta un ottimo regista per come sa gestire, coordinare e comporre le scene d’azione, non il migliore in assoluto per via di un montaggio frenetico ma sicuramente tra i migliori. Tutto questo, lo ripeto, non facendo riferimento alla saga Transformers ma agli altri film della sua carriera (The Rock, Bad Boys 2, Armageddon) che lo hanno portato alla ribalta.
    In quanto alla gestione della sceneggiatura e dei personaggi credo che con Pain&Gain ha dimostrato di saperlo fare bene. Infatti spero che al più presto chiuda con i Transformers (anche se il terzo mi è piaciuto) e ritorni all’action vecchio stile.

  6. Micheal Bay ha un suo stile abbastanza preciso (anche se forse, non ancora definitivo, quindi in evoluzione) e un percorso ben tracciato alle sue spalle.
    Quello che mette in scena è una specie di magma visivo, esasperato, enfatico e ipertrofico, inframezzato e quindi spezzato da (passatemi il termine) “cazzatine”, che interrompono il flusso. Il suo è un formalismo certo esasperato, ma affascinante proprio per questo. Certo a volte, il prodotto finale è un po’ frammentario, ma penso che abbia parecchia strada davanti a sé, per perfezionare la propria visione.
    Questo non significa che stia sfornando capolavori (e francamente ho sempre detestato Armageddon, tanto per citare uno dei suoi massimi successi) ma il suo lavoro è importante e va analizzato con attenzione. Comunque, troppa fretta di liquidarlo nel panorama cinefilo.

  7. Io, grazie al cielo, non ho mai odiato Michael Bay né i suoi film. Alcuni (la saga di Transformers, il 1° in particolare) me li rivedo volentieri, a differenza di altri (The Island è quello che mi ha deluso un po’ più di altri: mi spiace che con Pearl Harbor avrebbe potuto fare il salto di qualità, invece ci ha regalato solo la memorabile scena dell’attacco e nient’altro). Se a livello di sceneggiatura i film fossero più solidi e con più spessore (vedi i vari Spielberg, Zemeckis o il più recente Abrams) allora accontenterebbero più persone. Il trucco per godersi appieno i film di Bay è spegnere il cervello e lasciarsi andare a esplosioni, patriottismo, machismo e vittoria finale tipici del suo cinema: 2 ore e passa di intrattenimento con lo stile inconfondibile di Bay (pochi registi ce l’hanno, e non è quindi una cosa da poco). 😀

  8. Odiare Bay è solo una moda da pseudo intellettuali. Come la barba incolta e i vestiti da mezza pippa.
    I “critici” e gli “amanti del cinema” devono farsene una ragione: non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, e nell’epoca di facebook sappiamo fin troppo bene che anche i dementi hanno la propria opinione. Come me ad esempio XD.

  9. Se sei un critico o semplicemente ami il CINEMA, non puoi difendere Bay. Lo fai per cercare attenzione e nient’altro, se un certo tipo di cinema sta scomparendo è grazie(ma non solo) a cagate come Transformers e ai finti critici coglioni che lo difendono. E tu sei un finto critico consapevole.

  10. LOL ma a me non piace Michael Bay XD
    Non sono nemmeno un critico, scusa se te lo dico ma prova a rileggere quello che ho scritto.

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