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Boyhood – Incontro a New York con Richard Linklater e Ethan Hawke

Boyhood – Incontro a New York con Richard Linklater e Ethan Hawke

Di Leotruman

screenweek boyhood new york

Articolo a cura di Chiara Isabella Spagnoli Gabardi

ScreenWeek da New York – Richard Linklater ci aveva dato un assaggio della sua delicata esplorazione delle relazioni interpersonali e del loro mutamento nel corso del tempo. La trilogia Prime dell’alba, Prima del tramonto e Prima di Mezzanotte, raccontava l’evoluzione dell’amore con uno stacco di nove anni tra un film e l’altro. L’ultima impresa cinematografica del regista racchiude dodici anni nella stessa pellicola.

Boyhood cattura il passaggio dall’infanzia, attraversando la pubertà, all’adolescenza di Mason (Ellar Coltrane), oltre che quello della sorella sullo schermo Samantha, e figlia del regista nella vita (Lorelei Linklater), e dei loro genitori, interpretati da Ethan Hawke e Patricia Arquette.

Il film, come tutte le pellicole di Linklater, approccia in maniera neorealistica i comportamenti umani in un variegato ventaglio di sfumature, eludendo i criteri manichei che spesso il cinema di narrazione impone con il suo assetto drammatico.

Durante la conferenza stampa tenutasi a New York, Richard Linklater e il suo cast hanno raccontato la loro odissea cinematografica durata più di un decennio:

Richard Linklater:Ho sostituito la trama con la struttura. La struttura non mente mai, mentre talvolta una trama artefatta sì. Mi sentivo come uno scienziato che va a dormire pensando a come elaborare la propria formula per risolvere il problema. In quanto narratore cercavo di capire come raccontare la storia. Il cinema ha un’enorme varietà di possibilità narrative.”

Boyhood - Incontro con la stampa a New York - Foto 2

Patricia Arquette: “Richard non ha raccontato la canonica storia drammatica e ci sono tanti elementi filosofici. Mentre spesso il cinema tende a voler spettacolarizzare la realtà. Penso che i giovani spettatori vogliano ritornare ad un cinema più riflessivo, che esplora il modo in cui gli esseri umani si inter-relazionano.”

Ethan Hawke: “Il personaggio di Patricia è eccezionale. Olivia è una vera donna con tutte le sfumature, madre, amante, moglie, una persona che sbaglia e che al tempo stesso fa del suo meglio. È veritiera. Non vediamo spesso questo genere di personaggio femminile al cinema, solo alcuni di questi tratti vengono enfatizzati generalmente. Le donne nella mia vita che hanno visto il film hanno molto amato questo ruolo. Siamo troppo abituati a vedere che i personaggi al cinema o sono buoni o cattivi.”

Ellar Coltrane: “È interessante il modo in cui il film non abbia la necessità di gravitare verso l’iper-dramma, attraverso episodi che solitamente non accadono realmente.”

Ethan Hawke: “Infatti il film scatena momenti di aspettativa, proprio perché nei film tradizionali ogni cosa che viene mostrata conduce a un momento drammatico. Ad esempio se vediamo che qualcuno sta guidano ci aspettiamo che abbia un incidente, ed effettivamente fa parte della vita: siamo in continua apprensione e il film cattura quello stato d’animo. Ma il modo in cui funziona il film è la sua relazione con il racconto. Penso che tutti noi con il passare degli anni ci siamo appassionati sempre di più. All’inizio sembrava un esperimento divertente, dopodiché è diventato qualcosa che abbiamo amato. Ricordo che diversi anni fa mi trovavo nella stessa sala con Tom Stoppard, il quale parlava di come la trama sia uno sventurato espediente narrativo che serve al pubblico. Ma l’ironia è che con il passare del tempo tendi a rimuoverla. Ci ricordiamo delle sensazioni scatenate da certi momenti. Le nostre vite non hanno una trama, ma la narrazione sì. Tuttavia questo film ci gira attorno.

Boyhood - Incontro con la stampa a New York - Foto 1Era inevitabile che alcuni elementi della vita reale degli attori si intersecassero con quella dei loro personaggi. Infatti il giovane Mason, sceglie di percorrere la strada dell’arte attraverso la fotografia, proprio come il suo interprete Ellar Coltrane, e non solo:

Richard Linklater: “Trovavo interessante una maturazione artistica da parte di Mason. Non sapevo ancora quale, pensavo alla scrittura o la musica. Ma Ellar è effettivamente diventato un artista visivo, e la fotografia era perfetta per il suo personaggio.”

Patricia Arquette: “La meraviglia dell’arte è che scatena una scintilla vitale istantanea. Mentre con la recitazione devi superare una serie di ostacoli della psiche per calarti in un personaggio e interagire con gli altri e seguire le direzioni del regista. Rincontrarsi è stata un’esperienza molto spontanea, con un forte spirito di collaborazione. Era come fare un salto nel vuoto, ma quando sei nelle mani giuste possono succedere cose straordinarie.”

Ethan Hawke: “Guardare Mason che sopravvive all’adolescenza e lasciare che il film accompagni quella effettiva di Ellar è straordinario. La creatività è importante e sconfina anche al di fuori dei campi artistici, si può essere creativi nello sport. Ciò che auguro ai miei figli e di aver buoni amici e una passione.”

Ellar Coltrane: “Perdersi nel processo creativo è molto terapeutico. È stato un procedimento lungo ciascun anno, pensare a quello che avremmo fatto, preparandoci poi con dei workshop per ritrovare i personaggi nelle specifiche tappe delle loro vite.”

Richard Linklater:Da sempre l’idea era di ritrarre la crescita degli esseri umani, che avviene non solo per il ragazzo ma anche per i suoi genitori e chi gli sta attorno. Le nostre vite e crescite personali si sono intersecate mentre abbiamo realizzato questo film, tra me, Ethan e Patricia abbiamo avuto cinque figli durante quei dodici anni e a Ellar è nata una sorella. La vita era intorno a noi, che scorreva, mentre il film prendeva forma. Abbiamo cercato di entrare nella vita dei personaggi.

Ethan Hawke: “Il film è un’epopea delle minuzie. Anche i genitori crescono lungo il percorso. Richard ha iniziato questo progetto quando era sulla quarantina e non penso che il suo stile sia cambiato, ma la sua esperienza è stata indispensabile per realizzare questo film. Credo non gli sarebbe stato possibile realizzarlo a vent’anni, anche per il modo in cui ha interagito con noi attori: con ognuno di noi si è approcciato in maniera diversa. È cruciale avere un buon regista.”

Indubbiamente Linklater, non delude le aspettative, ricordandoci che , non è circoscritta esclusivamente al periodo della fanciullezza, bensì si arricchisce con il passare del tempo. Boyhood è la storia di tutti noi: il toccante racconto di un contemporaneo Tom Sawyer e della sua famiglia imperfetta.

Il film, in sala dall’11 luglio in America, uscirà nelle sale italiane il 16 ottobre distribuito da Universal Pictures.

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