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A Milano si celebra il mito senza tempo di Marilyn Monroe

A Milano si celebra il mito senza tempo di Marilyn Monroe

Di Filippo Magnifico

Marilyn

52 anni fa, nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962, moriva a Brentwood, nei sobborghi di Los Angeles, Marilyn Monroe. Il testamento cinematografico (e non solo) che ci ha lasciato è di inestimabile valore ed è pronto per ricevere il giusto e doveroso omaggio.

Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano (Via Gluck 45) ha deciso infatti di dedicare alla diva intramontabile un week-end davvero speciale, animato da una mostra, proiezioni video e da un incontro (sabato ore 18.30) con esperti e appassionati. La mostra, a ingresso gratuito, è aperta sabato 2 e domenica 3 agosto dalle 14 alle 19 e chiude il ciclo estivo del museo che chiude per tutto il mese di agosto per riaprire a settembre!

LOcandina Marilyn Milano

L’INCONTRO MARILYN: CINEMA E NON SOLO – Sabato 2 agosto, a partire dalle 18.30, si terrà un incontro con esperti e studiosi che racconteranno al pubblico la Marilyn attrice e donna, la poesia e la tragedia della sua vita. Saranno presenti Francesca Brignoli e Nuccio Lodato, autori del recentissimo saggio “Marilyn Monroe. Inganni”. L’incontro, moderato da Riccardo Mazzoni, sarà accompagnato da spezzoni originali e video realizzati per l’occasione.

Marilyn vista da ACME107

LA MOSTRA – MARILYN CINEMA E NON SOLO – Nel 1954 Marilyn Monroe si è aggiudicata l’Henrietta Award, il premio (oggi conosciuto come Golden Globe) attribuito dal 1951 al 1980 dalla Hollywood Foreign Press Association, come “migliore attrice del mondo”. Ecco una seconda ragione per ricordarla interprete meravigliosa dei suoi 33 film interpretati tra il 1947 e il 1962. Per l’occasione, nella Sala Hollywood di Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano, verrà allestita una piccola mostra che esporrà una selezione dei manifesti più rari e spettacolari dei suoi film e una ricca serie di fotobuste che raccontano la sua carriera, da “Niagara” a “Il Principe e la Ballerina”, da “A qualcuno piace caldo” a “Quando la moglie è in vacanza”.

fotobusta A qualcuno piace caldo

Non solo cinema: grazie alla collaborazione di alcuni collezionisti saranno esposte una parte delle riviste italiane che a partire dai primi anni Cinquanta fino a quel fatidico 1962, le hanno dedicato articoli e copertine, un viaggio alla scoperta di come gli italiani hanno imparato a conoscerla. Sul megaschermo della sala si alterneranno i trailer originali dei suoi film.

Copertina di Visto 1954

LA POESIA DI MARILYN TRA ARTE E FUMETTO – Ralph Waldo Emerson scrisse che “Solo la poesia ispira poesia”… sarà certo per questo che poeti come Pier Paolo Pasolini, Ernesto Cardenal, Baernie Taupin ed Elton John hanno scritto per Marilyn parole e musiche indimenticabili. Ed è sempre per il suo essere “pura poesia” che un gran numero di autori l’hanno posta al centro della loro creazione artistica, ognuno raccontandola con il suo linguaggio, le sue idee, la sua espressione personale.

La mostra vuole testimoniare questa ricerca affascinate partendo dai magnifici omaggi di tre maestri del fumetto italiano come Milo Manara, Sergio Toppi e Guido Crepax: Manara è autore di un magnifico calendario (2004) dedicato alle dive sexy di Hollywood in cui, ovviamente, compare la Nostra, Toppi di una storia “gialla” sceneggiata da Milo Milani con Marilyn impegnata in una storia avvincente accanto al grande Hitchcock e Crepax di quattro splendide illustrazioni (1982), realizzate per il libro di Vincenzo Mollica e Marco Giovannini, che racchiudono la sua parabola dallo spettacolo in Corea per i militari americani al set de Gli Spostati.

Marilyn trovata morta sul suo letto vista di Guido Crepax

Non mancheranno gli omaggi di altri due celebri pennelli italiani come Carlo Jacono (indimenticato autore delle copertine dei Gialli Mondadori) e Silvano Campeggi (autore anche del manifesto della mostra), pittore toscano noto con il nome d’arte “Nano” che ritrasse Marilyn per molti manifesti cinematografici avendo l’occasione unica di ritrarla dal vivo.

Marilyn vista da Rossella Banfi

In mostra anche riproduzioni di tavole e gli albi originali dei fumetti in cui Marilyn compare come coprotagonista accanto a veri e propri miti del fumetto italiano. Eccola dunque nel 1984 in una storia di Ken Parker, disegnata da Giancarlo Berardi e sceneggiata da Ivo Milazzo, o prestare il suo volto alla perfida antagonista di Diabolik, che incontra nel 1966 in un’avventura giallo/nera con spunti rosa in cui recita il ruolo di una finta scrittrice, Katia Wander, riuscendo, grazie a un bacio galeotto, perfino a catturare il Re del Terrore. Anche questa è poesia. A completare il percorso saranno gli omaggi artistici di Anna Pennati (con fantasiosi collage creativi dedicati all’attrice), di Silvia Taietti, di Rosella Banfi e dello street artist di Acme 107, autore del magnifico murales che adorna il muro esterno del museo.

Quarta di Copertina del numero di Diabolik

MARILYN E LA POESIA – Marilyn amava la poesia, amava leggerla e amava scriverla, ecco perché la mostra propone la lettura e l’ascolto delle “sue” poesie. Le scriveva di nascosto, quasi volesse liberarsi dell’immagine che si era costruita, “Il mio involucro invecchia ma io devo ancora nascere”, e che erano, forse, il tentativo di ritrovare la felicità della bimba “infelice” che era stata: “Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo, trentacinque anni con i capelli tinti, trentacinque anni con un fantoccio. Ma io non sono Marylin io sono Norma Jean Baker perché la mia anima vi fa orrore come gli occhi delle rane sull’orlo dei fossi?” Eppure quella Marilyn, consapevole di essere intrappolata in una gabbia dorata: “Sono orribile ma datemi tempo mi truccherò la faccia ci metterò sopra qualcosa di splendente e sarò di nuovo Marilyn Monroe”, che voleva essere Norma Jean era poesia allo stato puro. E non solo perché le sue forme erano rime perfette o il suo muoversi rappresentazione dell’armonia. La sua vita era stata, incurante della sintassi e dell’ortografia, una infinita licenza poetica.

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