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24: Live Another Day, la recensione del decimo episodio: 8:00 – 9:00 P.M.

Di Lorenzo Pedrazzi

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Decimo episodio per 24: Live Another Day, che copre l’arco temporale fra le otto e le nove della sera: Jack Bauer parte all’inseguimento di Steve Navarro, ma un altro avversario si profila all’orizzonte, e le conseguenze sono catastrofiche…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Jack Bauer (Kiefer Sutherland) insegue Steve Navarro (Benjamin Bratt) per le strade di Londra, ma il traditore riesce a raggiungere la stazione e a consegnare il dispositivo a strong>Adrian Cross (Michael Wincott), che fugge con Chloe (Mary Lynn Rajskub): poiché il congegno è in grado di penetrare i firewall di ogni sistema militare terrestre, Cross intende fornirlo a tutte le maggiori potenze mondiali, in modo che funga da deterrente per evitare altre guerre. Chloe, scoperto il suo piano, cerca di sottrargli il dispositivo e fuggire, ma Cross la minaccia con la pistola e la trascina nel covo di Open Cell.
Intanto, Navarro è stato lasciato solo, e Jack riesce a catturarlo. Kate Morgan (Yvonne Strahovski), appreso che il marito – poi suicidatosi in carcere – è stato condannato per causa sua, non sopporta l’idea che Navarro possa ottenere l’immunità in cambio delle informazioni per rintracciare il dispositivo, ma il primo interrogatorio di Jack non ottiene i risultati sperati, ed Erik Ritter (Gbenga Akinnagbe), ora al comando della base, invia la richiesta al Presidente James Heller (William Devane) per l’immunità. Kate, però, irrompe nell’infermeria dove stanno medicando la mano di Navarro, ferito durante l’interrogatorio, e minaccia di ucciderlo se non dirà come trovare il dispositivo; arriva anche Jack, che tenta di convincerla a desistere, ma Navarro, messo alle strette, confessa di aver applicato un segnalatore sul congegno e rivela il codice per rintracciarlo. Jack lo comunica immediatamente al tecnico della CIA: era tutta una messinscena per farlo confessare.
Parallelamente, Cross e Chloe raggiungono il covo, ma trovano tutti morti. Il responsabile è Cheng Zhi (Tzi Ma): era lui il contatto cinese di Cross, e ora costringe Chloe a ristabilire la configurazione originaria del dispositivo, in modo che possa violare tutti i sistemi militari del mondo. Poi uccide Cross – che nel frattempo aveva rivelato a Chloe che suo marito e suo figlio erano davvero morti in un incidente, non uccisi dalla CIA – e infine utilizza il dispositivo per dare ordine a un sommergibile americano di affondare la portaerei cinese che sta raggiungendo il Mediterraneo. Il sommergibile spara, e la nave esplode.
Jack e Kate stanno seguendo il segnale, ma vengono attaccati da alcuni agenti russi, informati della posizione di Jack da Mark Boudreau (Tate Donovan), preoccupato che sua moglie Audrey (Kim Raver) provi ancora qualcosa per lui…

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Il terzultimo episodio di 24: Live Another Day è quello che scopre le carte, svelando la reale natura della minaccia globale: per otto puntate abbiamo seguito la caccia a Margot Al-Harazi, convinti che fosse lei il grande antagonista della miniserie, ma la sua prematura dipartita ha dimostrato che ci sbagliavamo, e ora il vero nemico si ripresenta in tutta la sua ferocia. Cheng Zhi è stato uno dei più pericolosi avversari di Jack Bauer – lo ha persino tenuto prigioniero e torturato in Cina per quasi due anni – e adesso riaffiora come la mente criminale dietro alla costruzione del dispositivo, o meglio, dietro alla sua commissione. Se Adrian Cross si rivela essere un illuso utopista, mosso da intenzioni teoricamente buone (seppure irrealizzabili secondo i suoi desideri), Cheng sembra invece un diabolico calcolatore, ansioso d’innescare la terza guerra mondiale per fini ancora incomprensibili; è chiaro, comunque, che non lavora più direttamente per il suo paese, dato che utilizza il dispositivo per spingere un sommergibile americano ad affondare la portaerei cinese. Evidentemente, ritiene di poter trarre determinati vantaggi – economici, ideologici e/o politici – da una situazione di conflitto globale. Suscita qualche dubbio il fatto che il capitano del sommergibile esegua un ordine così grave e inaspettato senza una conferma via radio, ma non conosco il funzionamento delle catene di comando nell’esercito americano, quindi non saprei dire se si tratti di un comportamento verosimile o di una forzatura narrativa. Suona un po’ goffo, piuttosto, il passaggio in cui Adrian svela a Chloe di essere entrato in possesso di alcuni documenti che provano che la morte dei suoi cari non sia stata il frutto di un attentato dei servizi segreti, ma di un “semplice” incidente automobilistico: è ovvio che una serie fondamentalmente conservatrice (e velatamente reazionaria) come 24 non voglia lasciare l’ombra del dubbio sull’operato delle istituzioni, ma tenda a scagionarle, e se mai ad attribuire la colpa all’azione dei singoli. A tal proposito, Steve Navarro e Mark Boudreau rappresentano proprio le classiche “mele marce”, ma vengono ritratti come casi isolati, per quanto deprecabili. Boudreau, in particolare, è un vero disastro, e la sua diffidenza nei confronti di Jack lo porta a compiere scelte paradossalmente autolesioniste.

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L’episodio, come sempre, è godibile e ben ritmato, anche se la miniserie ha tardato un po’ troppo per raccontarci il tragico destino del marito di Kate, della cui sorte apprendiamo solo in questa puntata. Ben piazzato, invece, l’attacco alla portaerei cinese, citata distrattamente già all’inizio della stagione, e ora rivelatasi come un importante snodo narrativo della trama. Curioso che gli antagonisti siano sempre quelli “storici”, russi da una parte e cinesi dall’altra, ma Jack Bauer è pur sempre l’emblema dell’eroe americano, strenuo difensore della patria e catalizzatore di valori tipicamente statunitensi, come la lealtà verso il proprio Paese, l’amore per la Famiglia e lo spirito d’iniziativa individuale da self made man, anche quando significa agire in missione senza il consenso delle istituzioni. Scommettiamo che, con queste premesse e l’aiuto di Kate “Jackie Bauer” Morgan, riuscirà a fermare la terza guerra mondiale?

La citazione: «Posso assicurarti che l’immunità è fuori dal tavolo delle trattative, ma la tua mano non lo è!»

Ho apprezzato: il buon ritmo dell’episodio; il ritorno di Cheng; il colpo di scena dell’affondamento della portaerei.

Non ho apprezzato: la goffaggine di un paio di passaggi narrativi.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di 24: Live Another Day sul nostro Episode39 a questo LINK.

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