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Silicon Valley, la recensione del season finale: Optimal Tip-to-Tip Efficiency

Di Lorenzo Pedrazzi

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La prima stagione di Silicon Valley chiude il cerchio con Optimal Tip-to-Tip Efficiency, episodio che dimostra il grande potenziale di Richard, ma anche la sua fragilità intrinseca…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

In seguito all’aggressione di Erlich (T.J. Miller) da parte di un giurato, Pied Piper viene ammessa alle finali del TechCrunch Disrupt, la gara per le start-up che si svolge a San Francisco. Gavin Belson (Matt Ross), però, stupisce tutti con il suo sistema di compressione, il cui punteggio Weissman (un test che valuta la qualità dei sistemi di compressione basandosi sulla conservazione dei valori originali nel file compresso) è pari a quello di Pied Piper, ma con l’aggiunta di molti servizi correlati che arricchiscono l’offerta. Richard (Thomas Middleditch) si sente sconfitto in partenza, e Jared (Zach Woods) – che non dorme da giorni – comincia a elaborare bizzarre alternative su cui concentrare gli obiettivi della società. La sera che precede la presentazione, però, i ragazzi si perdono in una discussione su come Ehrlich potrebbe riuscire a masturbare tutta la platea della gara in soli dieci minuti (!), e Richard, in qualche modo “ispirato” da questi discorsi, ha un’idea, e si chiude in camera a lavorare. Il mattino seguente, i ragazzi trovano Pied Piper completamente rinnovato: Richard ha riscritto ogni cosa, ed è intenzionato a gestire lui stesso la presentazione per illustrare le novità. Davanti allo stupore di tutti, compresa Monica (Amanda Crew), Richard spiega che ha elaborato una soluzione innovativa per comprimere i file, e questo sistema gli permette di raggiungere un punteggio di 5.2 nel test di Weissman, il più alto mai registrato! La vittoria, schiacciante, è di Pied Piper, che quindi si prepara al grande lancio per diventare una società di proporzioni considerevoli… ma Richard saprà reggere lo stress?

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Chiudendo una prima stagione di soli otto episodi, Silicon Valley costruisce l’epilogo con la consueta intelligenza, optando per un’efficace struttura circolare: se la prima puntata ci aveva raccontato la crisi di Richard davanti a una scelta decisiva (prendere i dieci milioni di Gavin Belson o accettare il supporto di Peter Gregory per fondare una propria società), nel finale assistiamo invece alla sua reazione – altrettanto critica – di fronte alla prospettiva di veder crescere Pied Piper a livelli spropositati, assumendosi oneri e responsabilità di gran lunga maggiori. È un percorso di luci e ombre, come la stessa personalità di Richard. Lo show ha spesso insistito sul suo senso d’inadeguatezza, sulle sue imbarazzanti lacune sociali, ma quest’ultimo episodio ne mostra anche l’indubbio talento che sfiora il genio, collocandolo nel solco dei celebri magnati della Silicon Valley; in fondo, la serie stessa non fa che narrare – e satireggiare – la genesi di una tipica società di Palo Alto, che comincia con due computer in una cantina e sfocia in una multinazionale da svariati miliardi di dollari.

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Sul piano dell’umorismo, Optimal Tip-to-Tip Efficiency non raggiunge i vertici dello show (anche perché concentra l’attenzione sulle meccaniche della vittoria), ma riserva comunque qualche buon momento, principalmente grazie a Jared: il ragazzo, lo sguardo sempre più spiritato per la mancanza di sonno, si affanna per rendersi utile dopo le frustrazioni della scorsa puntata, e sottopone i passanti a folli sondaggi per trovare la nuova anima di Pied Piper, finendo per essere fermato – e poi subito rilasciato – dalla polizia. Da ricordare, però, è anche il simposio “scientifico” sulla tecnica di masturbazione che permetterebbe a Ehrlich di soddisfare tutta la platea maschile della gara in soli dieci minuti, che accende le intuizioni di Richard grazie a una bizzarra associazione d’idee. Molti particolari tecnici restano oscuri (il protagonista non ci spiega esplicitamente come funziona il suo nuovo sistema di compressione), e il test di Weissman è pura invenzione (l’hanno creato alcuni ingegneri della Stanford University), ma questo non pregiudica il valore satirico dell’episodio (o dello show), la cui importanza non sta nel dettaglio ma nella visione d’insieme. Nella prossima stagione scopriremo come proseguiranno le avventure di Richard, e capiremo se il potenziale flirt con Monica, adombrato in questa puntata, germoglierà in qualcosa di più concreto. Di sicuro, non vedremo più Peter Gregory: l’attore Christopher Evan Welch, bravissimo a ritrarre nevrosi e fobie del miliardario, è scomparso lo scorso dicembre, ma il personaggio non verrà assegnato a un altro interprete. La sua presenza sarà avvertibile solo dietro le quinte, attraverso Monica, ed è giusto così.

La citazione: «Qualcuno potrebbe prendersi il merito delle tue idee e farti causa, non è meraviglioso?»

Ho apprezzato: le bizzarre interviste di Jared; la discussione “scientifica” sulla masturbazione; l’intuizione di Richard; il potenziale flirt fra lui e Monica.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Silicon Valley sul nostro Episode39 a questo LINK.

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