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Penny Dreadful, la recensione del quinto episodio: Closer Than Sisters

Penny Dreadful, la recensione del quinto episodio: Closer Than Sisters

Di Lorenzo Pedrazzi

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Closer Than Sisters, quinto episodio di Penny Dreadful, è costruito attraverso un singolo flashback che racconta il passato di Vanessa Ives e il suo rapporto con Mina Murray

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Vanessa Ives (Eva Green) rimembra la sua infanzia trascorsa al fianco di Mina Murray (Olivia Llewellyn): le due bambine abitavano in ville confinanti, ed erano amiche per la pelle. Vanessa passava molto tempo a casa di Mina, ascoltando i racconti avventurosi di suo padre Malcolm (Timothy Dalton) e chiacchierando con suo fratello Peter. Dentro di sé, la ragazzina sentiva però una presenza oscura e misteriosa, che cresceva con il trascorrere degli anni, e cominciò a manifestarsi apertamente quando Vanessa scoprì sua madre e Malcolm che facevano l’amore nel labirinto della tenuta dei Murray. Giunte all’adolescenza, le due amiche mostrarono caratteri speculari: Mina era più dolce, Vanessa più spregiudicata, eppure Mina aveva conosciuto il “tocco di un uomo” prima di lei, suscitando la sua invidia. Vanessa, d’altra parte, era innamorata di Peter, di quella innata debolezza che lo distingueva da suo padre, ma il ragazzo non sembrava a suo agio nelle situazioni d’intimità. Frustrata, confusa, guidata dalla presenza oscura che aveva risposto alle sue preghiere, Vanessa sedusse il fidanzato di Mina prima delle nozze, provocando la disperazione dell’amica. Fu quindi cacciata dalla casa dei Murray, e cominciò a soffrire di uno strano male che i medici imputarono all’isteria, ma che non aveva radici né fisiologiche né psicologiche. Rinchiusa in un manicomio, sottoposta a trattamenti orribili, Vanessa tornò a casa in stato semi-catatonico, ma si risvegliò quando Peter andò a trovarla, solo per ottenere un bacio d’addio e per annunciargli che sarebbe morto in Africa. La ragazza ricevette però anche la visita del demonio in persona (o Amon-Ra?) con le fattezze di Sir Malcolm, che ebbe con lei un inquietante rapporto sessuale, di fronte a cui sua madre, terrorizzata, morì per lo shock. Pur conservando sempre qualcosa di oscuro dentro di sé, Vanessa tentò un cammino di redenzione: Mina le apparve in una visione, rivelandole di essere sotto il controllo di un imprecisato “padrone”, e chiedendole aiuto. Fu a quel punto che Vanessa unì le forze con Sir Malcolm per salvarla… ma, se è vero che Malcolm ama abbastanza sua figlia da fare tutto il possibile per soccorrerla, Vanessa invece, come confessa alla fine, l’ama abbastanza da spingersi fino a ucciderla, poiché ritiene che sia ormai troppo tardi per salvarla.

Episode 105

Con la sua consueta – e diciamo pure anarchica – imprevedibilità, Penny Dreadful può concedersi il lusso di dedicare un intero episodio all’antefatto narrativo della serie: Closer Than Sisters, in effetti, ne costituisce il prequel, e ci fornisce un lume per orientarci nei risvolti più bui della trama, giustificando l’alleanza fra Vanessa e Sir Malcolm e raccontandoci l’origine dei coni d’ombra che si proiettano costantemente sul volto della donna. Pare di assistere a un film in miniatura, una vicenda d’innocenza corrotta che mescola Jane Campion ed Edgar Allan Poe, addentrandosi nell’intimità di una ragazza che viene turbata da un male inconoscibile, intangibile, a cui non si può nemmeno attribuire una forma precisa (se non quella delle sue manifestazioni terrene: la lussuria, il panico, la follia, l’orrore). Nel paradosso di questo rapporto affettivo risiede la genesi della sofferenza: Vanessa è la più spregiudicata, la più passionale, la più istintiva, eppure le gioie dell’amore fisico le restano sconosciute, mentre la dolce Mina, figlia perfetta con un futuro perfetto, le scopre ben prima di lei, infiammando una gelosia che travalica i valori della complicità e dell’amicizia tra “sorelle”. Perennemente in bilico tra il peccato e la colpevolizzazione dello stesso (è cresciuta in una famiglia molto religiosa), Vanessa precipita nella spaventosa spirale della detenzione psichiatrica, subendo trattamenti disumani che sfociano in sequenze piuttosto inquietanti, dove il rigore stilistico delle inquadrature e il vuoto desolante del manicomio restituiscono un senso di profonda disperazione, di ansia soffocante. Anche quando il demonio – o Amon-Ra, o chiunque egli sia – le offre la possibilità di voltare e spalle a quel mondo oscuro che ha sconvolto la sua vita, Vanessa rifiuta, e si abbandona tra le braccia del male, lasciandosi penetrare (non solo in senso figurato) dalla sua forza corruttrice. Soltanto la morte della madre sembra restituirle lucidità; quella, e la richiesta di aiuto da parte di Mina.

Episode 105

Anche stavolta, com’era già accaduto con la scena della possessione nel secondo episodio, Eva Green può recitare a briglia sciolta, favorendo un’interpretazione schizofrenica e sopra le righe che, francamente, le riesce molto bene, anche perché l’attrice dimostra di saper sfumare la metamorfosi del suo personaggio in modo graduale, pur conservando sempre un barlume di ambiguità nei suoi occhi celesti. Ambiguità confermata dal finale: scopriamo infatti che, mentre Sir Malcolm è convinto di poter salvare sua figlia, Vanessa ritiene invece che sia troppo tardi, e ha intenzione di ucciderla per liberarla dal giogo del suo “padrone”. Prima o poi, la diversità dei loro obiettivi li porterà allo scontro.

La citazione: «Sei sempre stata attratta da quell’oceano profondo, da quei mormorii oscuri. Dallo specchio dietro agli occhi di vetro. Da una vita vissuta appieno. E vorresti chiudere quella porta porprio ora?»

Ho apprezzato: la rivelazione dell’antefatto; la costante ambiguità di Vanessa; l’interpretazione di Eva Green; le sequenze nel manicomio.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Penny Dreadful sul nostro Episode39 a questo LINK.

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