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Non è vero ma ci credo! La maledizione di The Omen e il fantasma di Tre scapoli e un bebè

Non è vero ma ci credo! La maledizione di The Omen e il fantasma di Tre scapoli e un bebè

Di Filippo Magnifico

Omen Scpoli Leggenda

Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alle leggende metropolitane di Hollywood. Oggi parliamo di produzioni particolarmente sfortunate e di inquietanti presenze avvistate sul set. Storie inquietanti, che hanno contribuito al successo di determinate pellicole e sono arrivate fino ai giorni nostri…

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LA MALEDIZIONE DI THE OMEN

The Omen è passato alla storia come una delle produzioni più sfortunate di tutti tempi, a tal punto che in molti hanno pensato che quel film, diretto nel 1976 da Richard Donner, avesse in qualche modo dato fastidio a qualcuno, o per meglio dire qualcosa: un essere soprannaturale e molto vicino a quel bambino demoniaco, figlio dello stesso Satana, protagonista della pellicola. Effettivamente gli eventi inspiegabili che hanno tormentato la lavorazione di The Omen sono particolarmente inquietanti.

Cominciamo con gli aeroplani. Durante il tragitto di andata e ritorno dall’Inghilterra, i voli (separati) del protagonista Gregory Peck e del produttore Mace Neufeld sono stati colpiti da un fulmine. Al produttore Harvey Bernhard è andata leggermente meglio, dato che il suo aereo è stato solo sfiorato da un fulmine. Un altro aeroplano era invece stato noleggiato dallo studio per effettuare alcune riprese aeree, ma non fu utilizzato per dei cambi di programma. Lo stesso aereo è precipitato subito dopo il decollo e nell’incidente sono morte tutte le persone a bordo.

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Coincidenze? Forse, ma gli eventi sfortunati non si concludono qui: sempre durante la lavorazione un ristorante prenotato da Neufeld e Peck è stato vittima di un attacco terroristico dell’IRA, come anche l’Hotel di Neufeld. Un domatore di leoni è morto dopo essere stato aggredito dai suoi stessi animali. Lo stuntman Alf Joint, impegnato su un altro set, è quasi morto durante le riprese di una scena (un incidente particolarmente sospetto, dato che sembra che sia stato spinto da un edificio prima del previsto).

Non vi basta? Dopo aver lavorato in The Omen, l’artista degli effetti speciali John Richardson (che ha realizzato le scene dell’impiccagione della bambinaia e della decapitazione del fotografo) si trovava in Belgio per le riprese del film Quell’ultimo ponte. Rimase coinvolto in un grave incidente d’auto con la sua compagna Liz Moore, che morì decapitata. Stando alla testimonianza dello stesso Richardson, un cartello stradale posto sul luogo della sciagura indicava 66.6 km per la città olandese di Ommen. 666, il numero del demonio.

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E questo riguarda il 1976, anno delle lavorazione del film, ma la maledizione di The Omen si è protratta anche fino ai giorni nostri? Risulta molto interessante il caso di David Sycamore, che nel 2008 è stato ucciso dalla polizia di fronte alla Cattedrale di Guildford. L’uomo, da tempo malato di depressione, aveva con sé un’arma, che solo successivamente si è scoperto essere finta. È proprio nella Cattedrale di Guildford che è ambientata la scena della morte (causata da colpi di pistola) del personaggio interpretato da Gregory Peck.

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Nonostante la maledizione di The Omen sia indubbiamente inquietante, cerchiamo di analizzare il tutto da un punto di vista razionale: non è poi così impossibile, ad esempio, che un aereo di linea venga colpito da un fulmine, anzi, avviene più spesso di quanto si possa pensare (la struttura stessa dei velivoli è concepita in modo tale da assorbire i colpi). Se due aerei effettuano la stessa tratta con le medesime condizioni climatiche le probabilità che ciò accada in tutti e due i casi sono molto elevate.

Le probabilità, invece, erano decisamente contrarie ad Alf Joint nel momento in cui è caduto da quell’edificio. In questo caso possiamo benissimo dire che sia stato graziato, dato che è sopravvissuto. La stessa benedizione che è toccata alla troupe del film nel momento in cui si è deciso di non utilizzare l’aereo precipitato per le riprese. Un domatore di leoni divorato dai suoi stessi animali? Provate a fare una ricerca simile su Google e date un’occhiata a quanti casi ci sono! I bombardamenti dell’IRA? Era il 1975, ed erano molto frequenti. Certo rimangono senza spiegazione le coincidenze relative all’incidente di John Richardson, in questo caso risulta molto difficile pensare che il Maligno non ci abbia messo il suo zampino!

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IL FANTASMA DI TRE SCAPOLI E UN BEBÈ

Non solo i film horror sono soggetti a maledizioni o sono teatro di eventi inspiegabili. Anche una semplice commedia come Tre Scapoli e un Bebè, diretta nel 1987 da Leonard “Spock” Nimoy, è legata ad un’inquietante leggenda metropolitana, che ha garantito al film una fama che va decisamente oltre i suoi meriti cinematografici. Ma lasciamo che siano le immagini a parlare, ecco dunque il video incriminato:

Ora cerchiamo di approfondire la leggenda: sembra infatti che durante la lavorazione del film le telecamere abbiano immortalato nascosto dietro una tenda un fantasma. La scena è decisamente di impatto, soprattutto se si conta che si tratta di un’unica inquadratura: sembra sul serio che nessuno sul set si sia reso conto di quella sagoma.

Ma chi sarebbe questo presunto fantasma? Lo spirito tormentato di un bambino di nove anni, morto suicida nello stesso appartamento dove è stata girata la scena. Analizzandola è possibile notare la sagoma di un fucile (l’arma con il quale sarebbe stato commesso il suicidio) la prima volta che la telecamera passa di fronte alla tenda e successivamente il bambino in questione.

Si dice che la madre del giovane una volta riconosciuto il figlio sul grande schermo abbia chiesto alla produzione di cancellare quella sagoma dal film. Secondo altre versioni la donna sarebbe impazzita dopo averlo visto, ma qual è la verità?

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Anche in questo caso è molto semplice: l’appartamento teatro dell’orribile suicidio non è mai esistito, tutte le scene in interni di Tre Scapoli e un Bebè sono state girate in dei teatri di posa, con delle scenografie costruite per l’occasione. E la sagoma? Non è altro che un cartonato di Jack Holden, uno dei tre scapoli del titoli, dimenticato sul set. Quel cartonato era stato realizzato per una sequenza che non è mai finita nel montaggio finale.

Nessuno conosce l’origine di questa leggenda, ma una cosa è certa: le voci si sono sparse subito dopo l’uscita in home video del film. C’è chi dice che siano stati gli stessi distributori a crearla, in modo tale da aumentare la curiosità nei confronti della pellicola. Cosa che effettivamente è accaduta: il successo di Tre Scapoli e un Bebè è andato ben oltre le aspettative, dando luogo addirittura ad un sequel. Da tempo si parla anche della realizzazione di un terzo capitolo, anche se per il momento non esistono conferme. D’altronde, cosa c’è di più diabolico del marketing?

Qui sotto trovate i precedenti articoli della rubrica “Non è vero ma ci credo!”

10 leggende urbane di Hollywood
Le maledizioni di Superman e Poltergeist

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