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Asia Argento, la scarlet diva ribelle e incompresa in 9 curiosità

Asia Argento, la scarlet diva ribelle e incompresa in 9 curiosità

Di Valentina Torlaschi

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Più conosciuta per il suo percorso d’attrice e per il suo carattere indomabile che non per la sua carriera da director, il mese scorso Asia Argento ha portato al Festival di Cannes, nella sessione collaterale del Un Certain Regard, il suo terzo film da regista dopo gli acidi e surreali Scarlet Diva e Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. La pellicola in questione va sotto il titolo di Incompresa ed è ora arrivata nelle nostre sale.

Dagli echi fortemente autobiografici, Incompresa racconta di una bambina di 9 anni, Aria, la cui giovinezza, ben lungi dall’essere un periodo spensierato dell’esistenza, è marchiata dal dolore profondo per la separazione dei genitori. E soprattutto dall’idea di non essere amata da loro; almeno non quanto vorrebbe lei. Rimbalzata da una casa all’altra, dalla madre al padre e viceversa (due artisti eccentrici ed evanescenti troppo preoccupati alle loro carriere per ricordarsi di avere una figlia), presa in giro dai giovani compagni di scuola e derisa dai molti adulti che incontra, Aria si trova spesso sola per strada, anima randagia che vaga nella città di notte…

Figlia d’arte del maestro del brivido Dario Argento e dell’attrice Daria Nicolodi (icona-dark lady del cinema horror degli anni ’70-80), Asia Argento continua a ripetere che Incompresa non è un film autobiografico (“avrei fatto un documentario sennò!”) ma è d’altro canto evidente che la regista abbia voluto riecheggiare in questa pellicola certi sentimenti e atmosfere della propria infanzia. Ecco alcune curiosità sul film e sul’autrice:

• La giovane protagonista di Incompresa si chiama Aria che è anche il secondo nome di Asia Argento (il cui nome completo è Asia Aria Anna Maria Vittoria Rossa Argento)

• Nelle note di regia pubblicate sul press-book del film, Asia Argento ha scritto di avere avuto due registi come fonte d’ispirazione ovvero Bergman e Truffaut: “Se a Bergman ho “rubato” le strutture drammaturgiche è a Truffaut – da I quattrocento colpi, per la precisione – che mi ispiro per ritrarre il rapporto della bambina con la città. Roma ­‐ come la Parigi di Antoine Doinel ‐ è la foresta incantata in cui si realizzano fughe, in cui trova il senso della parola libertà. Girovagare nei quartieri della città da soli era un lusso che esisteva negli anni ’80, noi della mia generazione lo ricordiamo bene, ma oggi si è completamente perso.

• Asia Argento ha voluto fortemente Charlotte Gainsbourg nel film perché, oltre ad essere una delle migliori attrici in circolazione, è come lei una figlia d’arte nata da due genitori importanti-ingombranti (il cantautore francese Serge Gainsbourg e l’attrice inglese Jane Birkin).

• Nel cast del film c’è anche Anna Lou, la figlia 12enne che Asia ha avuto dalla relazione con Morgan. Anna Lou veste i panni di Donatina (foto sotto), una delle sorellastre della protagonista Aria che la mamma (Charlotte Gainsbourg) ha avuto da un precedente matrimonio.

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• La fotografia e i colori del film si sono rifatti alla particolare grana, colori e consistenza visiva delle Polaroid anni ’80: “ho voluto che questo film avesse la forma di un album di ricordi, di Polaroid:­ è questo lo spunto a cui io e Nicola Pecorini, il direttore della fotografia, ci siamo ispirati”.

• Asia Argento ha detto di aver scritto il personaggio del padre di Aria, un attore di scarso successo, dal bell’aspetto e scaramantico a livelli patologici, in un certo senso proprio pensando a Gabriel Garko perché lui “è un ragazzo semplice, coi piedi per terra e anche molto buffo. Purtroppo al giorno d’oggi, in Italia, se finisci a fare televisione, è difficile che ti chiamino al cinema, che ti vogliono i grandi autori. Prima non era così, si pensi a Franco Nero e Giuliano Gemma”.

• Oltre che aver dirette 3 lungometraggi, Asia Argento è stata regista anche di diversi videoclip in particolare per l’amica Loredana Bertè ma anche per artisti internazionali come Marilyn Manson per s(AINT).

• Oltre che nel titolo, Incompreso – Vita col figlio di Luigi Comencini viene citato esplicitamente facendone vedere una spezzone in tv.

• Asia Argento si ostina a dire che Incompresa non è un film autobiografico, però, come epilogo, fa dire alla sua protagonista: “Se vi ho raccontato tutto questo non è per fare la vittima, ma perché mi conosciate meglio e magari siate più gentili con me”.

Be’, noi il film lo abbiamo visto e sinceramente lo abbiamo trovato sì un film molto imperfetto, ingenuo, spesso esagerato nella caricatura dei personaggi, ma con una riuscita ricostruzione degli anni ’80 e soprattutto un film molto sincero, senza veli e ricco di vita vera. Un film autentico, verace, a tratti anche molto divertente in cui la sua regista si è messa a nudo mettendo la macchina da presa ad altezza bambino. Se poi non vi interessa conoscere bene questa regista e non volete essere gentili con lei, be’, nulla di grave, Asia sa bene come rispondervi…

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