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24: Live Another Day, la recensione del settimo episodio: 5:00 – 6:00 P.M.

24: Live Another Day, la recensione del settimo episodio: 5:00 – 6:00 P.M.

Di Lorenzo Pedrazzi

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Settimo episodio per 24: Live Another Day, che copre l’arco temporale fra le cinque e le sei del pomeriggio: Jack Bauer e Kate Morgan devono proteggere Simone dalla furia vendicativa di sua madre…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Jack Bauer (Kiefer Sutherland) e Kate Morgan (Yvonne Strahovski) scoprono che Simone (Emily Berrington) è ricoverata in ospedale, quindi richiedono il supporto della polizia inglese per mettere in sicurezza il suo reparto. Il Presidente James Heller (William Devane) parla con il Primo Ministro britannico, e ottiene la sua completa collaborazione. Nel frattempo, però, Margot Al-Harazi (Michelle Fairley) ha scoperto dove si trova la figlia, e ha incaricato un suo uomo di verificarne le condizioni; non appena quest’ultimo viene a sapere che gli americani conoscono l’identità della ragazza (e che era pronta a tradire la missione per salvare la sorella e la nipote di Naveed), Margot ordina un attacco missilistico sull’ospedale, che viene colpito proprio durante l’evacuazione. Jack e Kate fuggono in auto con Simone, ma il drone – manovrato dal fratello della ragazza – continua a inseguirli, lanciando a vuoto tre missili prima di finire le munizioni. Jack chiede a Kate di portare Simone alla base operativa della C.I.A., poi si reca a un incontro segreto con il Presidente, che intanto ha deciso di consegnarsi spontaneamente a Margot per evitare ulteriori massacri. Parallelamente, Chloe (Mary Lynn Rajskub) è dovuta fuggire con il portatile perché braccata dalla polizia, mentre Steve Navarro (Benjamin Bratt) ha fatto in modo che Jordan Reed (Giles Matthey) cadesse in una trappola per impedirgli di recuperare le prove che discolperebbero il marito di Kate… il tutto su richiesta del suo oscuro interlocutore, che scopriamo essere Adrian Cross (Michael Wincott). Il ragazzo, però, si salva dall’agguato.

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Finora, si tratta senza dubbio dell’episodio più spettacolare: Jack Bauer fugge per le strade di Londra inseguito da un drone che lo bersaglia di missili (!), ma riesce a cavarsela grazie a una combinazione di astuzia, spregiudicatezza e buona sorte. L’inseguimento è scalpitante e tesissimo, così come l’intera puntata, che sintetizza con efficacia la formula dello show: l’unità temporale racchiude tanti segmenti autoconclusivi, ognuno dei quali costituisce una lotta contro il tempo per raggiungere un determinato obiettivo “secondario”. In questo modo, Jack è obbligato a non fermarsi mai, poiché ogni sua “sottomissione” ha una scadenza da rispettare o un ultimatum da contrastare, alzando inevitabilmente il ritmo dell’azione (anche a scapito della verosimiglianza, talvolta). In questo caso, poi, c’è un nemico meglio equipaggiato e apparentemente implacabile, che si prende addirittura la libertà di sfruttare uno strumento bellico per uccidere una singola persona, emulando l’operato delle alte gerarchie militari a cui quello stesso strumento è stato sottratto. La devastazione che provoca sembra finalmente donare un minimo di consapevolezza a Simone, che si rende conto della gravità delle sue azioni e – con tutta probabilità – comincerà a collaborare.

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Non deve sorprendere la rivelazione su Adrian Cross, personaggio che sin dall’inizio ha goduto di cattiva luce. Una serie come 24: Live Another Day tende a privilegiare l’onestà delle istituzioni sulla ribellione anarchica, l’affidabilità del “sistema” sulla contestazione no-global, e quando il marcio è presente all’interno degli organi governativi – emblematici gli esempi di Mark Boudreau e Steve Navarro – si tratta sempre di casi singoli, di eccezioni. Di conseguenza, una figura come quella di Adrian viene relegata alla funzione di antagonista, rispecchiando la diffidenza del “sistema” (e forse della gran parte dell’opinione pubblica) rispetto a personaggi reali come Mark Snowden, Julian Assange e altri ancora. Le iniziative del singolo sono ben accette, ma soltanto quando agisce per il bene delle istituzioni, non per la loro demolizione: basti pensare a Jack, Kate e Jordan, tutti disposti ad agire di testa propria, anche trasgredendo agli ordini di un superiore, ma soltanto per servire meglio quel paese che hanno giurato di difendere… senza nemmeno risparmiarsi le maniere forti (Jack docet), se tornano utili per un bene superiore.

La citazione: «Odio queste persone. Credono sempre ci sia qualcosa che possa giustificare ciò che fanno.»

Ho apprezzato: la tensione costante; la sequenza dell’inseguimento.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di 24: Live Another Day sul nostro Episode39 a questo LINK.


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