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24: Live Another Day, la recensione del sesto episodio: 4:00 – 5:00 P.M.

24: Live Another Day, la recensione del sesto episodio: 4:00 – 5:00 P.M.

Di Lorenzo Pedrazzi

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Sesto episodio per 24: Live Another Day, che copre l’arco temporale fra le quattro e le cinque del pomeriggio: Jack Bauer torna in azione con Kate Morgan, ma il suo piano li metterà entrambi in grave pericolo…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Jack (Kiefer Sutherland) viene autorizzato a tornare in azione dal Presidente James Heller (William Devane), a corto di risorse dopo l’imboscata in cui sono caduti gli uomini della CIA, e ormai sfuduciato dal Primo Ministro britannico che ha segretamente scoperto la sua malattia. Jack chiede quindi che gli venga assegnata Kate Morgan (Yvonne Strahovski), e le spiega il suo piano: dovranno rivolgersi a Karl Rask – un trafficante d’armi che fa affari con Margot Al-Harazi (Michelle Fairley), e con cui Jack ha lavorato negli ultimi anni – per introddure un virus nel suo computer che permetta a Chloe (Mary Lynn Rajskub) di risalire a qualche indizio sul covo in cui si nasconde la terrorista. Per farlo, però, Jack dovrà fingere di consegnare Kate nelle mani di Rask, accusandola di essere il contatto presso la CIA dell’uomo che lavorava con lui. Le cose si mettono male quando gli scagnozzi di Rask cominciano a torturare Kate per farla parlare, e Jack viene messo sotto torchio dal trafficante, ma l’intervento di una squadra speciale dell’MI6, inviata dal Primo Ministro in persona, evita il peggio per i due agenti, mentre Chloe trova qualcosa che potrebbe ricondurli a Margot. Nel frattempo, quest’ultima incarica sua figlia Simone di recarsi dalla sorella di Naveed per capire se sappia qualcosa dell’operazione, ed eventualmente ucciderla. La donna, che ha una figlia piccola, non sa nulla, ma Margot le vuole morte entrambe per non correre alcun rischio. Simone cerca di avvertirle, ma uccide involontariamente la sorella di Naveed nel corso di una colluttazione, e viene poi investita da un autobus mentre insegue la figlia per le strade di Londra. Parallelamente, Steve Navarro (Benjamin Bratt) comunica a un misterioso interlocutore che Jordan Reed (Giles Matthey), il tecnico informatico della CIA nella capitale inglese, potrebbe presto scoprire le false prove che sono state piazzate per incolpare il marito di Kate…

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Jack Bauer riconquista l’epicentro dell’azione, e i risultati si vedono: il sesto episodio di 24: Live Another Day è tesissimo e scalpitante, forse il più ricco di suspense fra quelli che abbiamo visto finora, soprattutto grazie alla buona costruzione del finale: Kate Morgan viene torturata dagli uomini di Rask mentre Jack subisce l’interrogatorio del trafficante, e la situazione sembra davvero volgere al peggio, ma l’irruzione dell’MI6 – che inizialmente parrebbe compromettere l’operazione – salva entrambi gli agenti, anche se poi Rask si fa saltare in aria e Jack deve intervenire per prestare soccorso ai britannici feriti. Ma se questa sequenza è indubbiamente efficace, a non convincere sono gli espedienti narrativi che la giustificano. I trascorsi di Jack e Rask sono un po’ contorti, forzati, e gli escamotage che portano alla soluzione della vicenda appaiono poco credibili; anche se, certo, in un contesto di tal genere le forzature sono la norma, in televisione come al cinema, e 24 non differisce dalla media. Il fatto stesso che Jack venga rimesso sul campo – peraltro, come da sua richiesta, senza alcun tipo di sorveglianza – è francamente inverosimile, pur all’interno di una situazione emergenziale come quella che sta affrontando il Presidente Heller. Non stupisce che il Primo Ministro britannico decida di fare di testa sua, contrastando timidamente la soggezione nei confronti dell’alleato americano.

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Poi, che Margot Al-Harazy fosse dispotica, cinica e spietata era ormai noto, e le sue azioni in questo episodio non fanno che rimarcarlo, dato che non si fa scrupoli a ordinare l’omicidio di due persone innocenti, compresa una bambina. I tentennamenti della succube figlia Simone potrebbero però trasformarla in una risorsa per Jack e Kate, anche se la ragazza ha già dimostrato di essere molto fedele a sua madre (o forse, più semplicemente, terrorizzata da lei). Intanto, anche Mark Boudreau è nei guai: ha falsificato la firma del Presidente sul documento che autorizzava la consegna di Jack ai russi, ma ora è stato costretto a temporeggiare con il vice-ministro degli esteri di Mosca, ritratto in un modo losco e stereotipato che sembra attingere ancora ai cliché della Guerra Fredda. Il colpo di scena della puntata riguarda però Steve Navarro: è stato lui a incastrare il marito di Kate, accusandolo di aver venduto informazioni riservate, e dietro le sue spalle agisce un misterioso burattinaio. Chiunque sia, la sua presenza contribuisce a vivacizzare una trama che, altrimenti, sembrava povera di misteri.

La citazione: «Signor Boudreau, se arriverò vivo a stasera – cosa fra l’altro assai improbabile – andrò dritto in prigione. Sono l’ultima cosa di cui lei si deve preoccupare.»

Ho apprezzato: il buon ritmo dell’episodio; la tensione della sequenza della tortura; la rivelazione del tradimento di Navarro.

Non ho apprezzato: qualche forzatura narrativa; il ritratto del vice-ministro russo.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di 24: Live Another Day sul nostro Episode39 a questo LINK.

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