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Wolfenstein The New Order: La Recensione del Videogame

Di Fabrizio Tropeano

Wolfenstein-The-New-Order

Difficile cominciare la recensione di Wolfenstein The New Order perchè di primo istinto verrebbe da scrivere della storia del brand che ha dato i natali al genere dei first person shooter. Dall’altra però, la produzione di Bethesda, a parte il nome, il genere di appartenenza e la “nemicaglia” nazista da combattere ha ben poco con cui spartire con il titolo originale ed i precedenti reboot/remake.

The New Order è il titolo di debutto di MachineGames, team svedese nato dalla ceneri di Starbreeze, che ci vede in un passato alternativo, negli anni ’60 per la precisione, in un mondo dove i nazisti, grazie a delle tecnologie avanzate misteriose, hanno vinto la seconda guerra mondiale ed hanno conquistato l’intero pianeta. Il nostro alter ego digitale, il soldato a stelle e strisce William BJ Blazkowicz, è rimasto in una sorta di coma per quindici anni ed ora, risvegliatosi, non ha nessuna intenzione di arrendersi ai seguaci di Hitler e farà veramente di tutto per formare una resistenza al terzo reich.

Il titolo disponibile per Playstation 4 (versione da noi testata), Playstation 3, Xbox One, Xbox 360 e PC si dipana su sedici livelli in cui a farla da padrone ovviamente è lo shooting. In realtà però il gioco ha pure qualche spruzzata di stealth (applicabili in talune situazioni) e di gioco di ruolo. Le contaminazioni RPG secondo l’opinione di chi sta scrivendo erano evitabili e rappresentano gli unici momenti noiosi dell’esperienza proposta, ma per il resto il level design di Wolfenstein The New Order è sublime con alcune situazioni veramente esaltanti come non vedevamo da tempo in un FPS.

L’assenza del multiplayer viene in parte surrogata dalle classifiche on line di punti aumentabili tramite i vari elementi da trovare nelle mappe oltre ad un altro fattore ri-giocabilità grazie ad una scelta che incontreremo all’inizio della storia e che comporterà alcuni cambiamenti nel proseguo della vicenda. Non pensate a due storie diverse, si tratta di particolari (non vogliamo dirvi di più per non darvi spoiler) ma comunque un modo per accrescere sicuramente la possibilità di giocarlo per due volte intere.

Pollice in alto per la difficoltà del gioco (elevatissima sin dalla seconda delle cinque possibilità proposta), per la realizzazione tecnica (oltre che per quella estetica visto che è ammirevole la cura dei dettagli per ricostruire un passato alternativo dominato dai nazisti) che se pure cross-gen, su PS4 non fa gridare al miracolo ma presenta ottimi effetti luce e ambientali oltre ad un frame rate mai messo in discussione neppure nelle situazioni più caotiche.

Un plauso va anche all’ottimo doppiaggio in italiano, uno dei migliori di sempre senza ombra di dubbio, alla colonna sonora molto suggestiva e alle cut scene che forse non svettano per originalità ma creano tra i più alti livelli di tensione, paura (spesso si va nell’horror più spietato…) ed empatia con i personaggi mai provati all’interno di un videogame.

Nonostante qualche piccola sbavatura quindi, siamo di fronte ad una delle migliori esperienze videoludiche provate negli ultimi mesi da consigliare senza esitazione a chi ovviamente ama le esperienze “toste”, piene d’azione ma con quel quid in più rappresentato da una eccellente componente cinematografica innestata alla perfezione nelle dinamiche interattive.

VOTO: 9


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