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Tesori riscoperti dagli anni ’70: il manga di Spider-Man e l’Uomo Ragno giapponese

Di Redazione SW

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In un periodo in cui in Giappone è tornata la Spider-Man mania, con The Amazing Spider-Man 2 nelle sale dell’arcipelago da circa dieci giorni, ci sembrava divertente andare indietro nel passato di 35 anni per riscoprire quello che molti hanno definito come l’incrocio più malsano, l’impensabile che prende forma, l’apogeo del cattivo gusto portato al suo grado sublime. Stiamo parlando di Supaidaman (Spider-man), la serie televisiva prodotta dalla Toei nel 1978 su licenza Marvel e che andò avanti per 41 puntate. Un incrocio fra il filone supereroistico americano (poco presente a dir la verità), quello tokusatsu giapponese, con una spruzzata di artimarziali e la cigliegina sulla torta del robottone. Ma vediamo la sigla:

Come si evince da questi pochi minuti video, come quasi tutti i programmi televisivi dell’epoca realizzati nell’arcipelago nipponico, anche questo Spider-man era tante cose messe insieme, un prodotto a basso costo per intrattenere gli spettatori più piccoli che sfruttava il successo decennale dei Kamen Rider, ecco spiegata la motocicletta, e quello dei superrobottoni degli anime. Il tutto naturalmente con uno speciale occhio di riguardo verso la vendita del merchandise legato alla serie, come succedeva in tante altre serie dell’epoca e continua ancora oggi specialmente con le serie animate e i live-action della domenica mattina. Per questo oltre al pupazzetto dell’uomo ragno si puntò molto anche sul robottone, Leopaldon, che accorreva ad aiutare Yamashiro Takuya, il nome del protagonista al posto di Peter Parker, a sconfiggere gli alieni di turno, è questa l’incredibile hybrys che fa di questa serie uno stracult.

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(fonte qui)

Ma le declinazioni nipponiche dell’uomo ragno non finiscono qui, nel 1970 il manga-ka Ikegami Ryoichi realizza un manga in cui la storia di Spider-Man è reimmaginata e si svolge in Giappone. Il lavoro fu pubblicato nel Monthly Shonen Magazine fino al 1971 e con l’andar del tempo le storie ed il tratto di Ikegami, che si avvaleva di vari sceneggiatori, assunsero sempre di più uno stile drammatico ed un’atmosfera cupa come dimostrato dall’immagine sopra.

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