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Silicon Valley, la recensione del sesto episodio: Third Party Insourcing

Di Lorenzo Pedrazzi

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Silicon Valley è semplicemente una delle migliori commedie seriali degli ultimi anni, e il sesto episodio, Third Party Insourcing, concentra il suo fuoco satirico sulla vita sociale dei personaggi e sulla venerazione delle tecnologie…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Manca una settimana alla presentazione della beta di Pied Piper, ma Richard (Thomas Middleditch) ha un punto debole: la programmazione dei cloud, rimasta indietro rispetto al resto del lavoro. Erlich (T.J. Miller) decide quindi d’ingaggiare un programmatore di grandissimo talento, Kevin (Austin Abrams) alias Carver, che scopriamo essere soltanto un ragazzino. In cambio di ventimila dollari, Kevin programmerà il cloud di Pied Piper nel giro di un fine settimana, ma la sua presenza minaccia la già scarsa autostima di Richard, che si sente messo in disparte. Convinto che Kevin sia migliore di lui, gli chiede di aiutarlo anche con il codice del programma, ma il ragazzino combina un pasticcio. Intanto, in casa arriva Tara (Milana Vayntrub), la ragazza di Gilfoyle (Martin Starr), che con la sua sensualità fresca e spontanea turba la pace dei sensi di Dinesh (Kumail Nanjiani), e innesca una competizione fra lui ed Erlich. Contemporaneamente, Jared (Zach Woods) incontra Monica (Amanda Crew) per sbrigare alcune formalità, e lei lo invita ad approfittare di una delle automobili con guida automatica di Peter Gregory per tornare a casa… peccato però che l’auto lo conduca in un container, il quale viene caricato su una nave diretta verso l’isola che Gregory sta facendo costruire nell’Oceano Atlantico!

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Quanta competizione, nella Silicon Valley: persino un talentuoso ventiseienne come Richard rischia di farsi surclassare dalle nuove leve dell’informatica, talmente nuove che non hanno ancora finito la scuola dell’obbligo. L’ansia e le frustrazioni di Richard («Sei praticamente invecchiato di quarant’anni nelle ultime sette settimane» gli comunica il dottore) sono un peso costante che il ragazzo deve portare quotidianamente sulle spalle, insieme al rimorso per non aver accettato i dieci milioni di dollari di Gavin Belson. Certo, il mezzo disastro combinato da Kevin dimostra che Richard dovrebbe avere più fiducia in se stesso, ma la sua inadeguatezza sembra quasi irrimediabile: basti vedere, in tal senso, la sequenza in cui viene “bullizzato” da un bambino, costringendo Ehrlich a intervenire in sua difesa con effetti spassosi e politicamente scorretti, dando una lezione a quel bulletto di quartiere. Finalmente il personaggio di T.J. Miller, molesto e inutile nei primi quattro episodi, ha trovato una sua dimensione: lui e Richard si completano, sono il braccio e la mente, il marketing e la programmazione, l’immagine e la sostanza, proprio come Steve Jobs e Steve Wozniak, paragone molto amato dallo stesso Ehrlich.

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L’indeguatezza sopracitata coinvolge ovviamente anche gli altri protagonisti, a partire dal tenero Jared, che accetta un passaggio dall’automobile con guida automatica di Peter Gregory e si ritrova su un’isola artificiale popolata da muletti e altri mezzi automatici, incarnazione di un incubo distopico e surreale: la satira di Silicon Valley, infatti, non limita il suo campo d’azione alle difficoltà nelle interazioni sociali, ma si diverte a ridicolizzare la fiducia e l’entusiasmo nei confronti delle innovazioni tecnologiche, la cui progressione – quando non fallisce miseramente – ottiene effetti alienanti o paradossali; un discorso, questo, che si applica particolarmente bene alla zona di Palo Alto e dintorni, che proprio sulla tecnologia ha costruito la sua fortuna. Di tutt’altro tipo, invece, è l’inadeguatezza di fronte all’altro sesso: l’arrivo di Tara sconvolge gli equilibri del gruppo, risvegliando i sensi e stuzzicando la rivalità tra maschi, con effetti inevitabilmente comici dato che i membri di Pied Piper non sono certo dei campioni di virilità. Con l’esclusione di Monica, quello di Silicon Valley è un mondo tutto al maschile, dove le ragazze incarnano una dimensione estranea, seducente ma misteriosa, fonte al contempo di fascinazione e di paura; la stessa Tara, in effetti, non può nemmeno essere considerata come un vero personaggio, ma soltanto un catalizzatore del desiderio, un corpo sessualizzato che attrae gli sguardi e distrae l’attenzione. È solo per lei che Dinesh ed Ehrlich accettano di partecipare a un “battesimo satanico”, ennesima sequenza spassosa e paradossale di uno show che si riconferma imperdibile.

La citazione: «È bizzarro avere una ragazza in casa. C’è un’energia molto strana.»

Ho apprezzato: Jared sull’isola dei robot; il battesimo satanico; l’intevento di Ehrlich per vendicare Richard.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Silicon Valley sul nostro Episode39 a questo LINK.

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