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Gotham – Bruno Heller parla dell’assenza di Batman, dello stile visivo e del Joker

Di Marlen Vazzoler

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Dopo aver raccontato la storia di Roma sulla HBO, e un procedurale con un detective dalle capacità simili a Sherlock Holmes (The Mentalist) sulla CBS, Bruno Heller si appresta ad affrontare il suo impegno più difficile, una serie televisiva ambientata a Gotham incentrata sul giovane Jim Gordon, che racconta le origini degli iconici villain di Batman e la formazione del giovane Bruce Wayne. Il progetto non è dei più facili, nel 2002 la WB aveva provato a riportare il mondo di Batman sul piccolo schermo con Birds of Prey ma non ha ottenuto successo. C’è poi da tener conto che che questo è il primo adattamento live action di Batman dopo la trilogia di Nolan.
In una lunga intervista a EW Heller spiega che per lui, la DC e la Warner Bros questo progetto è stato possibile proprio grazie all’assenza di Batman.

“Se mi avessero detto ‘Fai Batman’, gli avrei detto ‘No’. Non sarei stato per niente interessato. Non penso che Batman funzioni molto bene in televisione – l’avere delle persone dietro a una maschera. Francamente di tutte le storie sui supereroi che ho visto, le ho sempre amate fino a quando non si mettono il costume. A quel punto ‘Oh, okay, sono ascesi, non sono più degli esseri umani’. È la loro apoteosi, vanno in paradiso e sono Superman. Ci sono state così tante e grandi versioni, questa è una versione di qualcosa di completamente diverso”.

Il progetto di fare una serie DC sta covando da qualche anno, confessa Heller che ha avuto diversi incontri con Geoff Johns. Sia la DC che il produttore avevano avuto la stessa idea:

“’E se James Gordon fosse stato il detective che aveva investigato l’omicidio dei genitori di Bruce Wayne?’ Una volta che fai quel collegamento si apre un mondo narrativo e ci siamo resi conto che non era stato davvero affrontato prima, ovvero il mondo prima di Batman – il mondo di Gotham, del giovane Bruce Wayne e del giovane James Gordon e le storie delle origini dei cattivi”.

Per ideare la storia dello show, Heller è partito dal personaggio di Gordon, la persona più vera, normale e reale del panteon della DC.

“Che aspetto potrebbe avere la città di Gotham a un giovane poliziotto alle prime armi che arriva in questo mondo? Ed è qui che ci siamo calibrati, questo è un mondo che diventerà il famigliare mondo di Batman, ma non siamo ancora lì, è un embrione”.

Buona parte del processo lavorativo si è tradotto in una retro-ingegneria della storia, dando ai vari personaggi un mondo in cui crescere ma allo stesso tempo fornendo il divertimento, il piacere e il dramma che hanno contraddistinto quel mondo. Naturalmente Heller ha visionato molte iterazioni della storia, ma

“Se rimani fedele a una di queste strade, allora potresti perdere altre vie che potresti percorrere. Ho letto tutto quello che ho potuto e poi – non l’ho buttato via ma ho iniziato da capo, mi dispiacerebbe scegliere una particolare iterazione di Batman perché vorrebbe dire abbandonarne altre”.

Nel frattempo Heller ha già mappato tutta la prima stagione che sarà una serie serializzata e non un procedurale, anche se viene usata una cornice di quest’ultimo. Questo perché il mondo di Gotham è

“Troppo grande, operistico e complesso per farlo in qualsiasi altro modo che non sia il serializzato”.

I personaggi che verranno introdotti questa stagione sono Pinguino, l’Enigmista, la giovane Catwoman, Alfred, forse Harvey Dent, Poison Ivy a cui se ne aggiungeranno altri. Tra questi ci sarà anche il Joker, non sappiamo quando e come verrà introdotto ma Heller assicura che verrà fatto con molta cura e dopo averci pensato molto. Alcuni cattivi non saranno subito riconoscibili perché in questo momento nemmeno loro sapevano che sarebbe diventati dei villain, alcuni ad esempio erano dei buoni. Ma nel caso di personaggi come il Pinguino,

“È uno di quei tipi che, appena lo vedi, dici ‘Oh, quello è il Pinguino’. Sarebbe difficile farlo passare per qualcun altro”.

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La nuova Gotham, secondo Heller, supererà visivamente quella vista nei film di Nolan grazie alla visione realizzata dal regista/produttore esecutivo Danny Cannon e dal direttore della fotografia David Stockton:

“I film sono molto rigorosi, una sorta di versione germanica di quel mondo. Sono visivamente sbalorditivi, ma non particolarmente piacevoli visivamente. Direi che questo è molto più sul livello della strada di Gotham. Ci sono più persone, è un posto più colorato, è un luogo più vivace, è più affollato. L’ispirazione per me e Danny è stata la New York degli anni ’70, perché entrambi ce la ricordiamo come un momento seminale, arrivando nella città per la prima volta. Questa sarà grosso modo quel tipo di Gotham – intensamente visiva, tridimensionale, stratificata, grintosa, volgare, sexy e pericolosa. Da questo punto di vista – ed è facile per me dirlo, devo solo scrivere la cosa, Danny e David lo hanno visualizzato – ma penso che vedrete quanto è favoloso”.

In Gotham faremo la conoscenza di molti personaggi, i precursori sia degli eroi che dei villain, ognuno dei quali ha tratto ispirazione da altre persone.

“È rinvigorente ed effervescente poter raccontare così tante storie una volta che ti allontani dalla gravità di Batman… Anche nelle storie ben note, ci sono segreti e passati di cui le persone non sono a conoscenza. Abbiamo anche dei cattivi pre-iconici, come Fish Mooney interpretata da Jada Pinkett Smith, e quei personaggi che le persone non hanno mai visto prima”.

Per quanto riguarda il tono, Heller cerca di non pensarci troppo:

“Per questo mondo, la gente e la violenza – se questa è la parola corretta da usare – deve essere dura quanto la città, è un luogo con un’alta posta sulla vita o la morte”.

Parlando dei personaggi introdotti nello show, Heller spiega che Harvey Bullock è una figura di Gotham, perché incapsula l’ambivalenza morale e la qualità divertente ma corrotta della città.

“Gordon è una figura complessa, ma lui è più un bravo ragazzo, un vecchio eroe americano. Quindi è importante abbinarlo con qualcuno che ha un lato oscuro e divertente, qualcuno che personifica quella ambivalenza di Gotham. E abbiamo ottenuto Donal Logue per interpretare il personaggio. Appena l’abbiamo assunto, sono stato in grado di scrivere il personaggio con più acutezza, commedia e saggezza perché Donal ha tutte quelle cose a chiosa. E, francamente, io amo i duo – gli amici, che si tratti di Laurel & Hardy o Starsky & Hutch o Holmes & Watson”.

L’Albert di Sean Pertwee invece sarà sia una figura paterna sia una figura paterna pericolosa, con delle originali nozioni genitoriali che spiegheranno che tipo d’uomo sia e come possa permettere la trasformazione in Batman, del ragazzino di cui si sta occupando. Per quanto riguarda il giovane Bruce, Heller spiega che il talento del giovane David Mazouz lo spingerà ad usarlo il più possibile nello show.

“Non sarà il giovane Bruce Wayne che esce e salva la giornata, perché non è una cosa che fanno i bambini. Vedremo la strana educazione di questo giovane uomo”.

Per quanto riguarda la durata dello show, Heller spererebbe in sei/sette stagioni di raccontare la storia di Gotham che potrebbe finire metaforicamente o letteralmente con Bruce che indossa il suo costume.
Nel poster di Gotham, che vedete all’inizio dell’articolo, è stato scoperto un easter egg legato al Joker:

Prima della sua comparsa nello show probabilmente vedremo molti riferimenti di questo tipo.

Fonte EW, Josh_Wilding


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