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Cannes 2014, Maps to the stars – Cronenberg presenta il film con le sue stelle Julianne Moore e Robert Pattinson

Di laura.c

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“Scegliere un buon cast equivale ad aver fatto il 70.2 % del lavoro di un film”: a stimare l’accurata e scherzosa percentuale non è uno qualsiasi ma il regista di culto David Cronenberg, che nel suo nuovo film dedicato alle perversioni e alla decadenza di Hollywood ha riunito un team davvero stellare per cui è andata in visibilio tutta la Croisette. Presentato in concorso al 67º Festival di Cannes, Maps to the stars vede come protagonista principale la splendida Julianne Moore, nel ruolo di una nevrotica attrice in declino pronta a interpretare perfino un film controverso sulla sua celebre madre pur di tornare alla ribalta. A fianco a lei un’inquietante ragazza venuta dal nulla e piena di ustioni su tutto il corpo, Mia Wasikowska, un avvenente autista aspirante attore, Robert Pattinson, e un terapista di lusso, interpretato da John Cusack, alle prese con il figlio, babystar già in disintossicazione. Intorno a loro un mondo di nevrosi, egoismo e crudeltà quasi annoiata, pronta a esplodere in forme di ordinaria follia da celebrity. Ecco come il cast stellare ha presentato il nuovo scurissimo film sulla Croisette.
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“La sceneggiatura era così accurata che era come seguire un resto teatrale, non c’era davvero bisogno di aggiungere nulla” ha detto a proposito del lavoro con Cronenberg John Cusack, aggiungendo “quando l’ho letta ho visto un mondo a me molto familiare, nonostante gli elementi surreali non l’ho trovata affatto eccessiva, anzi mi è parsa verosimile”.

Nonostante la galleria di attori e membri a vario titolo deviati dello showbiz, Cronenberg e il cast ci tengono tuttavia a sottolineare che non si tratta di un film anti-Hollywood. Secondo il regista, che. Ovunque ha spiegato di essersi attenuto molto alla sceneggiatura di Bruce Wagner, la storia:

“Potrebbe essere ambientata nella Silincon Valley o a Wall Street, in qualsiasi posto in cui persone sono altrettanto ambiziose, avide di successo e anche fragili, piene di paure. Non è un attacco all’industria hollywoodiana, e per quanto riguarda Il ritratto di Los Angeles, ho seguito molto la visione di Bruce”.

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Per Cronenberg, anzi, Maps to the stars non presenta solo uno humor nero, ma ha proprio i crismi di una commedia:

“Spesso mi dicono che dovrei fare una commedia, io penso di non aver mai fatto altro nella mia vita! Tutti i miei film sono comici, questo magari potrebbe essere la Divina Commedia”, afferma sornione, “quello che vediamo sono personaggi che cercano disperatamente di affermare la propria esistenza. Quello di Julianne, ad esempio, è terrorizzato dalla prospettiva di non avere una parte perché sa che quello è l’unico modo per lei di continuare a esistere agli occhi del mondo. Se la perde ha paura di diventare una sorta di morto vivente. Da qui la disperazione e anche l’oscurità del personaggio”.

Per Julianne Moore invece:

“Tutto in realtà può essere paradossale e divertente. Lo è la vita e a volte anche la tragedia. Possiamo trovare dell’humour in tutto. Il mio personaggio ha una tendenza a esternalizzare tutto ciò che le succede, piuttosto che a interiorizzarlo e da qui nasce il suo lato comico. Trovo ci sia qualcosa di patetico nelle persone che cercano sempre di dare a qualcuno o qualcosa la colpa di quello che gli succede, piuttosto che guardare verso di sé. Questo bisogno di rivolgersi sempre all’esterno non è però qualcosa che riguarda solo il mondo dell’intrattenimento”.

Maps to the Stars Robert Pattinson Foto Dal Film 01
Curioso, infine, il ritorno di un elemento che era stato fondamentale nel film precedente del regista, Cosmopolis, e cioè una limo, stavolta con Robert Pattinson nel ruolo di autista piuttosto che di passeggero:

“Lavorare con David è sempre una grande esperienza. A dire il vero ho accettato anche prima di leggere il copione” ha detto Pattinson, che però non si esprime su quale partner sessuale sia stata meglio sul grande schermo, se Julianne Moore o Juliette Binoche, limitandosi ad assicurare che si è tratto in entrambi i casi di un lavoro piuttosto piacevole.

E per quanto riguarda la strada presa dalla sua filmografia, Cronenberg non crede di essere su un percorso di reinvenzione o di rinascita:

“Nei miei film cerco solo di divertirmi e intrattenermi. Ogni progetto è una ricerca, una domanda su cosa significa essere un essere umano e sull’essenza stessa della vita umana”.

Maps To The Stars arriverà nelle nostre sale il 21 maggio 2014. Vi ricordiamo che QUI potete trovare la nostra recensione, direttamente dal Festival di Cannes.

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