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Cannes 2014 – Dragon Trainer 2: Cate Blanchett splendida e determinata presenta il film con Katzenberg e Kit Harington

Di laura.c

dragon trainer 2 cannes 2014 foto

Il Festival di Cannes ha sempre avuto un ottimo rapporto con l’animazione e in particolare con la Dreamworks di Jeffrey Katzenberg. Il passaggio del primo Shrek sulla Croisette fu vissuto come un atto azzardato, ma da allora lo studio cinematografico è diventato ospite quasi fisso della manifestazione, dove oggi ha presentato in anteprima il suo prossimo titolo in uscita, Dragon Trainer 2, che segnerà anche il raggiungimento dei 20 anni del brand. A portarlo sul red carpet, non solo l’immancabile Katzenberg, ma anche il cast dei doppiatori del film, che nella versione originale vanta nomi quali Jay Baruchel, l’attrice fresca di premio Oscar Cate Blanchett e l’interprete di Jon Snow nel popolarissimo serial Game of Thrones, Kit Harington. ScreenWEEK li ha incontrati per voi insieme alla stampa internazionale, eco cosa ci hanno detto del film, in arrivo ad agosto sugli schermi italiani.

Splendida e brillante come al solito, Cate Blanchett ha incantato la platea parlando non solo del personaggio a cui dà la voce, cioè la madre perduta del protagonista, ma anche più in generale del ruolo delle donne fuori e dentro il grande schermo:

“C’è sempre una sorta di giudizio morale sulle figure materne che non si comportano come si suppone debbano comportarsi – ha detto parlando del suo approccio al ruolo nel film – come se ci fosse un unico archetipo cui tutte debbano corrispondere. Ne abbiamo discusso molto e credo che alla fine siamo riusciti a restituire un’immagine molto profonda ed emozionante del rapporto che unisce il protagonista a sua madre. Il film spiega come il suo distacco sia stato involontario e quanto il legame genetico sia importante anche rispetto al controllo dei draghi, aiutando così la riunione dell’intera famiglia”.

Assicurando con un sorriso che i suoi figli giocano con i suoi due Oscar tutti i giorni, ha anche reagito con carattere alla classica domanda su come lei riesca a conciliare lavoro e famiglia:

“Chissà perché questa domanda la fanno solo alle donne, no penso che qualcuno l’abbia mai rivolta a Jeffrey [Katzenber], questo perché viviamo ancora in un mondo in cui è difficile per una donna perseguire una carriera, non solo nel cinema ma in qualsiasi settore. È incredibile che nel 2014 si pongano ancora questo tipo di questioni, e non solo in Africa o altre zone svantaggiate bensì nei Paesi a sviluppo avanzato”.

dragon trainer 2 cannes 2014 2

Frecciatina anche ai media che fanno del red carpet un evento troppo commerciale:

“Vestirsi eleganti è bellissimo e mi diverte molto, ma penso che non dovremmo mai dimenticarci del perché siamo qui. Un conto è indossare certi capi e un altro diventare un mero oggetto di merchandising. Agli Oscar mi sono innervosita quando un operatore mi ha inquadrato dalla testa ai piedi perché non è mai un modo elegante per guardare una donna; quando lo fa una telecamera è anche peggio”.

Del lavoro di doppiaggio, Cate Blanchett ha apprezzato soprattutto la collaborazione con gli animatori:

“Le prime ore passano tutte a prendere confidenza con il loro lavoro. Quando doppi un personaggio lui si evolve e cambia da sé, a prescindere dalla tua interpretazione. Per capire il suo percorso è fondamentale il tandem con chi lo crea e dà vita anche al contesto circostante”.

dragon trainer 2 cannes 2014A cimentarsi con la sua prima esperienza di doppiaggio è stato poi Kit Harington:

“Nonostante fosse una novità per me è stata un’esperienza molto naturale e in un certo senso liberatoria. Avere sempre davanti la macchina da presa può essere limitante, quando sei solo davanti a un microfono puoi fare tutte le espressioni e i gesti che vuoi, l’unico problema è non allontanarti troppo! Inoltre mi piace il film, trovo sia molto tenero e il mio personaggio è un giovane uomo che ha tutte le caratteristiche del duro e del cattivo, ma che in fondo è stato solo messo su una cattiva strada”.

Impossibile non ironizzare su vichinghi e draghi:

“È vero, finisco sempre per fare qualcosa che ha a che fare con cavalli, draghi e posti freddi ma è un legame che hanno solo i miei personaggi nella finzione, per il resto non sono poi così legato al Nord al di fuori dello schermo. L’Inghilterra è un Paese abbastanza nordico se questo conta … E mi piace molto la Norvegia”.

Per il suo impegno in Game of Thrones, Harington si sente solo entusiasta e fortunato:

“Sta andando benissimo proprio nella nuova Golden Age della televisione, per un attore è meraviglioso esserne parte. Ho vissuto col mio personaggio per quattro anni e ci rimarrò per tanti altri e penso sarà emozionante continuare a crescere con lui. Dopotutto si tratta di un giovane uomo che sbaglia e cambia, in un percorso che non è così diverso da quello compiuto da ognuno di noi in quella fase della vita”.

Per quanto riguarda la serie Dragon Trainer, è ormai diventato un franchise in piena esplosione, con ben altri due episodi in arrivo dopo il secondo. Vi ricordiamo che QUI potete trovare il la recensione di ScreenWEEK in direttissima sempre dal festival. Continuate a seguirci per nuove news e reportage dalla Croisette e sui social con l’hashtag #SWCannes.

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