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Incontro con James Franco – TriBeCa e Uomini e Topi

Di Leotruman

James Franco Introduces 'Psycho' At The BFI

Articolo a cura di Chiara Isabella Spagnoli Gabardi.

È una primavera densa d’impegni per il poliedrico James Franco. Attore, regista, scrittore, artista, dottore di ricerca, professore universitario, insomma corrisponde proprio alla definizione datagli da Marina Abramovic nel documentario che ha realizzato su di lui l’anno scorso, ‘The Last Unicorn,’ (L’ultimo unicorno).

Solo il 10 aprile James ha inaugurato la mostra nella prestigiosa Pace Gallery, del quartiere newyorchese Chelsea, ‘New Film Stills’, dove una serie di fotografie lo raffigurano in una rievocazione degli scatti della fotografa Cindy Sherman, ‘Untitled Film Stills.’ Franco, vestito come un’anziana signora, imita le stesse pose e scenari che la fotografa e artista concettuale aveva proposta trent’anni prima. L’autoironia dell’attore lo vede come un drag-queen barbuta ed affranta, in tenuta da casalinga con un alone di mistero e drammaticità Hitchcockiana. Per chi si fosse perso il vernissage con la chilometrica fila di fan, la mostra rimarrà aperta fino al 3 maggio.

Ma nonostante la moltitudine di campi in cui James si è messo alla prova, solo recentemente si è cimentato sul palcoscenico, infatti ‘Uomini e Topi’, la pièce che adatta il celeberrimo romanzo di John Steinbeck, segna il debutto a Broadway di James Franco.

james franco palo alto

Chi ha amato il romanzo, ricorderà che fu pubblicato nel 1937 in America e arrivò in Italia grazie alla traduzione di Cesare Pavese edita da Bompiani. Ambientato su un ranch della California, durante la crisi del ‘29, ‘Of Mice And Men’, racconta la storia dei braccianti “paisanos” George Milton e Lennie Small. George è il punto di riferimento di Lennie, che è affetto da un ritardo mentale e non riuscendo a controllare la sua enorme forza fisica spesso uccide inavvertitamente piccoli animali.

Franco spiega che il suo legame con John Steinbeck è nato proprio grazie alle ambientazioni californiane:

“Dal momento che sono nato a e cresciuto in California, e molte delle storie di Steinbeck si svolgono in quello stato, mi ha sempre incuriosito il modo in cui i suoi personaggi creino dei mondi immaginari come veicolo di evasione dalle loro condizioni precarie. Quando ero bambino e lessi il romanzo ‘Vicolo Cannery’ sognavo di diventare zoologo marino come il personaggio Doc. Crescendo ho capito che ciò che ho amato di quel personaggio in verità era come riuscisse a trasformare il proprio lavoro in arte. In quel momento ho capito che volevo fare l’attore ed interpretare i personaggi di Steinbeck piuttosto essere come loro.”

Gli appassionati cinefili avranno come riferimento la versione cinematografica di ‘Of Mice And Men’ del 1992, dove Lennie è interpretato da John Malkovich e George da Gary Sinise. Chris O’Dowd e James Franco mostrano una grande padronanza del palcoscenico oltre a una grande chimica tra di loro: il primo riesce a dar vita a un tenero bestione sottosviluppato con superba autenticità, e il secondo lo affianca redarguendolo e proteggendolo. È toccante vedere come brillino gli occhi di commozione a Franco nelle scene più drammatiche della pièce. L’intero cast – che annovera anche la stella di ‘Gossip Girl’ Leighton Meester, nei panni della moglie di Curley – è orchestrato magistralmente dalla regista Anna D. Shapiro.

james franco broadway

Attualmente sia le registe femminili, sia la provincia californiana, avviluppano i personaggi di James Franco, che ripropone il filmPalo Alto’ al TriBeCa Film Festival, già presentato alla scorsa Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola è ispirata all’omonima raccolta di racconti di James Franco – e per chi volesse farsi autografare il libro da James, può recarsi il 14 Maggio da Barnes and Noble – ed è un ritratto corale di un gruppo di adolescenti confusi, perduti, pericolosi, in stato di ebrezza, che non appartiene alla patinata gioventù losangelina.

James parla con orgoglio della sua cittadina di origine che ha ispirato il libro:

“La scuola pubblica che ho frequentato a Palo Alto è una delle 50 migliori d’America, la mia insegnante di giornalismo la Signora Wojcicki è la suocera di Sergey di Google e stanno costruendo una struttura per coltivare lo studio del giornalismo. Mi rendo conto che le mie storie sono alquanto cupe, ma il punto non era stilare un’analisi sociologica di Palo Alto e mi rendo conto di non rappresentare tutti i ragazzi che sono cresciuti lì. Quello che tentavo di fare era come nei film di Gus Van Sant come ‘Paranoid Park’, dove c’è di sfondo un omicidio che racchiude un segreto oscuro. Nel mio caso il segreto oscuro è il peso di essere adolescenti, ovvero quanto sia difficile per tutti attraversare quegli anni del liceo. Naturalmente ciò non significa prendere parte ad un omicidio, ma la sensazione è proprio quella di avere dei segreti che ci fanno da zavorra. Questo era l’effetto che volevo creare. In ogni caso le cose più grevi che succedono nella storia sono realmente accadute. Non a me, ma sono ispirate a racconti che ho sentito dalla polizia o situazioni che ho visto. Ogni tanto torno a Palo Alto, visto che mia madre vive ancora lì e vado al mio vecchio liceo dove avevo come compagna di classe la figlia di Steve Jobs, Lisa Brennan-Jobs.”

Franco prosegue nello spiegare come ha dato vita al libro ‘Palo Alto’:

“Ho iniziato a scriverlo quando sono ritornato all’università. Studiavo a UCLA poi avevo interrotto per studiare recitazione e sono stato fortunato con la mia carriera d’attore. Dopo sette anni di lavoro sono tornato all’università. In quell’occasione non ero più focalizzato sulla recitazione. Avevo altri interessi come la scrittura e volevo realizzare un buon libro. Solo dopo la pubblicazione ho pensato ad un adattamento e ho capito che non volevo dirigerlo. Probabilmente perché collaborando con diverse persone ho notato come gli altri possano portare dare il loro apporto, incanalando il lavoro in zone che da solo non avrei mai contemplato. Sapevo che questo era ciò che volevo con Palo Alto. Volevo che qualcun altro con la propria sensibilità lo plasmasse in maniera differente. Poco dopo la pubblicazione del libro sono stato presentato a Gia, da sua madre e altri amici comuni. La nostra prima chiacchierata è stata sul cinema e sulle sue foto, che mi ha mostrato. In quell’istante ho capito che era la persona giusta per l’adattamento. Quindi le ho chiesto di farlo e cinque anni dopo eccoci qui.”

James spiega che non solo non ha voluto influenzare la regia di Gia, ma non aveva neanche in mente di essere un interprete nel film:

“Volevo che Gia mettesse la propria visione nel film. Proprio come quando lavoro anche con i miei studenti universitari, quando produco i loro lavori; non voglio controllare il loro metodo di lavoro. Ciò che cerco di fare è incoraggiarli a seguire dei passaggi in modo che possano essere consapevoli di ciò che vogliono fare e faccio loro un low budget test. E lo stesso è successo con Gia che ha fatto un test di 45 minuti, un anno prima che iniziassero le vere e proprie riprese. Questo ha permesso a Gia di stare su un set e mettere assieme i suoi pensieri senz’avere la pressione del film effettivo. Questo mi ha consentito di capire se otteneva ciò che voleva e quando ho visto che aveva il polso della situazione, ho lasciato che avesse piena libertà nella riscrittura e nel casting. Per quanto riguarda la mia parte Gia mi proponeva degli attori per quel ruolo sui quali mi trovava d’accordo, ma alla fine ha chiesto a me di recitare.”

Il film è costellato di parenti d’arte, vediamo infatti nonno Francis Ford e zia Sofia passare il testimone alla nipotina Gia, mentre zia Julia Roberts sostiene la nipote Emma Roberts e l’orgoglioso papà Val Kilmer osserva il figlio, Jack Kilmer, seguire le sue orme. La regia di Gia Coppola effettivamente permette alla narrazione di fluire liberamente, lasciando ai personaggi lo spazio necessario per lo sviluppo dei singoli personaggi, valorizzando una storia alquanto monocorde. April (Emma Roberts) è un’adolescente divisa tra l’interesse per l’irrequieto coetaneo Teddy (Jack Kilmer) e le attenzioni di Mr. B, il suo allenatore di calcio (James Franco). Teddy girovaga con intenti vandalistici insieme a Fred (Nat Wolff), dedito alla marijuana e a comportamenti estremi, che a sua volta frequenta Emily (Zoe Levin), una delle ragazze lascive della scuola.

James Franco, che ha recentemente festeggiato il suo trentaseiesimo compleanno il 19 Aprile (con tanto di selfie in compagnia della nonna, naturalmente condivisa sulla sua moltitudine di social networks), può ritenersi soddisfatto delle sue imprese quest’anno.

Di recente lo abbiamo visto in ‘Veronica Mars,’ e attraverso il VOD nel film realizzato dalla casa di produzione Tribeca Films che ha spopolato al Festival di Berlino nonché al South by South West Film Festival di Austin, ‘Maladies’ che segue le fisime dei quattro personaggi principali, dove Franco interpreta un ex star televisiva, di nome James. Prossimamente vedremo James Franco in ‘Good People’, ‘The Sound and the Fury’, ‘Yosemite’, ‘True Story’, ‘Queen of the Desert’, ‘Memoria’, ‘Every Thing Will Be Find’, ‘The Interview’, ‘Black Dog, Red Dog’ e presterà la sua voce per ‘The Layrinth.’


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