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Gli effetti speciali ci sono ma non si vedono in Grand Budapest Hotel di Wes Anderson [VIDEO]

Di Filippo Magnifico

the grand-budapest-hotel wes anderson

Wes Anderson, il regista più Hipster di Hollywood, ha da poco fatto il suo ingresso in sala con Grand Budapest Hotel, la sua ultima fatica. Ogni sua pellicola è inevitabilmente un piccolo gioiello, curata nei minimi particolari e caratterizzata da una messa in scena unica, diventata con il passare del tempo un vero e proprio marchio di fabbrica.

Grand Budapest Hotel è sicuramente uno dei suoi titoli più complessi, una fatica che è stata premiata con un incasso che ha superato i 100 milioni di dollari in tutto il mondo (praticamente il suo più grande successo) e che vive grazie ad un sapiente uso degli effetti visivi.

Sì, perché l’ultimo film di Wes Anderson è pieno di ritocchi digitali, interventi invisibili necessari per ottenere lo spettacolare risultato che abbiamo tutti quanti ammirato sul grande schermo. LOOK Effects ha realizzato un video, che mostra la complessa fase di post-produzione di questa pellicola:

Nel cast di questa pellicola troviamo grandi nomi come Ralph Fiennes, Bill Murray, Saoirse Ronan, Jude Law, Willem Dafoe, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Jeff Goldblum e Mathieu Amalric.

The Grand Budapest Hotel racconta di un leggendario concierge di un famoso hotel europeo: la storia è ambientata tra le due guerre mondiali e segue l’amicizia tra l’uomo e un giovane impiegato che diventa il suo protetto. Le vicende coinvolgono il furto e il ritrovamento di un dipinto rinascimentale, la battaglia per un’enorme fortuna familiare e il lento e improvviso subbuglio che trasformerà l’Europa durante quel periodo storico di inizio secolo.

The Grand Budapest Hotel Teaser Poster Usa 01

Come il regista ha avuto modo di sottolineare in precedenza, le atmosfere della pellicola dovrebbero richiamare quelle della grande commedia hollywoodiana del passato, da Billy Wilder (L’appartamento) a Ernest Lubitsch (Scrivimi fermo posta) ma anche reiterare lo stile personalissimo dello stesso Anderson fatto di storie dolci-amare, dalle ambientazioni vintage, in cui si aggirano personaggi stralunati e assolutamente bizzarri (si veda I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou).

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