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Game of Thrones, la recensione della season première: Two Swords

Di Lorenzo Pedrazzi

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Il ritorno di Game of Thrones riafferma gli alti livelli produttivi dello show targato HBO, illuminando il cammino di alcuni personaggi sotto una luce nuova: Two Swords, questo il titolo del primo episodio della quarta stagione, svolge un’ottima funzione introduttiva…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Jaime Lannister: tornato ad Approdo del Re ormai da settimane, privo della mano destra, Jaime vuole riprendere il suo posto nella Guardia del Re, ma suo padre Tywin gli ordina di tornare a Castel Granito per custodirlo in sua vece. Jaime però rifiuta, poiché preferisce onorare il suo giuramento alla Guardia Reale. Naturalmente vuole anche restare vicino all’amata Cersei, che però lo respinge, accusandolo di averla lasciata sola in un momento difficile. Come se non bastasse, Jaime viene deriso anche da Re Joffrey, che lo ritiene inutile e vecchio.

Tyrion Lannister: incaricato di accogliere i rappresentanti della casata dei Martell, rivali di lungo corso dei Lannister, Tyrion scopre che soltanto il secondogenito Oberyn presenzierà al matrimonio, e lo raggiunge in un bordello per evitare che provochi danni. Oberyn culla propositi di vendetta: sua sorella, moglie di Rhaegar Targaryen, fu infatti massacrata da Gregor Clegane (la Montagna) per ordine di Tywin. Tyrion deve affrontare anche le difficoltà del suo matrimonio: Sansa è addolorata per la morte di sua madre e di suo fratello, mentre Shae si sente messa da parte, e questo conduce a una discussione che viene ascoltata di nascosto da una damigella, spia di Cersei.

Daenerys Targaryen: mentre guida l’esercito di schiavi liberati sulla strada per la città di Mereen, Daenerys scopre che i suoi draghi non sono affatto addomesticati. Intanto, Daario Naharis, con la scusa di volerle insegnare i segreti di quelle terre, la corteggia regalandole dei fiori. Nel corso del viaggio, Daenerys scopre che il cammino per Mereen è disseminato di schiavi crocifissi, uno per ogni miglio.

Jon Snow: ormai guarito dalle frecce di Ygritte, Jon viene accusato di tradimento dal consiglio dei Guardiani della Notte, ma la sua versione dei fatti è considerata attendibile. Nel frattempo, Mance Ryder sta riunendo un esercito di centomila Bruti per assaltare la barriera: fra loro ci sono anche i feroci Thenn, affamati di carne umana.

Arya Stark: sempre in viaggio con il Mastino, Arya riconosce un uomo fuori da una taverna, Polliver, che le rubò Ago (la sua spada, regalatale da Jon) e uccise un suo amico. La ragazzina costringe quindi il suo riluttante compagno di viaggio a entrare nella taverna: ne nasce una lotta, durante la quale il Mastino uccide tre uomini, e Arya gli altri due, compreso Polliver. Con Ago alla cintura, la ragazzina lascia la taverna in sella a un cavallo tutto suo, preceduta dal Mastino.

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C’era abbastanza acciaio di Valyria nello spadone di Ned Stark per forgiare due nuove spade, una destinata a Jaime e l’altra a Tywin Lannister: l’affascinante prima sequenza di Two Swords ci mostra proprio il momento in cui la lama di Ned viene fusa e poi versata in un doppio stampo, umiliazione definitiva per il Lord di Grande Inverno, ma anche valida sintesi dell’attuale status socio-politico di Westeros, il continente dove si svolgono gran parte delle storie di Game of Thrones. I Lannister sembrano inattaccabili, ma la Vipera Rossa di Dorne (Oberyn Martell) trama alle loro spalle, mentre Daenerys ha un esercito fedele che marcia insieme a lei, ulteriormente rafforzato da tre draghi che, però, non sempre sono disposti a obbedire alla loro madre. Insomma, questo primo episodio ci offre una carrellata piuttosto esaustiva sul variegato cast corale della serie, preparando il terreno per i futuri sviluppi della storia: non soltanto le oscure macchinazioni di Oberyn o le mire di conquista dei Bruti, ma anche l’evoluzione di alcuni personaggi fondamentali, che mutano prgressivamente il loro ruolo.

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Jaime Lannister, anzitutto. Da cavaliere meschino e semi-infanticida, Jaime è ormai diventato una sorta di paria sociale, privato della mano con cui brandiva la spada, rinnegato dal padre, respinto dalla sorella/amante (la cui stronzaggine è sempre leggendaria) e deriso dal suo stesso “regale” nipote, tronfio di potere e illusioni di grandezza: Jaime pretende a gran voce la nostra simpatia, confermando l’ambiguità di una serie che raramente scivola nel manicheismo puro e semplice, ma avvolge i suoi personaggi in una cappa mutevole di luci e di ombre, donando loro una complessità tridimensionale. Anche il Mastino ha assunto una sfumatura differente, e lo stesso vale per Arya, indurita dagli orrori cui è stata esposta, e che l’hanno resa una piccola guerriera vendicativa: al termine dell’episodio non si fa alcuno scrupolo per uccidere Polliver, replicando battuta per battuta ciò che lui fece e disse al suo amico Lommy, tempo prima. Dal canto suo, Jon Snow sembra invece aver assunto una maggiore forza decisionale, come se l’esperienza fra i bruti fosse stata una tappa basilare nel suo percorso formativo per diventare uomo. Perennemente emarginato in quanto “bastardo”, Jon ha la stoffa dell’eroe… e ovviamente brama vendetta dopo il massacro di suo fratello Robert.

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Per il resto, la sceneggiatura degli showrunner David Benioff e D.B. Weiss (anche regista dell’episodio) si lascia apprezzare per la consueta arguzia dei dialoghi e per l’efficace gestione alternata dei molti personaggi, che conferisce omogeneità e ritmo a un racconto sempre più vasto, multiforme e sfaccettato. Fra interpretazioni carismatiche (Peter Dinklage su tutti) e ottimi valori produttivi di carattere scenografico e costumistico, la quarta stagione di Game of Thrones comincia all’insegna della sua solita, ammirevole qualità.

La citazione: «Sono draghi, Khaleesi. Non saranno mai addomesticati, nemmeno dalla loro madre.»

Ho apprezzato: l’evoluzione di Jaime e Arya; l’ottima gestione alternata del cast corale; la qualità tecnica della produzione; la sottile ironia di alcuni passaggi.

Non ho apprezzato: nulla di particolare.

Da mercoledì sera il primo episodio su Sky Atlantic! Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Game of Thrones sul nostro Episode39 a questo LINK.

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