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Game of Thrones, la recensione del terzo episodio: Breaker of Chains

Di Lorenzo Pedrazzi

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Dopo lo scioccante colpo di scena della seconda puntata, i protagonisti di Game of Thrones devono affrontarne le conseguenze: Breaker of Chains, terzo episodio della quarta stagione, ci offre alcune sequenze memorabili…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Sansa Stark: fuggita da Approdo del Re grazie all’aiuto di Dontos, Sansa viene condotta fino a una nave avvolta nelle nebbie marine, dove trova Petyr Baelish ad accoglierla. Baelish ordina ai suoi uomini di uccidere il povero Dontos, poi fa salpare la nave.

Cersei Lannister: distrutta dal dolore per la perdita di Joffrey, Cersei ne veglia il cadavere insieme a suo figlio minore, Tommen, ora destinato a diventare il nuovo Re. Tywin arriva e prende con sé il ragazzo per cominciare a istruirlo sulle sue future responsabilità regali, ignorando le rimostranze della madre. In seguito, Jaime si unisce a lei, e Cersei lo prega di uccidere Tyrion poiché lo ritiene responsabile della morte di Joffrey. Jaime, turbato all’idea di dover uccidere suo fratello, costringe la donna a consumare un rapporto sessuale ai piedi del cadavere del figlio.

Arya Stark: in viaggio per Nido dell’Aquila, Arya e il Mastino accettano l’ospitalità di un uomo che detesta i Frey, soprattutto dopo che hanno ucciso Robert e gli altri ospiti delle famigerate Nozze di Sangue. Il Mastino, però, deruba l’uomo del suo argento e riparte con la ragazzina, che ovviamente lo detesta per ciò che ha appena fatto. Lui le spiega che, tanto, quando arriverà l’inverno quell’uomo e sua figlia moriranno.

Ser Davos: criticato da Stannis Baratheon per non aver ancora trovato un esercito con cui attaccare i Lannister, Ser Davos torna dalla piccola Shireen per continuare le sue lezioni di lettura. È proprio la bambina a suggerirgli un’idea per risolvere i problemi di Stannis.

Tyrion Lannister: tenuto prigioniero in attesa del processo, Tyrion riceve la visita del fido Podrick, che lo aggiorna sulla situazione. Tyrion scopre così che Oberyn Martell sarà uno dei tre giudici del processo, e che Podrick è stato chiamato a testimoniare contro di lui in cambio del titolo di cavaliere. Ovviamente il ragazzo ha rifiutato, ma Tyrion teme per la sua vita, e gli chiede di lasciare la città.

Jon Snow: al Castello Nero giunge un bambino terrorizzato, i cui genitori e il suo intero villaggio sono stati sterminati dai Bruti. I Guardiani della Notte sono troppo pochi per resistere a un attacco, solo che i Bruti non lo sanno… ma potrebbero scoprirlo molto presto, e allora Jon elabora un piano per impedire che questo accada. Intanto, Sam ritiene che il Castello Nero non sia un posto sicuro per Gilly, quindi porta lei e il suo bambino nel bordello di una città vicina, dove la ragazza potrà lavorare come sguattera.

Daenerys Targaryen: giunta a Mereen con il suo esercito, viene derisa dai padroni della città, che le scagliano contro il loro campione. Daario, però, lo sconfigge facilmente, e Daenerys leva la sua voce verso gli schiavi che la guardano dalle mura, dichiarando la sua intenzione di liberarli. Per dimostrarlo, fa lanciare una grande quantità di barili contenenti le catene spezzate degli schiavi che ha già liberato.

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Spesso, a un grande colpo di scena segue un episodio di decompressione, utile per consentire al pubblico e ai personaggi di assimilare la novità, ma Breaker of Chains – pur senza offrire svolte narrative clamorose – riesce a fare anche qualcosa di più. Anzitutto, si scivola più a fondo negli intrighi politici di Approdo del Re: la morte di Joffrey non ha turbato particolarmente Tywinn, che ha già cominciato a intessere una fitta trama di macchinazioni per assicurare il predominio duraturo dei Lannister. L’intera sequenza ambientata nel tempio è molto cupa e ricca di suggestione: in primo luogo per il dialogo fra Tywinn e Tommen, in cui il patriarca comincia a educare il futuro Re dei Sette Regni, e in seguito per il disturbante rapporto carnale – praticamente uno stupro – che si consuma tra Jaime e Cersei, una delle scene più controverse che si siano mai viste nella serie. Uno stupro incestuoso consumato ai piedi del cadavere di un ragazzo, che peraltro era lui stesso figlio dell’incesto tra i due gemelli… cose che solo su HBO. Le differenze con il romanzo, dove la scena era più consensuale, rendono questa sequenza piuttosto rude e ambigua, ma non necessariamente gratuita come dicono alcuni, poiché non dobbiamo dimenticare che Jaime resta pur sempre un uomo egoista e violento, colpevole di azioni orribili, ed è ancora lontano dall’imboccare il sentiero della redenzione.

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Toccante l’addio di Tyrion al leale Podrick, dove Peter Dinklage s’impone ancora una volta per il suo talento espressivo. Parallelamente, anche il Mastino torna a sfoggiare il suo lato più oscuro, smentendo l’impressione che la vicinanza di Arya potesse averlo ammorbidito: il cinico pragmatismo del guerriero ha la meglio sul senso di gratitudine della ragazzina. Pragmatismo di cui hanno bisogno anche Jon Snow e i Guardiani della Notte, che dovranno uccidere i loro ex compagni nella casa di Craster per evitare che rivelino ai Bruti la reale entità dell’esercito che custodisce la barriera, composto da soli cento uomini. La violenza con cui le tribù del nord attaccano i villaggi è terribile, e i feroci Thenn saranno un avversario molto duro.

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Memorabile è poi il finale dell’episodio, tutto dedicato a Daenerys: dopo la sconfitta del campione di Mereen (ucciso facilmente da Daario, la cui prova di forza non ha fatto altro che aumentare la tensione sessuale fra lui e la Madre dei Draghi), Daenerys rivolge un sentito discorso agli schiavi della città, proclamandosi loro salvatrice rispetto alla crudeltà dei loro padroni. Il lancio dei barili contenenti le catene spezzate è poi un’efficace azione simbolica, volta a dimostrare la fondatezza delle parole di Daenerys. Oltre agli epiteti di “Madre dei Draghi” e “Nata dalla Tempesta”, ora si merita anche quello di “Frantumatrice di catene”.

La citazione: «Quando mi succede qualcosa di sgradevole, solitamente presumo che sia colpa di mia sorella.»

Ho apprezzato: l’intera sequenza nel tempio; l’addio di Tyrion a Podrick; la sequenza finale.

Non ho apprezzato: nulla di particolare.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Game of Thrones sul nostro Episode39 a questo LINK.

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