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Game of Thrones, la recensione del quarto episodio: Oathkeeper

Di Lorenzo Pedrazzi

oathkeeper-copertina

La quarta stagione di Game of Thrones continua a irretirci con i suoi intrighi di corte e le sue eleganti sfumature fantasy: anche Oathkeeper è un episodio valido e godibile, che offre alcuni risvolti narrativi molto promettenti…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Daenerys Targaryen: gli schiavi di Meereen, armati dalle spade di Daenerys, si ribellano ai loro padroni e conquistano la libertà, permettendo alla Madre dei Draghi di varcare le mura con il suo esercito. Gli schiavisti vengono puniti con la crocefissione (la stessa pena che avevano inflitto ai figli piccoli dei loro schiavi), mentre il vessillo dei Targaryen sventola sulla statua che domina la città.

Sansa Stark: in viaggio con Petyr Baelish, che l’ha fatta fuggire da Approdo del Re, Sansa scopre che la nave è diretta a Nido dell’Aquila, dove Petyr sposerà Lysa Arrin, sorella di Catelyn Stark nonché zia di Sansa. Petyr conferma di essere il responsabile della morte di Joffrey, ma non le rivela chi sia il mandante…

Margaery Tyrell: preoccupata per l’imminente partenza di sua nonna, Margaery conferisce con lei nei giardini di Approdo del Re. L’anziana donna, scaltra come sempre, le confessa implicitamente di aver commissionato l’omicidio di Joffrey, poiché non avrebbe mai voluto che sua nipote sposasse un individuo del genere. Le suggerisce quindi d’intrufolarsi nella camera di Tommen, fratello minore di Joffrey nonché prossimo Re e suo futuro sposo, per assicurarsi la sua “attenzione”. E Margaery segue il consiglio: nella notte fa visita a Tommen, ragazzo dolcissimo che non si separa mai dal suo gatto, Ser Pounce, e i due scambiano qualche parola per “conoscersi meglio”. Alla fine, lei gli promette di tornare a trovarlo.

Jaime Lannister: pur dimostrando notevoli miglioramenti nel brandire la spada con la mano sinistra, Jaime viene comunque sconfitto da Bronn, che non si fa scrupoli a utilizzare bassi sotterfugi in duello. In seguito, Jaime si reca da Tyrion, trovando conferma della sua innocenza e assicurandogli che non potrebbe mai ucciderlo, nemmeno per volere di Cersei. D’altra parte, quest’ultima vuole la sua testa in cima a un palo, e gradirebbe molto volentieri anche quella di Sansa: gli chiede quindi di partire per catturare la giovane Stark, ma Jaime, che aveva promesso a Catelyn la salvezza di sua figlia, affida a Brienne il compito di ritrovarla e proteggerla. Le dona la spada di Valyria che Tywinn aveva fatto forgiare a partire dalla lama di Ned Stark, e le affianca il leale Podrick per accompagnarla come scudiero. Il ragazzo riceve da Bronn l’ascia che Tyrion aveva utilizzato nella battaglia delle Acque Nere, e parte con Brienne.

Jon Snow: al Castello Nero, Jon comincia ad addestrare i suoi confratelli per combattere contro i Bruti, ma viene interrotto da Ser Allister, che gli ordina di tornare ai suoi doveri di attendente. Allister teme la crescente popolarità di Jon, e decide quindi di approvare il suo piano: potrà recarsi alla magione di Craster per catturare o uccidere i Guardiani della Notte che hanno tradito i loro compagni, una missione nella quale Allister confida che Jon troverà la morte. Molti confratelli accettano di seguirlo, compreso Locke, giunto al Castello Nero come recluta, ma in realtà inviato da Roose Bolton per uccidere tutti i giovani Stark, eredi del Nord.

Bran Stark: nella magione di Craster, i Guardiani ribelli torturano le figlie del defunto padrone di casa, stuprandole ripetutamente. Alla nascita di un figlio maschio, il neonato viene lasciato nella foresta come dono per i non-morti, e Bran, udendo il suo pianto, prende il controllo del suo metalupo – Estate – per andare a controllare. Estate cade però in una trappola, e i tre ragazzi – Bran, Jojen e Meera – vengono catturati dai traditori insieme a Hodor, che viene legato e tormentato sadicamente. Intanto, il neonato abbandonato nella foresta viene raccolto da un non-morto e deposto in cima a un altare di ghiaccio, dove viene trasformato a sua volta in una creatura glaciale.

1

Come spesso accade con gli episodi di Game of Thrones, anche Oathkeeper vanta una solida struttura narrativa che gli permette di gestire molti personaggi contemporaneamente, alternando le diverse sottotrame in modo rigoroso e comprensibile. In questo caso, la puntata è suddivisibile in tre blocchi distnti: il primo, più breve, si focalizza su Daenerys e sulla conquista di Meereen, dove la Madre dei Draghi dimostra la sua spietatezza nei confronti dei carnefici (non concede pietà agli schiavisti) e la sua generosità per le loro vittime, sfoggiando persino il vessillo dei Targaryen con il drago tricefalo; il secondo, più corposo, si concentra sulle vicende che ruotano attorno alla morte di Joffrey, e sulle inevitabili diramazioni collaterali; mentre il terzo ci porta a nord, oltre la Barriera, dove Bran e i suoi compagni di viaggio vengono catturati dai laidi traditori dei Guardiani della Notte, in attesa che Jon – si spera – arrivi per liberarli.

2

Gli intrighi di Approdo del Re ci regalano alcuni momenti degni di nota, su tutti l’addio di Jaime e Brianne: Nikolaj Coster-Waldau e Gwendoline Christie, supportati dall’abile regia di Michelle MacLaren, ci offrono un silenzioso gioco di sguardi che racchiude tutta la malinconia del distacco, risultato di una storia d’amore impossibile, sottocutanea, ma percepibile nella tensione costante che leggiava fra di loro. Così, Brianne parte in compagnia di Podrick (coppia che meriterebbe uno spin-off tutto suo), mentre Jaime resta al fianco di Tyrion e – nonostante la sua ostilità – dell’amata Cersei, accecata dalla bramosia di vendetta per l’omicidio di suo figlio. I dubbi, però, sorgono nella caratterizzazione psicologica di Jaime: nello scorso episodio aveva lasciato riemergere il suo “lato oscuro” nell’ormai famigerato stupro ai danni di Cersei (perché, nonostante ciò che sostengono gli autori, quella scena è stata percepita dal pubblico in quanto tale: uno stupro), mentre qui sembra imboccare nuovamente il cammino della redenzione, imponendosi come un emblema di speranza in quell’intricato labirinto di sotterfugi che è Approdo del Re. Lo stravolgimento della scena sopracitata (nel romanzo il rapporto è consensuale), dovuta alle differenze di strutturazione temporale che intercorrono tra lo show la sua fonte letteraria, ha reso contraddittorio il comportamento di Jaime, confondendo le idee agli spettatori, e introducendo una nota di ambiguità laddove non era prevista. Un piccolo incidente di percorso che, però, resta bene impresso nella mente del pubblico.

3

Al contempo, Margaery comincia una progressiva opera di seduzione sul giovane Tommen, ragazzo sensibile che non ha nessun tratto in comune con l’odioso Joffrey, e si coccola il fido gattone Ser Pounce in attesa di ricevere la corona… insomma, basta questo per suscitare molta tenerezza nei suoi confronti. A proposito di animali da compagnia, finalmente ritroviamo Spettro, il metalupo di Jon, prigioniero dei Guardiani ribelli che occupano la casa di Craster. Jon presto li raggiungerà (e speriamo faccia giustizia per il povero Hodor, che subisce le angherie dei traditori), seguito dai confratelli che lo hanno eletto a proprio leader: in effetti, Jon ha acquisito carattere rispetto al passato, e sembra destinato a diventare uno dei grandi eroi di questa serie, grazie a una rinnovata sicurezza nei suoi doveri e nelle sue capacità. E chissà che presto non riesca a riabbracciare Bran, nonostante ci sia la presenza minacciosa di Locke (il bravo Noah Taylor) a gravare sulla sorte di entrambi. Intanto, sulla sorte di tutta Westeros grava invece la minaccia dei non-morti, che si mostrano per la prima volta in questa stagione: in un suggestivo rituale magico, assistiamo alla trasformazione del neonato in creatura glaciale, che andrà a ingrossare le fila dell’esercito dei “mostri”. Quale sia il loro piano – ammesso che ne abbiano uno – è ancora da scoprire…

La citazione: «Risponderò all’ingiustizia con la giustizia.»

Ho apprezzato: l’addio tra Jaime e Brianne; la nuova coppia Brianne-Podrick; Tommen con il gatto Ser Pounce; il rinnovato carattere di Jon; la sequenza finale con i non-morti.

Non ho apprezzato: il trattamento del personaggio di Jaime, che non tiene conto delle sue azioni precedenti.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Game of Thrones sul nostro Episode39 a questo LINK.

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