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Beijing Film Fest – Alfonso Cuaron parla del 3D e del suo prossimo progetto

Di Marlen Vazzoler

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Gli spettatori cinesi amano il 3D, lo dimostrano i dati al botteghino cinese: i film locali che hanno ottenuto gli incassi più alti, come Journey to the West: Conquering the Demons sono in 3D, Robocop è stato convertito in 3D apposta per il mercato cinese e Gravity ha incassato 70 milioni di dollari solo in questo paese.
Ma Alfonso Cuarón, il regista di Gravity, ospite del Beijing Film Fest mette in guardia i registi cinesi sull’uso del 3D, ricordandogli che è solo un altro mezzo:

“Amo il 3D ma penso che un film debba essere concepito come un film in 3D. Non ho famigliarità con tutti questi film cinesi, ho più famigliarità con l’esperienza nei multisala in occidente, nei quali la maggior parte dei grandi film che vedete in 3D sono dei ripensamenti commerciali e sono assolutamente terribili. Non forniscono una buona esperienza in 3D – fanno si che l’intera esperienza di guardare un film sia davvero stancante. Mi piace quando il 3D è realizzato in modo organico. Il 3D è uno strumento che deve essere usato quando ce né bisogno, non in continuazione”.

Cuaron nota che alcuni film in 3D devono il loro successo alla squadra degli effetti speciali invece che al direttore della fotografia, ma ha sottolineato che in Gravity Lubezki ha avuto un ruolo centrale nell’intero processo.

“Ogni singola posizione della cinepresa, ogni singolo spostamento della cinepresa, angolo, lente e impostazione della luce è stato creato da Emmanuel Lubezki. Gravity come film non doveva essere commerciale – non è che stavo cercando di fare un film che non fosse commerciale, ma secondo il punto di vista e le preoccupazioni di tutti, questo film non avrebbe funzionato. Dai nostri test screening ci era stato detto che al pubblico non sarebbe piaciuto il film, quindi alla fine non si sa mai, e l’unica cosa che puoi fare è difendere quello che pensi sia giusto.
Quando stavamo facendo Gravity non avevamo nessun film sullo spazio come riferimento; i nostri riferimenti erano praticamente due film. Uno era Duel di Steven Spielberg e l’altro era A Man Escaped di Robert Bresson. Uno è una fuga dalla prigione e l’altro è su una macchina che viene inseguita da un grande rimorchio. Ma non c’era nessun riferimento allo spazio quando stavamo scrivendo lo script”.

Il pubblico era curioso di sapere se la decisione di avere un astronave cinese come mezzo di salvataggio è stata una mossa calcolata per far breccia sul mercato cinese. Cuaron ha riso ed ha detto che gli elementi cinesi si trovavano nello script da cinque anni e mezzo:

“Non è mai stato calcolato. Non puoi mai calcolare la co-produzione in termini di contenuti. In questo caso la [Cina] era solo un elemento che era lì. La cosa importante è l’integrità”.

Per quanto riguarda il suo prossimo progetto, Cuaron sta pensando a un semplice dramma, ma ammette che potrebbe cambiare idea:

“Venendo da un film come Gravity con grandi effetti speciali, mi piacerebbe fare qualcosa senza effetti speciali. Solo la cinepresa e gli attori e fare qualcosa che sia più piccolo e più immediato. State parlando con qualcuno che è appena tornato da un banchetto, che ha mangiato tanto, e gli state chiedendo che cosa vuole per cena. A questo punto dico che voglio qualcosa di molto leggero, ma forse fra due ore dirò datemi un altro grande pasto”.

Le post-conversioni in 3D decise all’ultimo minuto sono diminuite nell’ultimo anno, ma non quelle realizzate in post-produzione. Come ha detto Cuaron il 3D dovrebbe essere utilizzato come strumento per creare una storia più coinvolgente ma purtroppo i produttori non sono ancora dello stesso avviso.
Fonte THR

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