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Madonna torna alla regia con Adé: A Love Story

Pubblicato il 25 marzo 2014 di Valentina Torlaschi

Parallelamente alla proficua carriera musicale, la pop-star Madonna ha fatto saltuariamente incursione anche nel mondo del cinema in qualità di regista. Ad oggi sono due i film cha ha diretto: due titoli diversi ma entrambi interessanti e notevoli per lo spiccato e originale stile visivo. Il primo è stato nel 2008 Sacro e profano, commedia con l’adorabile e folle cantante dei Gogol Bordello Eugene Hutz mentre il secondo è stato nel 2011 W.E. – Edward e Wallis, biopic su Wallis Simpson ossia la donna americana che fece perdere la testa al re inglese Edward VIII.

Ora Madonna è pronta per il suo terzo film dietro la macchina da presa. Arriva da Deadline la notizia che la cantante dirigerà l’adattamento per il cinema del romanzo Adé: A Love Story di Rebecca Walker (la figlia dell’autrice de Il Colore Viola Alice Walker). La storia è quella della stessa Walker, ossia di una giovane studentessa universitaria che, durante un viaggio in Africa, s’innamora musulmano: i due vorrebbero sposarsi e vivere insieme una vita semplice in Kenya. Ma il loro amore dovrà fare i conti con la diversa cultura e religione di ognuno nonché con la guerra civile.

Il film sarà prodotto da Bruce Cohen, premio Oscar per American Beauty e conosciuto per aver seguito film di successo come Milk e Il lato positivo, insieme alla stessa Walker assieme a Jessica Leventhal. Il primo passo, ora, è trovare uno sceneggiatore; vi terremo aggiornati.

A seguire la copertina e la trama del libro che in Italia è pubblicato sotto il titolo L’isola senza nome:

Quando una ragazza americana di vent’anni decide di partire con un’amica per l’Africa, quella che immagina è una vacanza esotica e avventurosa, un viaggio magari un po’ trasgressivo ma destinato a finire con il ritorno a casa. Una volta arrivata, trova ad accoglierla la straordinaria ricchezza dei paesaggi dal deserto al mare, dai fiumi sinuosi alle isole lussureggianti -, l’inebriante intensità dei profumi, la noncurante sensualità della gente. Eppure c’è qualcosa di più, una malia sottile, un richiamo ancestrale, forse la misteriosa trama di un dio minore, che la trattengono e la sospingono verso un luogo preciso: un’isola, una casa verde, al largo delle coste del Kenya. Dove ad aspettarla è l’amore: quello di Ade, un giovane swahili per il quale lei è unica, eccezionale, tanto da meritarsi un nuovo nome, Farida, che significa “gioiello”. E Farida decide di fermarsi lì – mentre l’amica prosegue – per vivere fino in fondo quell’amore, e scoprire un’altra se stessa: una completa, vera donna. Molto più di una storia d’amore e molto più di un romanzo di viaggio, “L’isola senza nome” è la storia di una trasformazione lenta, inesorabile, inevitabile – che fa da ponte tra due mondi e due culture, tra la solitudine e la famiglia, tra una ragazza e una donna.

Fonte: Deadline