In JoeNicolas Cage veste i panni di un ex-detenuto dal fisico massiccio e tatuato, un uomo rabbioso ma generoso: un uomo che è costretto a stare in un equilibrio assai precario tra il proprio istinto violento e la propria ostinata volontà a ricostruirsi una vita tranquilla, onesta. Joe, questo è il suo nome, in fondo è un brav’uomo; è la vita in tutte le sue ingiustizie ad aver esasperato quel suo lato oscuro che da sempre lui cerca di tenere a bada. Il riscatto definitivo per l’uomo potrebbe allora arrivare dall’incontro con un ragazzino di nome Gary (interpretato dal giovane e sorprendente Tye Sheridan) il quale, in qualche modo, si fa adottare.
Di seguito una scena del film in cui si mostra il primo incontro tra Joe e il giovane Gary in cui il ragazzo viene assunto per “avvelenare gli alberi”:
Joe è una sorta di western moderno presentato tra gli applausi all’ultimo Festival di Venezia e che vede Nicolas Cage in una delle sue interpretazioni migliori. Il film segue Joe aggirarsi in una terra di nessuno dove abitano solo disadattati, emarginati, negri, puttane ed ubriaconi. Un universo buio, piovoso, quasi apocalittico che si attraversa a bordo di pick-up malconci e dove il “progresso” ha fatto sì che l’unico lavoro sia “uccidere” i boschi a colpi di accette che iniettano veleno alle piante…
Diretto da David Gordon Green (l’autore poliedrico di George Washington e Strafumati),Joe uscirà nelle sale americane ad aprile e anche in Italia dovrebbe arrivare entro l’anno; QUI la nostra recensione scritta in occasione della presentazione allo scorso Festival di Venezia.
Fonte: IW