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GODZILLATHON: Parte 1 – ‘Godzilla’ e ‘Il ritorno di Godzilla’

Di Redazione SW

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Inizia oggi il nostro GODZILLATHON, la maratona che vi accompagnerà sino all’uscita del nuovo film di Godzilla diretto da Gareth Edwards. Scopriamo insieme tutti e 28 le pellicole con protagonista il Kaiju più famoso della storia del cinema!

GODZILLA (Gojira, 1954)

Vicino alla piccola isola giapponese di Odo scompaiono in successione due imbarcazioni, attaccate da quello che secondo la tradizione locale è un mostro marino a cui gli antenati erano soliti offrire in sacrificio delle giovani ragazze. La sera in cui gli abitanti dell’isola celebrano un rituale per tenere lontano il mostro, questo arriva e porta morte e distruzione sull’isola. Da Tokyo arrivano television e reporter per indagare su questa misteriosa creatura che tutti chiamano Gojira (Godzilla).

Il primo Godzilla, Gojira in giapponese da gorilla e kujira (balena), è prima di tutto un’opera drammatica. Il regista Ishirô Honda viene chiaramente ispirato dalle devastazioni della seconda guerra mondiale, Tokyo rasa al suolo dai bombardamenti aerei del 10 marzo 1945 e le catastrofi delle due bombe atomiche, sono ferite che ancora sanguinano nel 1954. Forte è quindi la carica etica nel film ed il sacrificio del dottor Serizawa che si autoimmola per portare mella tomba il segreto del “distruttore di ossigeno” si lega in negativo con l’origine stessa del mostro, creato, risvegliato dagli esperimenti nucleari nel mare, ricordiamo che quelli americani nell’atollo di Bikini si svolsero dal 1946 al 1958. Molto presenti sono nel corso della narrazione anche la radio e soprattutto la televisione che propio in quegli anni muoveva i primi passi nel paese del Sol Levante e nel mondo intero. La presenza mediatica si lega con il mondo dell’informazione e sulla mai risolta problematica della divulgazione alle masse di informazioni ritenute troppo importanti e quindi da tenere segrete, nel film si tratta proprio dell’origine “radioattiva” di Godzilla che in un passaggio del film un funzionario statale ritiene doveroso nascondere.

Per quanto riguarda il kaiju in sé, qui la creatura magistralmente creata da Tsuburaya Eiji appare con l’oscurità, figlia del mare e del peccato dell’uomo è un simbolo fortissimo di questa hybris insita nel genere umano. Le riprese dal basso e, come si diceva, nell’oscurità riescono a tirare fuori il meglio dell’orrorifico dal kaiju nascondendo perfettamente tutte le limitazioni derivanti dall’epoca in cui fu creato, inoltre la musica e gli effetti sonori che accompagnano ogni apparizione del mostro sublimano la paura e le scene di distruzione. Queste sono tanto perfette nella loro messa in scena quanto tragiche nei contenuti, difficile immaginare la sorpresa ed il godimento degli spettatori dell’epoca nell’assistere allo dispiegarsi di questi effetti speciali sul grande schermo. Saranno proprio gli effetti speciali (tokusatsu in giapponese) a far nascere un vero e proprio filone cinematografico che continua tutt’ora e a dare il là alla lunghissima serie dedicata a Godzilla.

Padre di tutti i kaiju, il primo Godzilla rimane per tutto quanto scritto sopra, il migliore ed il più serio di tutti i film dedicati al lucertolone: i messaggi etici e politici all’interno dell’opera sono molto pregnanti ancora oggi e la spettacolarità, sempre velata di tristezza, delle scene in cui è presente Godzilla, ne fanno un film capitale nel suo genere ed un cardine nella storia del cinema. Il protagonista non è in fondo il mostro, o almeno è solo un grandioso simbolo, il centro dell’opera che ancora oggi ci continua ad interrogare, sono le problematiche nate dall’agire umano in un epoca in cui le dimensioni e le conseguenze della conoscenza e della tecnica sono diventate impossibili da evitare. Consigliatissima la versione uscita per Criterion Collection, che include l’originale del 1954 e quello americano del 1956, Godzilla, King of the Monsters! Che usa la versione giapponese ri editandola in maniera diversa e con alcune scene aggiuntive.

Il Ritorno di Godzilla - il poster originale

IL RITORNO DI GODZILLA (in Italiano Il re dei mostri, 1955)

Un pilota giapponese a causa di un problema al motore è costretto a fare un atterraggio di fortuna sull’isola di Iwato, soccorso da un suo compagno i due assistono increduli alla lotta fra due mostri giganteschi, Godzilla e Anguirus. Ricerche archeologiche confermano che questo è il secondo esemplare di Godzilla creato da esperimenti nucleari al largo del pacifico. Intanto la lotta fra i due kaiju si sposta sempre più pericolosamente verso la metropoli di Osaka.

Realizzato dalla Toho per capitalizzare il successo del primo film l’anno precedente, questo lungometraggio vede ancora Tsuburaya Eiji agli effetti speciali ma alla regia non c’è più Honda ma Oda Motoyoshi. É il primo film in cui compare un avversario di Godzilla, Anguirus, cosa che si ripeterà in moltissimi altri lungometraggi della serie, la pellicola sembra più una scusa per mostrare il duelli fra i due kaiju che distruggono Osaka ed il suo castello che non altro. Nel post-distruzione infatti lo scambio di battute fra i protagonisti è inverosimilmente leggero e ilare ed il resto del tempo, nell’attesa del prossimo attacco di Godzilla, le relazioni amorose fra alcuni dei protagonisti, due piloti e due radiotelegrafiste, sono assai raffazonate sembrano voler strizzare l’occhio al pubblico femminile che in quel periodo affollava le sale. Al di là di tutto però le scene di Osaka nell’oscurità e del sucessivo arrivo di Godzilla dal mare, illuminato dai razzi di luce degli aerei resta tanto potente quanto spettrale a confermare l’abilità di Tsuburaya ed il fascino che effetti speciali così rudimentali possono ancora avere oggi.

Prodotto dalla Legendary Pictures, Godzilla uscirà nei cinema italiani il 15 maggio 2014 distribuito da Warner Bros (anche in 3D). Potete rimanere aggiornati sul film seguendo la Pagina Facebook ufficiale, l’account Twitter e il sito ufficiale Warner Bros.


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