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Arrow, la recensione del 16° episodio: Suicide Squad

Di Lorenzo Pedrazzi

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Il sedicesimo episodio della seconda stagione di Arrow lascia Oliver in secondo piano per concentrarsi su Diggle e la famigerata Suicide Squad, offrendoci inoltre un cameo inaspettato…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Oliver (Stephen Amell) è ossessionato dal ritorno di Slade Wilson (Manu Bennet), che vuole distruggere il suo mondo e tutti i suoi cari per vendicare la morte di Shado. Terrorizzato all’idea di mettere in pericolo Sara (Caity Lotz), Oliver cerca di allontanarla da sé, ma la ragazza non demorde.
Nel frattempo Diggle (David Ramsey) e la sue ex moglie Lyla Michaels (Audrey Marie Anderson), con cui ha nuovamente una relazione, vengono convocati da Amanda Waller (Cynthia Addai-Robinson) per compiere una missione segreta sotto il comando dell’agenzia A.R.G.U.S., al fine di bloccare la produzione di un pericoloso gas nervino nello stato europeo (fittizio) della Markovia. La loro squadra sarà composta da Ben Turner/Bronze Tiger (Michael Jai White), Mark Scheffer/Shrapnel (Sean Maher) e Floyd Lawton/Deadshot (Michael Rowe), pericolosi supercriminali già affrontati da Diggle e Freccia Verde in passato. Insieme costituiscono la Suicide Squad, assemblata dal governo per affrontare missioni ad altissimo rischio…

Suicide Squad

Suicide Squad, che prende il nome dall’omonima supersquadra della DC Comics, è uno degli episodi meno riusciti della seconda stagione di Arrow, soprattutto a causa della pessima gestione dei personaggi: Shrapnel non fa nemmeno in tempo a entrare in azione che viene subito eliminato (almeno in apparenza, poiché non vediamo direttamente la sua morte), mentre Bronze Tiger, sprecatissimo, resta in disparte per tutto l’arco dell’episodio, e non ha mai occasione di mostrare il suo talento per le arti marziali. Tanto valeva chiamarla suicide duo, visto che l’attenzione è focalizzata interamente su Deadshot e Diggle. L’elemento più interessante della puntata risiede proprio nel loro rapporto: il criminale assume sfumature più “umane” (ha un figlia cui è molto affezionato, ma che non vede mai perché non si ritiene un buon esempio), e Diggle mitiga la sua opinione su di lui, riconoscendogli un senso dell’onore che non si sarebbe nai aspettato dall’assassino di suo fratello. Peccato che, di contro, i flashback in Afghanistan siano abbastanza ridicoli per l’estrema banalizzazione e strumentalizzazione del contesto.

Suicide Squad

Se le avventure della Suicide Squad sono poco soddisfacenti sul piano dell’azione e della tensione (anche perché tentano di replicare le dinamiche dello spionaggio, riuscendoci solo in minima parte), la sottotrama che riguarda Oliver appare sostanzialmente gratuita, utile solo come “camera di decompressione” dopo lo shock dell’episodio precedente. I tentativi di allontanare Sara non hanno effetto, ed è meglio così, ma l’impressione è che la storia giri a vuoto: soltanto il finale riesce a ridestrare l’attenzione, quando Oliver s’introduce nell’ufficio di Amanda Waller (che conosce la sua identità segreta) e le chiede aiuto per rintracciare Slade; per la prima volta viene nominato il suo alter ego Deathstroke, presente da tempo sui radar dell’A.R.G.U.S..

Suicide Squad

Doveroso dedicare una nota conclusiva all’inaspettato cameo di un celebre personaggio dei fumetti (e, prima ancora, dei cartoon). Diggle e Lyla hanno una piccola discussione dopo aver incontrato la squadra in un carcere di massima sicurezza, e da una delle celle risuona una vocetta femminile poco rassicurante: «Avete bisogno di consulenza, carini? Sono una terapista qualificata!». Nei titoli viene accreditata solo come “ragazza con i codini” (ciò che si vede di lei è soltanto una capigliatura bionda), ma chiaramente si tratta di Harley Quinn, l’amante sadica e psicopatica del Joker, interpretata dall’attrice Cassidy Alexa. Probabilmente la rivedremo in futuro, magari in modo meno allusivo.

La citazione: «La notte scorsa, l’uomo che ha ucciso mio fratello ha dimostrato più carattere della donna che ha il compito di proteggere il mondo. La distinzione tra bene e male non mi appare più molto chiara.»

Ho apprezzato: il rapporto fra Diggle e Deadshot; l’idea d’introdurre Harley Quinn.

Non ho apprezzato: la gestione dei personaggi della Suicide Squad; il segmento narrativo dedicato a Oliver.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Arrow sul nostro Episode39 a questo LINK.


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