Nato a Istanbul nel 1979 ma trasferitosi in Italia nel 1978 per frequentare l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’amico, Ferzan Ozpetek dall’Italia non se ne è più andato e qui ha costruito la sua fortunata carriera che ormai conta 10 lungometraggi l’ultimo dei quali, intitolato Allacciate le cinture, esce nei cinema proprio oggi. Ambientato a Lecce e con protagonisti Kasia Smutniak (Benvenuto Presidente!, Tutti contro tutti) e l’ex tronista di Uomini e donne Francesco Arca, il film avanza sui binari paralleli di dramma e commedia raccontando di una passione travolgente tra due persone molto diverse tra loro. Un amore che rischia di cancellare amicizie ed affetti familiari. Un amore che con fatica cerca di resistere nel tempo ma che dovrà affrontare anche il dolore e la malattia.
In occasione dell’uscita di Allacciate le cinture, vi segnaliamo 3 dei film precedenti di Ferzan Ozpetek che, secondo il nostro parere di per sé opinabile, rappresentano le prove più interessanti o comunque le tappe più significative del percorso artistico di questo regista che, seppur tra qualche alte e qualche basso, è riuscito negli anni a costruirsi uno zoccolo duro di fan. Se non siete d’accordo con la nostra selezione, naturalmente, diteci la vostra opinione nei commenti.
• Il bagno turco (1997)
È il primissimo film da regista di Ferzan Ozpetek che, dopo esser stato assistente di Massimo Troisi e Maurizio Ponzi, esordisce dietro la macchina da presa per un’opera molto personale. Ambientato a Instanbul, Il bagno turco racconta di un giovane architetto che vive a Roma (Alessandro Gassman) che si reca appunto nella capitale turca per sbrigare delle faccende familiari: una vecchia zia gli ha infatti lasciato in eredità un hammam, un bagno turco. Il contatto con la città, con una cultura diversa, con un mondo di nuove sensazioni lo disorienterà ma al contempo la farà tornare a vivere pienamente la sua vita. Prodotto da Marco Risi, il film venne presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e, anche quando uscì nei cinema, ottenne un’ottima risposta di pubblico e critica. In effetti siamo davanti a un’opera molto tattile, sensoriale-sensuale che, seppure nelle ingenuità tipiche delle opere prime, restituisce bene le emozioni del protagonista.
QUI il link per scaricare il film su iTunes.
• Le fate ignoranti (2001)
È il film che fa conoscere Ferzan Ozpetek al grande pubblico. Dopo esser stato presentato in concorso al Festival di Berlino, Le fate ignoranti esce nei cinema italiani il 16 marzo 2001 e raccoglie risultati significativi al boxoffice superando il muro dei 10 miliardi delle vecchie lire (fu il 16° maggior incasso italiano per la stagione 2000/2001). Ambientato all’ombra del gasometro del quartiere ostiense di Roma, il film vede per protagonisti Stefano Accorsi e Margherita Buy e racconta di una rigida signora piccola borghese che, rimasta vedova, vedrà ogni sua certezza frantumarsi alla scoperta dell’omosessualità del marito defunto. La pellicola venne apprezzata per l’inedito ritratto (un po’ programmatico, a dire il vero) della comunità gay così solare, generosa e colorata in cui il personaggio della Buy si ritroverà immersa.
• Mine Vaganti (2010)
È sicuramente il film più riuscito di Ferzan Ozpetek, quello dove il regista è meglio riuscito a miscelare (auto)ironia e sentimenti. Ben scritta (anche grazie all’apporto del bravo e nuovo collaboratore Ivan Cotroneo) e ambientata in una Puglia assolata e bigotta (lontana dalla sua Roma-ostiense che era ormai diventata una sorta di cliché), la pellicola segue la tragi-comica avventura di un ragazzo (Riccardo Scamarcio) che torna alla casa paterna per confessare la propria omosessualità. Peccato che venga battuto sul tempo dal fratello maggiore (Alessandro Preziosi) che fa coming out a tavola mandando il padre maschilista all’ospedale… Ma Mine vaganti non è un film sull’omosessualità. È piuttosto un film sulla famiglia. Un film su quelle famiglie borghesi della provincia italiana dove i panni sporchi si devono rigorosamente lavare in casa e dove la discesa in Piazza o la passeggiata lungo il Corso diventano i campi di battaglia su cui difendere, a colpi di sguardi fieri e pettegolezzi taglienti, la propria immagine sociale. E così, per l’orgoglio virile di un padre salentino, la scoperta dell’omosessualità del proprio figlio è un colpo davvero mortale… Con questo film Ozaptek è riuscito a costruire un ritratto garbatamente pungente su un certo perbenismo borghese, su un paese intriso di pregiudizi, tradizione e ipocrisia. Il tutto con molta comicità e una bella colonna sonora che va da Nina Zilli a Patty Pravo.
QUI il link per scaricare il film su iTunes