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Agents of S.H.I.E.L.D. – La recensione del 14° episodio: T.A.H.I.T.I.

Pubblicato il 06 marzo 2014 di Lorenzo Pedrazzi

Agents of S.H.I.E.L.D. torna dopo qualche settimana di pausa con T.A.H.I.T.I., quattordicesimo episodio della prima stagione, e conferma il nuovo corso intrapreso dalla serie.

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER.

Skye è in punto di morte dopo l’incontro con Ian Quinn, che le ha sparato su ordine del misterioso Chiaroveggente. Sembra che non ci sia più niente da fare per salvarla, ma Coulson ha un’ultima carta da giocare: rivolgersi agli stessi medici che, in seguito alla battaglia di New York, lo hanno riportato in vita, impiantandogli dei falsi ricordi per aiutarlo a superare il trauma della “resurrezione”. Alla squadra si unisce l’agente John Garrett (Bill Paxton), il mentore di Ward, che ha il compito di portare Quinn in una base dello S.H.I.E.L.D., ma accetta di collaborare con Coulson e gli altri per salvare Skye. Simmons, leggendo una documentazione top secret di livello 10, scopre che Coulson fu resuscitato grazie a un farmaco sconosciuto, il GH-325, che si trova in una struttura supersegreta costruita all’interno di una montagna: la cosiddetta “Guest House”. Giunto sul posto, Coulson scopre una verità spiazzante…

Dopo un avvio incerto, Agents of S.H.I.E.L.D. ha finalmente trovato la sua giusta dimensione, bilanciando le esigenze di una serie autonoma – basata su trame parzialmente autoconclusive – e la necessità di rapportarsi con un universo narrativo più vasto, che attinge alla mitologia dei fumetti Marvel. T.A.H.I.T.I. alza l’asticella, non tanto per l’episodio in sé, ma per la rivelazione finale che sconvolge l’agente Coulson: il GH-325, farmaco prodigioso che può rigenerare i tessuti danneggiati, viene estratto dal cadavere di una creatura umanoide bluastra, tranciata macabramente dall’addome in giù, e conservata all’interno di una capsula. Naturalmente sono partite le speculazioni degli appassionati, e molti teorizzano che si tratti di un alieno Kree, civiltà extraterrestre molto nota ai lettori dei fumetti, la cui presenza è stata confermata nel prossimo Guardians of the Galaxy. Altri, invece, ipotizzano che sia il corpo di un Atlantideo, ma questa circostanza sembra meno probabile, poiché i diritti cinematografici di Namor (e probabilmente, per esteso, della civiltà di Atlantide) appartengono alla Universal.

Insomma, dopo l’esordio di Deathlok nella scorsa puntata, si ha finalmente l’impressione che lo show faccia parte di un disegno più ampio, affondando le radici nell’immaginario fumettistico. C’è da dire che T.A.H.I.T.I., di per sé, non regala grandi soddisfazioni sul piano spettacolare (le poche scene d’azione sono svogliate e gratuite), ma il carisma di Bill Paxton e la suspense provocata dalle scoperte di Coulson sono sufficienti a magnetizzare l’attenzione, stuzzicando la curiosità sui futuri sviluppi della serie (e sul ritorno di Paxton, previsto a breve). Una vera chicca, poi, è il segmento conclusivo che anticipa il prossimo episodio della serie, proprio come accade con le scene post titoli di coda nei film dei Marvel Studios: assistiamo infatti all’arrivo sulla Terra – o Midgard, come la chiama lei – della pericolosissima Lorelei (Elena Satine), supercriminale asgardiana che ha il potere di soggiogare qualunque uomo, mortale o immortale. Un povero sposino viene irretito dalla sua magia, e costretto a offrirle un passaggio fino in città… ma confidiamo nell’intervento di Lady Sif (Jaimie Alexander) per sistemare le cose. Prepariamoci a un vero e proprio spin-off di Thor!

La citazione: (a proposito del nome “Deathlok”) «È accattivante, vero? Sembra un lottatore di wrestling degli anni Ottanta.»

Ho apprezzato: Bill Paxton; la rivelazione sul GH-325; il cliffhanger con Lorelei.

Non ho apprezzato: le scene d’azione.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Agents of S.H.I.E.L.D. sul nostro Episode39 a questo LINK.