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Star-Crossed, la recensione dell’episodio pilota

Star-Crossed, la recensione dell’episodio pilota

Di Lorenzo Pedrazzi

starcrossed-copertina

Lunedì scorso ha debuttato su The CW il serial romantico-fantascientifico Star-Crossed, creato da Meredith Averill per un pubblico smaccatamente adolescenziale, com’è nella tradizione del network. Vediamo di che si tratta.

Attenzione: l’articolo seguente contiene SPOILER

Un’astronave aliena precipita sulla Terra, in una cittadina della provincia americana: gli alieni, chiamati Atrian, non sono ostili, ma vengono accolti dall’esercito ad armi spianate, e crivellati di colpi senza nessuna ragione che non sia la paura. Roman, un bimbo Atrian, fugge dal luogo del disastro e si rifugia nel garage di una casa lì vicino, dove viene accolto da una bambina terrestre sua coetanea, Emery, che lo accudisce con amore. Purtroppo, però, i militari lo scovano, gli sparano e lo portano via.
Dieci anni più tardi, nel 2024, ritroviamo Emery (Aimeé Teegarden) ormai sedicenne: può finalmente tornare a scuola dopo aver trascorso quattro anni in ospedale per una malattia, e il suo primo giorno è – guarda caso – lo stesso in cui un gruppo di Atrian adolescenti viene introdotto nel liceo per frequentare le lezioni. Nei dieci anni che sono trascorsi, infatti, gli Atrian sono stati confinati in un’area circoscritta, ma ora le istituzioni vogliono tentare un esperimento di convivenza, partendo proprio dal liceo di Emery. Fra gli Atrian che cominciano a frequentare la scuola c’è ovviamente Roman (Matt Lanter), che riconosce subito Emery come la sua salvatrice. Ma attorno a loro c’è un clima ostile: molti terrestri protestano contro l’integrazione degli alieni, e anche all’interno della scuola alcuni studenti si dimostrano subito aggressivi verso i nuovi compagni…

3

Comincia con una citazione da E.T., e poi imbocca il sentiero di Twilight: può sembrare una considerazione scontata e banalizzante, ma un prodotto come Star-Crossed è palesemente figlio del retaggio di Stephenie Meyer, e rappresenta una delle tante variazioni sul medesimo soggetto fanta-romantico, se lo riduciamo ai minimi termini. Una serie young adult, citando l’espressione letteraria, che sa bene come attrarre il suo pubblico di riferimento (ragazze adolescenti e post-adolescenti), poiché sfrutta un’astuta gamma di soluzioni narrative in grado di stimolarne la fantasia. Ovvero, in ordine sparso: una storia d’amore contrastata, un ragazzo bello ed enigmatico, una mean girl d’assalto, un inevitabile triangolo amoroso, una protagonista semplice ma forte, capace di superare le avversità, e con cui sia possibile identificarsi. Persino i disegni sulla pelle degli Atrian, così simili a tatuaggi tribali, paiono concepiti apposta per incontrare il gusto degli spettatori in età puberale.

2

L’autrice Meredith Averill si è fatta le ossa in serial di tutto rispetto come The Good Wife, ma in questo caso riesce soltanto a ritrarre psicologie elementari e rapporti umani (o extra-umani) clamorosamente semplificati, anche quando tenta di esplorare la via dell’intolleranza e del terrore nei confronti del “diverso”, peraltro senza una base narrativa solida che le permetta di giustificare certi comportamenti. Vero è, d’altra parte, che per gli Stati Uniti si tratta di un eterno ritorno: l’ingresso degli Atrian nell’edificio scolastico, scortati dall’esercito per proteggerli dalla folla manifestante, ricorda moltissimo ciò che accadde quando i primi afroamericani furono ammessi nelle scuole riservate ai bianchi.

1

Non mancano alcune buone idee: il villaggio degli Atrian è piuttosto suggestivo (merito anche del regista Gary Fleder, mestierante di una certa esperienza), mentre l’ambientazione futuristica può sempre riservare qualche sorpresa, anche perché la presenza alla luce del sole degli alieni destabilizza il corpus sociale con effetti (potenzialmente) imprevedibili. Alcune circostanze fanno pensare a District 9, ma Star-Crossed non è nemmeno lontanamente allo stesso livello, né può vantare la stessa lucidità critica e metaforica. L’intento di aggiungere un ingrediente “politico” all’intreccio romantico è senz’altro lodevole, ma per ora resta tutto fermo in superficie: i prossimi episodi aiuteranno a chiarire quale sia la vera natura della serie, fondata su elementi molto eterogenei (avventura, fantascienza, dramma, mistero, amore) che hanno bisogno di trovare un equilibrio adeguato.

4

La citazione: «16 maggio 2014, il giorno del nostro arrivo. Siamo fuggiti da un pianeta morente. La nostra nave è precipitata qui. Per il mio popolo sarebbe dovuto essere un giorno di liberazione… ma per chiunque, sulla Terra, era un’invasione. Gli umani non ci hanno lasciato altra scelta che difenderci.»

Ho apprezzato: il villaggio degli Atrian.

Non ho apprezzato: l’estrema semplificazione dei rapporti e delle psicologie; le soluzioni visive e musicali da teen-movie.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Star-Crossed sul nostro Episode39 a questo LINK.


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