Sleepy Hollow: il commento al finale della prima stagione

Sleepy Hollow: il commento al finale della prima stagione

Di Lorenzo Pedrazzi

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Le avventure di Ichabod Crane (Tom Mison) e del tenente Abbie Mills (Nicole Beharie) ci danno appuntamento al prossimo autunno: Sleepy Hollow ha infatti chiuso la sua prima stagione con due episodi concatenati, The Indispensable Man e Bad Blood, andati in onda sul canale americano Fox.

Attenzione: l’articolo contiene SPOILER.

Ritroviamo Abbie e Ichabod mentre sono impegnati nella ricerca di una misteriosa mappa disegnata da George Washington in persona, fondamentale per impedire l’Apocalisse. Nel frattempo Henry Parrish (John Noble), il Mangiapeccati, vede in sogno la resurrezione del secondo Cavaliere dell’Apocalisse, Guerra, e si precipita dai nostri eroi per avvertirli: l’arrivo di Guerra a Sleepy Hollow è imminente, e soltanto un incantesimo pronunciato da Katrina (Katia Winter) potrà impedirgli di risorgere…

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Già adattato da Tim Burton in un film quasi omonimo, La leggenda di Sleepy Hollow è un celebre racconto di Washington Irving datato 1819, qui sfruttato come tenue base di partenza per una rivisitazione contemporanea: fatta salva la presenza del Cavaliere Senza Testa, Sleepy Hollow imbocca infatti un sentiero autonomo, utile a giustificare la struttura seriale di una storia che, altrimenti, rischierebbe di esaurirsi troppo presto.

Nella rilettura di Alex Kurtzman, Roberto Orci, Phillip Iscove e Len Wiseman (anche regista del pilot), Ichabod Crane diviene una raffinata spia inglese al soldo degli americani, mentre il famigerato Cavaliere si rivela essere nientemeno che Morte, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, alfiere dell’Armageddon sotto il controllo del demone Moloch. La vicenda si trasferisce però dal 1781 ai giorni nostri, dove Ichabod, risvegliatosi dopo un sonno centenario in seguito a un incantesimo, continua a combattere il Cavaliere, affiancato però dal tenente Abbie Mills: Ichabod e Abbie sono infatti i due “testimoni” che, secondo una profezia, possono impedire l’Apocalisse.

Da questo pastiche nasce un prodotto godibile ma non particolarmente originale, in gran parte basato – come alcuni prodotti cinematografici recenti, da National Treasure ad Abraham Lincoln: Vampire Hunter – sul revisionismo fantastico della Storia americana, con effetti talvolta un po’ stranianti. Impossibile non sorridere, ad esempio, quando vediamo i nostri eroi che “profanano” la tomba di George Washington nel corso del penultimo episodio, sottraendo dalle sue dita ossute la mappa leggendaria che permetterà loro di aprire un portale sul Purgatorio. Ma non c’è da stupirsi: Sleepy Hollow va presa così, con leggerezza, accettandone le assurdità e la scarsa logica di alcuni passaggi narrativi, gli stessi cui ci hanno abituato Kurtzman e Orci nei loro film. Anche perché la serie ha dimostrato di reggere bene sulla distanza dei suoi tredici episodi, offrendoci una successione di puntate sempre coerenti con la trama orizzontale, giocando in modo ingenuo e divertente con varie declinazioni del genere horror, e proponendo un simpatico bestiario di monsters of the week che accompagna la minaccia costante del Cavaliere Senza Testa.

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I protagonisti, d’altro canto, non vivono conflitti abbastanza complessi da farci appassionare alle loro vicende personali, anche se lo spaesamento temporale di Ichabod riesce a strappare qualche sorriso. Il tema dell’Apocalisse, unito alla reinterpretazione morbosa delle Sacre Scritture, è ormai sin troppo abusato nei prodotti che vertono sui temi del sovrannaturale (basti pensare a Supernatural), ma il season finale alza decisamente la qualità della serie: se è vero che la trasformazione di Brooks in supercattivo viene risolta in modo troppo sbrigativo, il colpo di scena finale è davvero efficace, e il cliffhanger con cui si chiude la stagione stimola la nostra curiosità sugli sviluppi futuri. Sappiamo già che il bravissimo John Noble avrà un ruolo fisso nella seconda stagione, e l’epilogo di Bad Blood ce ne spiega le ragioni: Henry Parrish, il personaggio più interessante della serie, altri non è che il figlio di Ichabod e Katrina, trasformatosi in Guerra (il secondo Cavaliere dell’Apocalisse) a causa dell’odio che nutre per i genitori. Henry consegna sua madre al Cavaliere Senza Testa, e rinchiude suo padre in una bara sottoterra, la stessa in cui lui ha vissuto per più di due secoli (il fatto che si sia nutrito di radici per duecento anni richiede una grossa dose di sospensione d’incredulità da parte dello spettatore, ma siamo pur sempre nell’ambito del fantastico). Poiché Abbie è intrappolata nel Purgatorio, dove ha accettato di restare momentaneamente per prendere il posto di Katrina, i nostri eroi sono separati e apparentemente sconfitti, mentre Guerra marcia su Sleepy Hollow senza nessun avversario in grado di tenergli testa. Una chiusura di notevole pathos, che conferma l’incremento qualitativo della stagione con il procedere degli episodi.

La frase: «La Guerra non sta arrivando a Sleepy Hollow. È sempre stata qui ad aspettare, per tutto questo tempo. E ora sta per cominciare. Addio, padre.»

Ho apprezzato: il colpo di scena finale e il cliffhanger con cui si chiude la stagione.

Non ho apprezzato: la trascuratezza con cui viene trattata la metamorfosi di Brooks, qualche forzatura logica.

Potete scoprire, commentare e votare tutti e 13 gli episodi di Sleepy Hollow sul nostro Episode39 a questo LINK.

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