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Mizue Mirai, artista giapponese ammirato da Aronofsky, porta alla Berlinale un suo corto

Di Redazione SW

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da Wonder (copyright Makotoya)

ScreenWeek dal Giappone.

Nell’arcipelago giapponese, oltre all’industria degli anime che tutti hanno imparato a conoscere ed apprezzare nel corso di questi ultimi decenni, scorre una corrente sotterranea di lavori che con il concetto di animazione prova a sperimentare e ad indicare nuovi percorsi espressivi. È un mondo che spesso sconfina e deborda nella videoarte, genere in cui potrebbe facilmente trovare dimora. Uno degli esponenti più creativi di questa nicchia espressiva è senza dubbio Mirai Mizue, classe 1981, che già da una decina di anni a questa parte si è fatto conoscere al pubblico internazionale, nel 2011 il suo Modern No. 2 fu presentato nella sezione Orizzonti a Venezia, quando fra i giurati era presente anche Darren Aronofsky (Noah) che di Mizue è diventato un ammiratore.
Per farci un’idea dello stile abbastanza unico dell’artista giapponese diamo un’occhiata al trailer di Wonder Full una retrospettiva/raccolta di 14 dei suoi corti più rappresentativi che debutterà a Tokyo il 22 di questo mese:

Fa parte di questa raccolta anche l’ultimissimo lavoro di Mizue, Wonder che sarà presentato all’edizione di quest’anno del Festival Intenazionale di Berlino, aperto proprio ieri (QUI il programma), nella sezione dei corti. Si tratta di un lavoro che ha una storia realizzativa molto peculiare, a cominciare dal primo aprile del 2012, ogni giorno e per 365 giorni Mizue ha realizzato un secondo del progetto disegnando a mano 24 disegni, 24 fotogrammi al secondo quindi, senza una storia od unastruttura preesistente sui cui fare riferimento, il giaponese ogni giorno trovava ispirazione dai disegni realizzati il giorno preceente. Un’altra peculiarità dell’opera è che è stata parzialmente sostenuta economicamente da un’operazione di crowdfunding su Kickstarter, principalmente per coprirne le spese di post produzione e quelle per la bella e fondamentale musica realizzata da Pascals. Ecco il trailer:

Il corto che dura otto minuti, ha un impatto visivo e sonoro notevole, specialmente se visto in sala o in high resolution (è questo il caso di chi scrive), la vivacità dei colori ed il concetto di fluidità delle forme che continuamente cangianti ed immerse nel flusso della musica che le completa, rappresentano le forze di metamorfosi e quelle creative che costituiscono la vita ed il suo senso del meraviglioso, di “wonder” appunto. Come in alcuni suoi lavori precedenti anche in questa breve animazione Mizue si rifà molto al regno vegetale e quello animale più basso, inteso qui per complessità non certo per rango, degli insetti e dei microorganismi che in una sorta di danza astratta, policromatica e pulsante continua, sembrano farsi e disfarsi senza sosta nel continuum della vita e della celluloide del corto. Un’euforia.

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da Wonder (copyright Makotoya)


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