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La vera Philomena e Steve Coogan hanno incontrato Papa Francesco

Pubblicato il 10 febbraio 2014 di Valentina Torlaschi

«Ora quelle suore suore saranno gelose di me!». Così, con divertita semplicità, Philomena Lee commenta soddisfatta l’incontro che ha avuto nei giorni scorsi con Papa Francesco, insieme a Steve Coogan. La signora in questione, 80 anni ma vitalità da vendere, è la donna che ha ispirato il film diretto da Stephen Frears intitolato appunto Philomena che, presentato tra gli applausi al Festival di Venezia del 2013, è poi uscito nelle sale italiane lo scorso dicembre.

Philomena è un’adorabile commedia tutta cuore e sarcasmo che ha avuto un’ottima accoglienza di pubblico (siamo quasi a 6 milioni di incassi in Italia) e che racconta la storia vera di questa donna alla ricerca di un figlio che, 50 anni prima, delle perfide suore – quelle della razza di Magdalene, per intenderci – han costretto a dare in adozione. E sono proprio quelle le suore che Philomena Lee è contenta di aver fatto ingelosire ora che lei con Papa Francesco ci ha parlato.

Scritta con una precisione chirurgica nel soppesare una sana commozione e un british humor di migliore annata, il film è un percorso tra fede, perdono e giustizia che ovviamente non poteva non suscitare l’attenzione del Pontefice il quale ha quindi accettato con piacere di incontrare Philomena Lee in Vaticano, in occasione dell’udienza del mercoledì a piazza San Pietro. «È stato un grande onore, è una persona speciale, mi ha commossa. Poi, è una persona di carisma che ride e sorride molto. Ho sempre avuto una profonda fede nella Chiesa e nella sua volontà di riparare ai torti commessi in passato. » ha commentato la donna.

La vera vicenda di Philomena Lee è straziante, eppure lei, come racconta anche la pellicola, è riuscita a perdonare. Rimasta incinta giovanissima e non ancora sposata, nel 1952, la donna fu mandata dalla famiglia nel convento di Roscrea, nel centro d’Irlanda, dove partorì suo figlio:  Anthony. Il quale, però, all’età di 3 anni  venne adottato, dietro pagamento, da una ricca famiglia americana. Philomena si è poi rifatta una vita e una famiglia ma non ha mai smesso di cercare Anthony: per 50 anni ha tentato di ritrovarlo e, solo con l’aiuto del giornalista Martin Sixsmith (autore del libro The lost child of Philomena Leeda cui è stato poi tratto il film), ci è riuscita. Ma ormai era troppo tardi. Purtroppo, le ricerche sono state ostacolate dalle stesse suore del convento di Roscrea che, per tantissimo tempo, non solo si sono rifiutate di rendere noti i loro archivi ma hanno anche intralciato la ricerca.

Philomena Lee è stata solo una delle tante ragazze-madri a cui è stato impedito di ritrovare il proprio figlio dato in adozione. Proprio per combattere quest’ingiustizia e cercare di accedere ai quei 60mila file degli archivi delle istituzioni religiose irlandesi che potrebbero aiutare altre donne a rivedere i lost childern, è stata istituita una petizione sotto il nome di Philomena Project.

Nella versione cinematografica della storia, Philomena Lee è stata magistralmente interpretata da Judi Dench che per la performance si è guadagnata una meritatissima nomination agli Oscar. Steve Coogan (oltre che produttore e sceneggiatore) è invece l’interprete del giornalista della BBC. QUI trovate la nostra recensione del film.

Fonte: The Guardian