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13 febbraio 2014 • 20:40 • Scritto da Redazione SW

Hello! Junichi di Ishii Katsuhito

Ritorna la comicità leggera, surreale ma mai banale di Ishii Katsuhito che con il suo nuovo lungometraggio, Hello! Junichi, ha cercato di realizzare un lavoro che prima di essere "per" i bambini stia proprio dalla loro parte e ne rappresenti il loro punto di vista.
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ScreenWeek dal Giappone.

Ishii Katsuhito è uno dei registi e sceneggiatori giapponesi più originali in circolazione, The Taste of Tea del 2004, per chi ha avuto la fortuna di vederlo è un film quasi irripetibile, almeno all’interno del cinema nipponico, per la sua commistione di poetica bambinesca, comicità surreale e malinconica vitalità. Ishii comincia la sua carriera nel mondo della pubblicità e contemporaneamente al lavoro di regista di live-action si occupa anche di animazione, sue le animazioni dell’episodio Le origini di O-Ren per Kill Bill vol. 1 di Tarantino o le sceneggiature di un episodio di Short Peace e soprattutto quella dell’iperadrenalinico Redline, insomma una creatività che spazia su molti livelli e in media differenti, sempre riuscendo ad essere originale, anche al limite del paradosso talvolta.
Il trailer di Redline:

Un’immagine da The Taste of Tea:

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Nel 2011 Ishii dirige Smuggler che però non convince troppo nè il pubblico degli appassionati che forse si aspettavano qualcosa di diverso dal suo genio, nè del resto lo stesso Ishii sembra essere rimasto molto soddisfatto dal risultato finale. Un film che invece il regista sembra sentire molto proprio è Hello! Junichi, la sua ultima fatica che uscirà questo week end nelle sale giapponesi. Qui Ishii sembra tornare allo stile fanciullesco che tanto aveva colpito il pubblico internazionale con il già citato The Taste of Tea, ma in modo diverso meno spinto e più “naturale”.

Si tratta della storia di 6 bambini di scuola elementare di un piccolo villaggio, fra cui il piccolo protagonista Junichi, e della giovane maestrina neolaureata, interpretata dalla bella Mitsushima Hikari (Love Exposure). Un film dichiaratamente per i più piccoli, anzi girato e concepito dalla parte dei bambini che Ishii stesso ha fortemente voluto e che è stato finanziato in modo indipendente fuori dai normali circuiti produttivi in quanto rappresenta, per stessa ammissione del regista giapponese, una reazione al disastro che ha colpito il Giappone l’undici marzo del 2011.

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