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Slamdance – Nolan parla del rumor di Pitt in Memento, del montaggio in Inception e dei film a grosso budget

Di Marlen Vazzoler

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In questi giorni l’attenzione degli appassionati di cinema è tutta incentrata sul Sundance Film Festival, ma sabato sera i riflettori si sono spostati su un altro festival indipendente che sta avendo sempre luogo a Park City, in Utah, il Slamdance Film Festival (17-23 gennaio, ndr.). La serata è stata dedicata alla premiazione di Christopher Nolan con il primo Founder’s Award consegnato per celebrare i risultati del filmaker dal suo debutto avvenuto quindici anni fa, proprio al Slamdance, con il suo primo film, The Following.
Al Treasure Mountain Inn, in una sala colma di giornalisti e appassionati di cinema, Nolan si è seduto con il presidente del Slamdance, Peter Baxter, ed ha discusso una serie di argomenti, dal ruolo di produttore di sua moglie Emma, alla voce sul coinvolgimento di Brad Pitt in Memento, dal montaggio di Inception, alla critica cinematografica, fino ad un suo possibile ritorno alla regia di pellicole con un budget più piccolo.

“Quello che lo Slamdance ci insegna è che anche se è meraviglioso avere una grande comunità di registi intorno a te, devi essere pronto a fare tutto da solo.
Questo è qualcosa che non cambia mai… devi essere pronto a portare la bandiera del film, perché se non lo fai, nessuno si preoccuperà. È una cosa difficile, può sembrare un arroganza, perché è il film che hai fatto, ma non c’è altro modo. Devi solo farlo”.

Parlando della sua transizione a film a grosso budget a differenza di altri suoi colleghi che annaspano nell’uscire dalla sabbionaia, Nolan ha detto che la chiave è stata compiere dei passi incrementali, cercando di guardare ogni progetto dal punto di vista di un membro del pubblico, assicurandosi la propria visione di regista coincida con le aspettative dello studio sul film che riceverà il suo investimento.

“Ci sono molti registi che hanno adottato un approccio molto diverso dal mio. Il mio amico Steven Soderbergh, ad esempio, che mi ha aiutato con il mio primo film sotto uno studio, ha sempre fatto un punto molto, molto specifico: andare avanti e indietro con diversi formati delle pellicole.
Sono sempre e solo stato guidato dalla storia, da un insieme di personaggi che mi hanno colpito. E cerco di non pensare troppo sul perché voglio fare un film. Se lo vuoi fare, allora ti devi buttare. E penso che ci sia anche un senso nell’avere la possibilità di lavorare su grande scala, tale opportunità non sarà sempre lì, così voglio di certo avvalermene fino a quando posso.
Non vorrei mai fare un film più piccolo in senso artificiale. Non vorrei mai farlo per il gusto di farlo. Sarei molto, molto emozionato e felice di farlo se trovassi la storia giusta e quel tarlo nella mia testa che voglio comunicare, e sono abbastanza sicuro che è qualcosa che farò alla fine. Ma io non ho alcuna fretta. Mi piace lavorare nel modo in cui sto lavorando adesso”.

Blake Robbins (Oz) che quello stesso giorno aveva debuttato al Slamdance con la sua opera prima da regista, The Sublime And Beautiful, ha chiesto a Nolan se quando si è trovato nella sala di montaggio ha mai odiato un suo film.

“Ogni film è un po’ diverso. Tendo a ripartire da zero nella sala di montaggio. Il mio editore fa un assemblaggio mentre giriamo, ma non lo guardo mai completamente. Guardiamo una scena alla volta, e poi torniamo ai giornalieri, rivediamo i giornalieri e iniziamo a mettere insieme il film. Così nelle prime settimane, quando taglio il film è un processo di scoperta. E ci sono delle cose di cui sei entusiasta perché funzionano meglio di quanto pensavi, e ci sono altre cose che ti rendi conto che saranno molto difficili.
Tagliando Inception con Lee [Smith], il mio editore, mi ricordo che siamo arrivati alla terza bobina e l’abbiamo guardata. Era del tutto incomprensibile. E ci sono volute diverse settimane di notti insonni per cercare di capirlo. Stranamente, però, quando ho riguardato il copione e l’ho paragonato al modo in cui quella parte del film è venuta fuori, non è così diverso.
Ma può essere molto difficile trovare queste cose. Uno dei motivi per cui non guardo l’assemblato al contrario di molti registi, è perché è lungo quattro ore ed è un film terribile. Quindi non voglio cominciare da quel punto. Preferisco iniziare dal punto in cui sento una possibilità, che è quello che trovo nei giornalieri”.

Infine per quanto riguarda la voce secondo la quale Nolan ha rifiutato Brad Pitt in Memento, il filmaker ha chiarito la voce.

“No, mi ha rifiutato! [Ride] In verità, [Pitt] ha letto il copione, è da qui che viene la storia, ha letto la sceneggiatura e mi ha incontrato per il film quando non aveva alcun motivo di sapere chi ero o su che cosa era il film. E non è venuto fuori niente, oltre al fatto che lui si è interessato, penso che all’interno del mondo delle agenzie dove la sceneggiatura stava circolando, c’è stato un po’ di interesse in quello che avrebbe potuto altrimenti essere un progetto molto oscuro.
E penso davvero che sia stato il modo tramite il quale ne è venuto a conoscenza Guy Pearce, ha fatto lui iniziare il processo. Sono molto grato a lui”.

Fonti Deadline, Hitfix

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