L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 

Sherlock – The Sign of Three: La recensione del secondo episodio della terza stagione

Di Marlen Vazzoler

sherlock-the-sign-of-three

Pensavamo che il tono più comico e leggero del primo episodio della terza stagione di Sherlock sarebbe stato un caso isolato, ma dopo aver visto The Sign of Three, non solo dobbiamo ricrederci, ma constatare che Moffat e Gatiss hanno deciso di cambiare la direzione dello show in questa stagione: usando una scrittura più leggera e briosa, e spostando l’attenzione dalle indagini del/dei caso/i di turno a un approfondimento sulla figura di Holmes e nella fattispecie, nei legami che ha instaurato con gli altri personaggi, in particolare con Watson e in misura minore con Mary.
L’episodio, vagamente basato sul romanzo Il segno dei quattro, è incentrato sul matrimonio di John e Mary. Attraverso una serie di flashback seguiamo i preparativi per il matrimonio e vediamo come Holmes sta lavorando dietro le quinte, all’insaputa di Mary e John, per fare in modo che il matrimonio si svolga senza alcun intoppo. Ma un possibile omicidio rischia di mettere a repentaglio l’evento, quando Sherlock, nel bel mezzo del suo discorso come testimone dello sposo, si rende conto che alcuni casi apparentemente senza alcun collegamento hanno un comune denominatore.
Se in The Empty Hearse abbiamo visto John elaborare il suo lutto dopo il ritorno di Sherlock dal mondo dei morti, in questo caso lo show processa l’elaborazione del detective dalla sua possibile separazione dal suo fidato compagno di avventure. Da una parte abbiamo la signora Hudson e Mycroft che preparano Holmes per quella che sarà la fine della sua amicizia causata dall’imminente matrimonio e dall’altra Mary e John che cercano di assicurarlo indirettamente, mostrandogli che nulla cambierà nel loro rapporto. Se nel episodio precedente Gatiss era riuscito a bilanciare molto bene lo spazio dedicato ai vari personaggi, dando ugual spessore a John e Sherlock e abbondante spazio a quelli secondari, in questo gli sceneggiatori, Moffat, Gatiss e Stephen Thompson hanno usato un peso completamente diverso, tutto quello che abbiamo visto e udito è stato fatto e detto in funzione di Sherlock e del suo discorso, che occupa quasi l’intero episodio.
Nei quasi sessanti minuti in cui si svolge il discorso vengono messe in mostra le doti attoriali di Benedict Cumberbatch, che possono contare su una sceneggiatura perfettamente cucitali addosso. Ma tutto questo non sarebbe stato reso possibile se le interpretazioni di tutti gli altri attori non fossero state alla sua altezza. Certo la figura di Holmes sovrasta e ingoia quasi tutti gli altri attori, compreso John, ma l’interpretazione di Cumberbatch non avrebbe avuto lo stesso effetto se non avesse avuto l’appoggio degli altri colleghi, che hanno supportato il collega con la loro recitazione. Un esempio è la scena in cui Sherlock scopre di essere il migliore amico di Watson, se la recitazione di Martin Freeman non fosse stata altrettanto buona, la scena non avrebbe provocato la stessa ilarità.
Guardando The Sign of Three in alcuni momenti sembra di rivivere le atmosfere di una commedia romantica, il rapporto tra John, Mary e Sherlock fa pensare a quello tra Chandler, Monica e Joey di Friends piuttosto che a quello tra Leonard, Penny e Sheldon di The Big Bang Theory. E anche se verso alla fine sembra che Sherlock sia riuscito ad evitare di rimanere da solo, di essere lasciato in disparte, lo svelamento dei tre segni, lo riporta alla situazione iniziale. Altra particolarità di questo episodio, sta nel fatto che è completamente scollegato agli eventi di quello precedente: non viene ripreso in nessun momento quanto accaduto a John in The Empty Hearse, e nemmeno il nuovo villain non fa nessuna apparizione. Questa scelta è un po’ inusuale per lo show, ed è un ulteriore prova del suo cambio di direzione, invece di collegare gli episodi attraverso le indagini tra i vari casi, abbiamo un collegamento attraverso i rapporti emotivi tra i protagonisti. Tutta questa attenzione fa pensare che nel prossimo e ultimo episodio, His Last Vow, i legami tra i personaggi possano diventare il punto focale della storia.
Anche se la scrittura di questi due episodi è stata interessante, devo ammettere che mi manca vedere Sherlock seguire un caso per novanta minuti. Il trailer del terzo episodio è promettente, non ci resta che attendere domenica prossima.

SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

Il film di Gundam: la seconda (ma in realtà terza, e pure quarta) sortita live action del Mobile Suit Bianco 15 Aprile 2021 - 17:00

Storia breve di come un anime flop è diventato uno dei simboli pop più celebri del Giappone e un'industria pazzesca. E delle paure che un film hollywoodiano ora si porta dietro.

Scream – I registi hanno girato diverse versioni per evitare spoiler 15 Aprile 2021 - 17:00

Non solo esistono diverse sceneggiature del nuovo Scream, ma i registi hanno effettivamente girato anche molteplici versioni del film per evitare che trapelassero spoiler.

Non mi uccidere: la nostra intervista al regista Andrea De Sica e al Collettivo GRAMS 15 Aprile 2021 - 16:48

Il nostro Filippo Magnifico ha intervistato il regista Andrea De Sica e il Collettivo GRAMS e ha parlato con loro di Non mi uccidere, il teen drama con Alice Pagani e Rocco Fasano.

Il film di Gundam: la seconda (ma in realtà terza, e pure quarta) sortita live action del Mobile Suit Bianco 15 Aprile 2021 - 17:00

Storia breve di come un anime flop è diventato uno dei simboli pop più celebri del Giappone e un'industria pazzesca. E delle paure che un film hollywoodiano ora si porta dietro.

MCU: chi sono e da dove vengono Ayo e le altre Dora Milaje di Wakanda 14 Aprile 2021 - 9:27

Le origini nei fumetti Marvel (e la storia VERA) delle Dora Milaje di Black Panther, riapparse ora in The Falcon and the Winter Soldier.

LOL – Chi ride è fuori, i comici italiani e la TV giapponese 9 Aprile 2021 - 14:37

Si è concluso ieri su Amazon Prime Video LOL, chi ride è fuori, game show a puntate che ha suscitato polemiche e discussioni su cosa fa ridere e cosa no.