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Dallas Buyers Club – La recensione del film con un Matthew McConaughey da Oscar

Dallas Buyers Club – La recensione del film con un Matthew McConaughey da Oscar

Di Leotruman

Tra i favoriti ai prossimi Oscar per la migliore interpretazione maschile troviamo in pole position Matthew McConaughey, l’attore 44enne con una delle carriere più altalenanti di sempre. Inizio folgorante (Il Momento di Uccidere, Contact, Amistad e molti altri) ha preferito utilizzare gli interi anni 2000 per commedie e pellicole spesso scadenti, dove la sua migliore interpretazione era fornita dai suoi pettorali. Dal 2011 la svolta: l’attore torna a parlare seriamente di cinema con Killer Joe, The Lincoln Laywer, Magic Mike e Mud, giusto per citarne alcuni.

Visto in anteprima all’ultimo Festival di Roma, arriva ora nelle sale quella che è la migliore interpretazione della sua carriera. Si tratta di Dallas Buyers Club, il dramma diretto da Jean-Marc Vallée e ispirato alla vera storia di Ron Woodroof, un elettricista texano a cui viene diagnosticato il virus dell’HIV.

Dallas Buyers Club Matthew McConaughey

1985. L’AIDS è una malattia ancora sconosciuta per molti aspetti, per di più in Texas, dove tra un rodeo e un’estrazione petrolifera la si conosce solamente come la piaga che gay e drogati si meritano. Woodroof (McConaughey) è però il tipico eterosessuale omofobo dello stato, e quando riceve la terribile notizia rimane incredulo e non accetta la realtà. Per i medici ha solamente trenta giorni di vita, e l’unica cosa che può fare è andare a casa, sistemare le proprie cose e aspettare di morire. L’uomo non si arrende, e inizia prima una battaglia con sé stesso per ripulire la propria vita da alcol e droghe, per poi iniziare a documentarsi e ad assumere dei farmaci non approvati dal governo americano, procurandoseli attraverso il commercio illegale. Questa sua determinazione gli permise di vivere fino al 1992 e di aiutare anche molti altri malati a curarsi in maniera adeguata, in un momento dove non vi erano molte alternative per provare ad arrestare la morte da AIDS.

Impressionante metamorfosi fisica per l’attore, in questo caso al “contrario”: da cadavere ambulante nella prima parte del film a magrissimo ma ben più vitale quarantenne pronto ad affrontare mille battaglie, inizialmente per interesse personale e poi per quello della comunità delle persone sieropositive, di ogni genere sessuale o estrazione sociale. Ma l’interpretazione di McConaughey è ben oltre la semplice tortura fisica, così come quella di Jared Leto, incredibile nei panni di Rayon, un transessuale sieropositivo che diventa socio e amico di Woodrof.

The Dallas Buyer's Club Teaser Poster USA

Film e serie tv sul tema AIDS se ne contano a dozzine negli anni, con qualche capolavoro (da Philadelphia a Angels in America). Grazie a Dallas Buyers Club si torna a parlare della piaga, per nulla sconfitta ad oltre vent’anni dagli avvenimenti del film, in un momento storico dove l’attenzione di giovani e non è in costante calo. L’aspettativa di vita di una persona sieropositiva è ormai sempre più vicina a quella di una sieronegativa, grazie a cocktail antiretrovirali sempre più efficaci, che tuttavia non permettono di eradicare il virus. Ma per arrivare a questo punto è servito il sacrificio di milioni di persone, tra cui Woodrof, e non bisogna dimenticarlo. Anche un semplice elettricista può pensare con la propria testa e agire senza essere un burattino nelle mani delle avide case farmaceutiche.

Il regista Jean-Marc Vallée evita la facile retorica, e sorprende lo spettatore in ogni scena, alternando dramma e ironia, e mantenendo sempre alto il livello di attenzione ed emozione (per non parlare dell’accuretezza storica impeccabile). Non cade nel semplice stereotipo e non si scaglia a priori contro sanità, medici e farmaci: sottolinea in particolar modo che l’atto della scelta non deve mai mancare, e la volontà di un malato deve essere sempre rispettata. Ciò non corrisponde alla totale anarchia in campo medico e farmacologico, ma a volte un piccolo gruppo di persone come il club di Dallas può fare la differenza e mettere in discussione l’intero sistema. Si muore rimanendo fermi, quando si decide di non lottare, e non a caso Woodrof acquista colore e vitalità con il proseguire delle sue attività e delle sue battaglie, nonostante quei famosi trenta giorni dal sapore di condanna a morte sono passati ormai da un bel pezzo.

Dallas Buyers Club, candidato a 6 Premi Oscar tra cui i prestigiosi premi per Miglior film, Miglior attore protagonista e Miglior attore non protagonista, esce nelle sale italiane questo giovedì 30 gennaio. QUI potete trovare il resoconto del nostro incontro con il protagonista  Matthew McConaughey che è arrivato ieri a Roma per la presentazione del film.

[La recensione era stata scritta in occasione della presentazione del film all’ultimo Festival di Roma]

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