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Oscar 2014, protesta in arrivo: gli artisti VFX contro la distruzione dell’industria americana

Di Marlen Vazzoler

VFX-Solidarity-International

Anche quest’anno in concomitanza con la cerimonia degli Oscar si terrà una manifestazione indetta dagli artisti degli effetti speciali. Ma a differenza dei 400 partecipanti che hanno mostrato il loro supporto per la bancarotta della compagnia Rhythm & Hues, vincitrice l’anno scorso dell’Oscar per i migliori effetti speciali in la Vita di Pi, quest’anno l’obiettivo è di dare supporto e attirare l’attenzione nella battaglia contro i sussidi dati alle aziende straniere che lavorano nel settore degli VFX.
Secondo Daniel Lay, fondatore della comunità VFX Solidarity International, i sussidi stanno distruggendo l’industria degli effetti speciali in America, tanto che nella sola Los Angeles c’è stata una perdita massiccia di lavoro in questo campo.

“Vogliamo cercare di concentrarci sull’impatto distruttivo della corsa ai sussidi. Vogliamo ampliarla e includere anche i musicisti e i macchinisti e tutti quelli che sono stati colpiti drasticamente. È grandioso che ci sia una festa per gli Oscar ma molti di noi sono stati colpiti da questi sussidi”.

Una mezza dozzina di compagnie di effetti speciali, come la Digital Domain, la Asylum Visual Effects e la CafeFX sono andate in fallimento perché non hanno retto la concorrenza di compagnie rivali con sede a Vancouver e a Londra che offrono agli studio delle lucrative sovvenzioni fiscali per la post-produzione e degli incentivi. Per Lay la differenza dell’uso dei sussidi nell’industria degli VFX rispetto a quello presente nelle altre industrie, è che la prima ne è completamente dominata tanto che le compagnie senza sussidi non sono in grado di competere.

“Per poter fare un offerta per un progetto oggi devi avere un sussidio, nessun altra industria funziona così”.

A differenza dell’America in Inghilterra, Irlanda e Nuova Zelanda sono state create delle organizzazioni che promuovono le loro sedi come luogo esclusivo in cui realizzare gli VFX, mentre in città come Montreal, troviamo persone come Dave Rand che da quattro anni combatte per far si che vengano pagati gli artisti degli VFX.
Assieme ad altri artisti Lay ha formato il gruppo ADAPT (Association of Digital Artists, Professionals and Technicians) che esplorerà i ricorsi legali per le battaglie contro i sussidi stranieri. L’obiettivo del movimento è di far tornare l’industria degli effetti speciali un luogo per fare affari, stabile e sicuro. Lay è conscio che è impossibile eliminare i sussidi ma sta cercando delle strade alternative, secondo un recente studio che ha commissionato allo studio legale Picard, Kentz & Rowe il governo potrebbe applicare dei dazi compensativi per attenuare i danni inferti dagli incentivi stranieri, come è stato fatto in passato per alcune merci prodotte nazionalmente.
Ma nonostante la perdita del lavoro e il fallimento di molte aziende, molti artisti sono ancora esitanti nell’agire.

“C’è un certo numero di persone che sono disoccupate e potrebbero essere più aperte nel parlare su questo proposito, ma alcune persone, che sono senza lavoro sentono il bisogno di mantenere la testa bassa per non turbare un potenziale datore di lavoro” ha spiegato il supervisore degli effetti speciali Scott Squires. “C’è ancora il fattore paura”.

Al momento 140 persone hanno confermato sull’evento realizzato su facebook, la loro partecipazione alla manifestazione. L’appuntamento è per il 2 marzo a Los Angeles.

Fonti The Wrap, VFX Solidarity International, Oscar march

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